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Reading: Populous: “W” è il nuovo album
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Musica

Populous: “W” è il nuovo album

Redazione
Ultima modifica: 22 Maggio 2020 10:05
Redazione
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W
Foto di Ilenia Tesoro
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W
Foto di Ilenia Tesoro

Evocare immagini di luoghi tropicali attraverso mondi sonori psichedelici. Definire l’archetipo del femminile futuro a colpi di beat. Andare a spasso nel tempo e nello spazio per lanciare una sfida di voguing in una ballroom di Milano o New York. Danzare l’afro-samba di Vinicius de Moraes in una spiaggia di Rio e infine distendersi sulla sabbia illuminata da due lune fra melodie dream pop che richiamano Londra dei primi 90. W è un portale spalancato sul tempo sospeso e intorpidito che stiamo vivendo, pronto a trasportarci in un mondo nuovo: matriarcale, queer e incredibilmente ironico!

W è il nuovo album di Populous, in uscita domani 22 maggio per La Tempesta International in Italia e per Wonderwheel Recordings nel resto del mondo, anticipato dai singoli Flores no mar, Soy Lo Que Soy e HOUSE OF KETA.

Producer, deejay, sound designer, artista trasversale in grado di far dialogare le proprie creazioni con i linguaggi audiovisivi e con la moda, il salentino Andrea Mangia (è così che all’anagrafe conoscono Populous) è riconosciuto in tutto il mondo come autorevole rappresentante della scena elettronica internazionale. A tre anni di distanza da “Azulejos”, ci regala un disco nuovo di zecca, inoltrandosi in nuovi territori.

Selezionato di recente come disco del giorno da Bandcamp, W (che sta per Women) è un omaggio ad un immaginario musicale femminile libero ed eterogeneo, un omaggio alle donne che negli ultimi anni hanno ispirato Populous. Donne che cantano, scrivono, compongono, suonano. Vengono dall’Italia, dal Giappone, ma anche dall’Argentina, Brasile e Messico. Icone, ma anche amiche. E così Populous in ognuna delle dieci tracce si fa accompagnare da alcune delle artiste indipendenti che più stima: Sobrenadar, Kaleema, Sotomayor, Emmanuelle, Barda, Weste, Cuushe e le italiane M¥SS KETA, L I M, Matilde Davoli e Lucia Manca. Collaborazioni che nascono dalla ricerca della propria libertà sessuale, dal moto perpetuo, dal viaggio costante, fisico e musicale. 

Mettendo in musica la propria identità queer, Populous celebra una femminilità al di fuori degli stereotipi, meno definita dal genere e accomunata dall’unicità che è la miglior risposta all’omologazione imposta dal machismo ancora imperante nell’industria musicale.

Concepita insieme al digital artist della scena queer berlinese Nicola Napoli, la copertina-manifesto è l’invito a “un party utopico dove faremmo follie per essere invitati”, come dichiara lo stesso Populous. Un party eclettico e trasversale, improbabile ma coerente, dove si incontrano Grace Jones e Missy Elliott, Loredana Bertè e RuPaul, Aaliyha e Amanda Lear, Beth Ditto e Divine. E dove si balla house sciamanica, cumbia digitale, vogue beat ed elettronica glitch. Rispetto alle ritmiche afro e al groove della cumbia sudamericana dei precedenti Night Safari e Azulejos, la grande novità di W è la presenza della cassa in 4/4 e delle ritmiche care a molti dancefloor, segno di ulteriore ricerca e dinamicità.

Procedendo su un livello ulteriore, la copertina fa pensare anche a uno scatto caricato su un account Instagram del futuro, che immortala una festa popolata di coloratissimi avatar e gioiose figure trans-dimensionali. Perché W in fondo è l’opening party di un mondo che ha superato una crisi drammatica e si ritrova incredibilmente trasformato. Testi onirici, atmosfere psichedeliche e improvvise esplosioni di ritmiche che pulsano cariche di erotismo. L’album ha il sapore di una cerimonia neopagana che regala a chi vi partecipa l’esperienza di un rito di iniziazione, il passaggio a una condizione di liberazione assoluta su cui veglia un nuovo archetipo di femminilità che sintetizza e supera qualsiasi differenza di genere. Una femminilità che ha il respiro di un mito nuovo, in grado di guidare le azioni della futura umanità. E così Desierto, la traccia che apre il disco realizzata con l’artista argentina Sobrenadar, è l’intro sognante alla cerimonia, il momento in cui si assume la bevanda lisergica che rivela subito i primi effetti negli improvvisi cambi verso pulsazioni ipnotiche. Le melodie dream pop dell’apertura proseguono nella seconda traccia, intrecciandosi a ritmiche latine: se nella festa è il momento in cui si inizia a far muovere il culo, nel rito Soy Lo Que Soy è la formula magica, il mantra che serve alla ricerca del proprio essere per affrontare ciò che si è veramente, accettandolo senza paure. Realizzata in collaborazione con i Sotomayor, duo elettronico messicano che incarna alla perfezione il concetto di latin-pop contemporaneo, la traccia è un cocktail irresistibile che shakera 1/3 di pop psichedelico, 1/3 di bassi dance-hall jamaicani e 1/3 di percussioni latine. Con Flores no mar si arriva all’offerta votiva alla dea Lemanjá, regina del mare e protettrice di tutte le donne, secondo la religione Candomblé. Con la voce ammaliante della performer brasiliana Emmanuelle che “offre alla dea i suoi fiori preferiti, ballando in un mare sconfinato, nel buio della notte”, Populous torna a esplorare paesaggi sonori psichedelici e tropicali, regalandoci un brano sensuale e avvolgente, omaggio agli afro-samba di Vinicius de Moraes.

La voce suadente della producer argentina Kaleema e il beat tellurico di Fuera de mi ci trasportano invece in uno dei momenti culmine della trasformazione: una rinascita che non può che avvenire attraverso una sorta di estasi erotica. Per celebrare M¥SS KETA, la figura più iconica della nuova femminilità, Populous invoca una figura pronta a ricreare una sfida (come in ogni rito di passaggio che si rispetti) di voguing in una infuocata passerella di Milano o di New York: è Gorgeous Kenjii, direttamente dalla House of Gucci, incredibile performer, danzatore e coreografo, “madre” della scena voguing italiana, profondo conoscitore della scena ballroom internazionale, che qui appare anche come seconda voce del pezzo. Vero inno delle ball di tutto il mondo, HOUSE OF KETA nasce il giorno dopo il Milano Pride 2019 quando, come in un’immaginaria riunione della massoneria queer, Populous chiama a raccolta il creative director Protopapa, il producer RIVA e il collettivo Motel Forlanini (la clique di M¥SS KETA).

Attitudine dub, ritmiche latineggianti e fiati che arrivano direttamente dalla pampa sudamericana sono i tre elementi che danno vita alla strumentale Banda, una sorta di dj-tool electro-cumbia in cui Populous collabora con la producer di Buenos Aires Barda. Subito si ricomincia a muovere i fianchi nella successiva Petalo, traccia con il featuring dei Weste, che rimbalza come una pallina da ping pong fra Sudamerica e quella Birmingham tanto cara agli Stereolab, per cantare ai quattro angoli del pianeta l’unicità di ogni individuo al di sopra di qualsiasi categorizzazione. Dopo Kaleema (termine zulu che significa “colei che danza”), un’altra figura femminile di danzatrice semidivina appare in Out of space, con il featuring della polistrumentista giapponese Mayuko Hitotsuyanagi aka Cuushe. Si vola in estremo oriente a ballare energicamente una danza senza fine, in un giardino zen illuminato dall’alba. Lisergica, cosmica e a suo modo minimale è Getting Lost, inno dolce al perdersi, allo sciogliersi per sottrarsi a ogni tipo di definizione che ingabbia le identità. Un brano che non a caso vede la complicità dell’eterea L I M. Getting Lost è, per contrapposizione, il preludio perfetto dell’enigmatica traccia conclusiva, Roma, una cavalcata house psichedelica, omaggio all’omonimo film di Cuarón. Scorrono immagini in fast forward di un quartiere illuminato da una luce accecante, viva, con la voce di Lucia Manca a recitare: “Volevo solo andare via da qui… E quando mi ha chiesto dove sarei andata, ho risposto Roma”.

Tracklist:

01 – Desierto (with Sobrenadar)

02 – Soy Lo Que Soy (with Sotomayor)

03 – Flores No Mar (with Emmanuelle)

04 – Fuera De Mi (with Kaleema)

05 – HOUSE OF KETA (with MYSS KETA, Kenjii, Riva & Protopapa)

06 – Banda (with Barda)

07 – Petalo (with Weste)

08 – Out Of Space (with Cuushe)

09 – Getting Lost (with L I M)

10 – Roma (with Lucia Manca & Matilde Davoli)

——

Bio

Populous è il moniker dietro cui si cela Andrea Mangia. Producer, deejay, autore di colonne sonore, sound designer per il web, musei e sfilate di moda. Da diversi anni porta alta la bandiera della musica elettronica italiana nel mondo.

Con 5 album all’attivo (il suo esordio risale al 2003 sulla prestigiosa etichetta berlinese Morr Music), nel corso della sua ormai lunga carriera si è guadagnato una lunghissima serie di recensioni entusiastiche non solo fra i media specializzati italiani, ma anche europei e mondiali (Pitchfork, Interview Magazine, XLR8R), imponendosi con sempre maggior autorevolezza come artista trasversale in grado di esplorare con disinvoltura generi musicali diversissimi tra loro, rendendo sempre riconoscibile ogni sua creazione.

Simon Scott/Slowdive, Vasco Brondi, M¥SS KETA (è lui il producer dietro a una hit come “Xananas”), Perturbazione, Teebs, Clap! Clap! sono solo alcuni degli artisti che ha prodotto o con cui ha collaborato. La lista dei grandi festival internazionali che hanno ospitato i suoi set è ancora più lunga e comprende, tra gli altri, SXSW (Austin), Primavera Sound (Barcellona), Eurosonic (Groningen), Tropikali (Amsterdam), Nos Alive (Lisbona), Tropico (Acapulco) e Selvamonos (Lima). In Italia, oltre ad aver vinto nel 2016 il premio di “Miglior artista” all’Italian Quality Music Festivals, non c’è un festival che non lo abbia inserito in line up.

Alla perenne ricerca di quanto ancora non sia stato esplorato e di quali stili non siano già stati mischiati, si aggiunge una capacità straordinaria di saper leggere con largo anticipo le tendenze e gli sviluppi musicali (non a caso nel 2010 vince il “Premio 2061 – La musica elettronica italiana del futuro”). Laureato in musicologia e ascoltatore onnivoro prima ancora che musicista, ha nella curiosità il suo tratto distintivo. Lo potreste tranquillamente incontrare tanto per strada ad applaudire uno sconosciuto gruppo andino quanto sull’Himalaya armato di microfono a raccogliere field recordings. È proprio questa instancabile curiosità che lo porta a interessarsi a tutti gli aspetti dei suoi lavori: dalle illustrazioni utilizzate per gli artwork, ai visuals, ai video clip. Tutto è parte di una visione precisa, curata nei minimi dettagli. La moda è un’altra sua grande passione (come dimostra la sua coloratissima collezione di camicie e calzini!) e non è un caso se tra le innumerevoli collaborazioni ci siano all’attivo anche quelle con maison come Gucci, Vivienne Westwood ed Isabel Marant.

Se i suoi primi lavori fluttuavano fra indietronica e hiphop, con “Night Safari” Populous si apre ai suoni del mondo: influenze world music (Africa e Oriente in testa) si fondono alla perfezione con l’elettronica di stampo europeo. Dopo una permanenza a Lisbona, nel 2017 arriva “Azulejos”, pubblicato da La Tempesta in Italia e Wonderwheel Recordings nel mondo. Qui l’attenzione si rivolge al Sudamerica e in particolare alla cumbia, che per la prima volta in Italia viene rivisitata in chiave elettronica. Il disco viene suonato da moltissime radio e dj della scena elettronica mondiale, finendo per essere fra i dischi dell’anno di svariati magazine. 

——

La Tempesta: https://www.latempesta.org/

Canali social Populous

FB https://www.facebook.com/populousmusic/

IG https://www.instagram.com/populousmusic/?hl=it

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