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Teatro dell’Opera di Roma, Eleonora Abbagnato danza nella “Serata Jerome Robbins”

Fabiana Raponi
Ultima modifica: 28 Gennaio 2020 10:13
Fabiana Raponi
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Serata Jerome Robbins
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Serata Jerome RobbinsUna serata dedicata a uno dei più innovativi e geniali coreografi del Novecento: al Teatro dell’Opera di Roma va in scena la Serata Jerome Robbins con il trittico The Concert, In the night, Glass Pieces dal 30 gennaio al 5 febbraio.

Una scelta della direttrice del Corpo di Ballo capitolino, Eleonora Abbagnato, che anche per la nuova stagione volge lo sguardo alla danza contemporanea affidando la ripresa di tre capolavori di Robbins al ballet master Jean-Pierre Frohlich e coinvolgendo tutto il corpo di ballo, i solisti, i primi ballerini, l’étoile.

Uno sguardo-omaggio al grande coreografo statunitense che passa attraverso tre diverse performance in grado di metterne in evidenza la vivacità artistica e creativa attraverso lo sguardo brioso e poetico di The Concert, il romanticismo di In the night, la frenesia e la modernità musicale di Glass Pieces.

“Il nostro obiettivo è quello di portare i grandi nomi della danza internazionale qui al Teatro dell’Opera di Roma. Robbins è una tra le più grandi personalità della danza mondiale e poterlo riproporre qui è un vero onore – le parole della Direttrice del Ballo Eleonora Abbagnato che torna in scena a Roma e che darà l’addio all’Opera di Parigi dopo 28 anni – ballerò in In the night, che avevo già ballato qui all’Opera, sulle note di Chopin eseguite al piano dalla nostra Renata Russo e interpreterò la donna passionale e dolce della coppia principale con l’eccezionale Zachary Catazaro”.

Un passionale e raffinato affresco In the night creato nel 1970 da Robbins per il New York City Ballet e affidato a tre coppie che in tre Pas de deux racconta l’amore attraverso i diversi temperamenti delle coppie, fra tenerezza, eleganza e passionalità.

“Jerome Robbins guardava e osservava le cose dal di fuori – ricorda Frohlich – era un osservatore e prendeva le situazioni dalla strada e le portava in palcoscenico. Le performance in scena a Roma propongono tre differenti a spetti di Robbins. Il suo talento unico è quello di individuare delle situazioni e relazionarle alle persone riuscendo a portare tutto questo sul palcoscenico. Credo che ciò che sia unico in lui sia la sua capacità di coinvolgere: lui riesce a far entrare il pubblico in un luogo in modo che gli stessi membri del pubblico si sentano a proprio agio e riescano a proiettare sé stessi sul palcoscenico”. Apre la serata il delizioso umorismo di The Concert, atto unico del 1956 (in scena a Roma due anni fa con la serata Robbins/Preljocaj/Ekman, trittico dedicato alla danza contemporanea) che indaga sulle divagazioni fantasiose e proibite di un pubblico eterogeneo che si perde nella propria mentre ascolta un recital dedicato a Frédéric Chopin. Ognuno, perfettamente riconoscibile, incarna una tipologia diversa di spettatore che si perde in inaspettati voli pindarici trasportato, e ben poco attento, alle note del pianoforte. Fra i protagonisti anche anche il primo ballerino Alessio Rezza, Rebecca Bianchi, Susanna Salvi. Dal romanticismo di In the night all’umorismo di The Concert, la serata omaggio si conclude sui passi di Glass pieces, uno dei lavori più contemporanei di Robbins nato nel 1983 per il New York City Ballet e che trasmette tutta la frenesia che coglie gli abitanti e i passanti di una grande città: i 42 ballerini sul palco, con scene dello stesso Robbins con Ronald Bates e i costumi di Ben Benson, danno vita a un linguaggio sofisticato e moderno.

“Proprio in Glass Pieces Robbins riesce a comunicare delle pulsioni simili a quel senso di frenesia che ti prende quando sei a New York in una città grande dove tutti si muovono e corrono freneticamente per prendere il treno nelle diverse parti della stazione” ricorda il coreografo.

Le tre sezioni immaginate da Robbins si muovono attraverso un vocabolario tradizionale classico che mescola la postmodern dance e costruisce schemi di movimento e ritmi visibili che sembrano tradurre in architettura fisica le musiche di Philip Glass: Rubric e Façades (da Glassworks), accanto a degli estratti dall’opera Akhnaten. “Proporremo una serata molto variegata tra humor, poesia ed eleganza” conclude la Abbagnato.

Saranno in scena étoile Rebecca Bianchi, i primi ballerini Susanna Salvi, Claudio Cocino, Alessio Rezza, i solisti Marianna Suriano, Michele Satriano e Giacomo Castellana che di recente è stato premiato dal magazine Danza&Danza come miglior ballerino emergente del 2019.

“Arriviamo dal classico Lago dei Cigni proposto durante le festività natalizie e andiamo verso un altro grande classico in marzo, Il Corsaro, ma ora siamo felicemente focalizzati su lavori della seconda metà del Novecento. Il bilanciamento è per noi  il giusto modo di programmare. Continuiamo la nostra idea iniziale di una programmazione fedele al repertorio classico e aperta alle novità della modernità e contemporaneità – ricorda Carlo Fuortes, Sovrintendente del Teatro romano – La Serata Jerome Robbins, secondo titolo della stagione 2019/2020, è un grande omaggio a un innovatore senza precedenti, premio Oscar per West Side Story, un viaggio omaggio che parte da lontano”.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera, Carlo Donadio. Dopo la prima di giovedì 30 gennaio, la Serata Jerome Robbins replica venerdì 31 (ore 15 e ore 20), domenica 2 (ore 16.30) e mercoledì 5 febbraio (ore 20). Info su www.operaroma.it.

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