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Teatrionline > Blog > Opera > Teatro dell’Opera di Roma, Dialogues des Carmélites di Poulenc apre la stagione 2022-23
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Teatro dell’Opera di Roma, Dialogues des Carmélites di Poulenc apre la stagione 2022-23

Fabiana Raponi
Ultima modifica: 25 Novembre 2022 19:53
Fabiana Raponi
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Il Teatro dell’Opera di Roma apre la stagione 2023/2024 domenica 27 novembre (ore 19) con Dialogues des Carmélites (Dialoghi delle carmelitane) di Francis Poulenc con la regia di Emma Dante e la direzione di Michele Mariotti alla sua prima inaugurazione come Direttore musicale.
“Il 27 novembre diventa una data importante per il nostro Teatro poiché sarà la data fissa di inaugurazione della stagione del Costanzi che consolida l’identità del teatro – esordisce il Sovrintendente Francesco Giambrone presentando l’opera – Vorremmo che questa data diventasse un orgoglio per questa città. Questa sarà una prima importante con la diretta su Radio Tre e su Rai 5che segna il debutto di Mariotti come direttore musicale nel nostro teatro. Interessanti i dati del botteghino, con un incremento del 10% degli abbonati, che confermano la voglia di riempire la platea nonostante le incertezze del momento”.
Opera in tre atti e 12 quadri, capolavoro del Novecento, ma non facile come inaugurazione, di gestazione difficoltosa per Poulenc, spesso considerata un’opera reazionaria e controversa, Dialogues è tratta da una reale vicenda storica, l’esecuzione, il 17 luglio del 1794 a Parigi, in pieno regime del Terrore, di sedici suore carmelitane che rifiutarono di rinunciare ai loro voti, divenendo poi note come le martiri di Compiègne. In questo caso il percorso è anche anomalo perché il tragico episodio, che vede al centro due forme di fanatismo, politico e religioso, nel 1931 ispirò Gertrud von Le Fort per il suo romanzo Die Letzte am Schafott (L’ultima al patibolo), dal quale successivamente nel 1947 Raymond Bruckberger trasse una sceneggiatura per un film con i dialoghi di Georges Bernanos che furino pubblicati nel 1949. È nel 1953 che l’editore Ricordi commissionò a Poulenc una nuova opera per il Teatro alla Scala che debuttò nel 1957.
La regia della storia, che vede al centro della vicenda anche l’aristocratica Blanche, che si rifugia in convento incarnando la fragilità e la paura della morte, è affidata alla regista siciliana Emma Dante, già all’Opera per la Cenerentola e L’angelo di fuoco pochi anni fa.
“Allestire un’opera lirica per un teatro del genere è un peso non indifferente. In quest’opera tutta al femminile, ci sono il tormento e il delirio, la fede che vacilla anche in un convento di clausura in un momento difficile – spiega Emma Dante – Parliamo di dialoghi, ma le religiose parlano da sole, parlano con Dio, parlano fra di loro”.
Emma Dante propone un allestimento, in coproduzione con La Fenice di Venezia, di carattere atemporale con le scene di Carmine Maringola i costumi di Vanessa Sannino, le luci di Cristian Zucaro e i movimenti coreografici di Sandro Campagna.
“L’allestimento è di taglio atemporale, ma molto cinematografico ci si sposta di continuo in un ambiente che non è piccolo grazie ai quadri di Jacques Louis David messi in scena – come ricorda la regista palermitana – Non siamo nel Settecento, ma i costumi raccontato già che ci troviamo di fronte a delle combattenti perché i loro copricapi custodiscono delle aureole. Le scene sono molto semplici con delle grandi grate che distinguono il mondo materiale da quello spirituale e che mettono al centro della scena i dipinti di David che raccontano le donne prima della conversione e che raccontano le monache prima della vocazione, i dipinti si girano e diventano le porte delle celle poi del loro patibolo. Questa è anche la difficoltà dell’opera, sono tre anni, ma con un continuo girare, dei tableaux sempre uguali che si ripetono con le luci che richiamano la luce divina”.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera, il Maestro Michele Mariotti, al debutto come direttore musicale della fondazione capitolina, e particolarmente legato a Poulenc.
“Apriamo la stagione con un’opera di donne fragili che credono nelle loro idee, una convinzione più forte della paura di morire: non è solo un’opera con un forte valore artistico, ma che rappresenta un inno alla libertà anche in questo momento – conferma Mariotti – Ci insegna a vincere la paura della morte ricordandoci che la morte è del tutto naturale strettamente legata alla vita. I Dialoghi sono un’opera dalla musica semplice, forte, pragmatica che predilige l’introspezione all’azione, tutta la struttura musicale è con pochi ariosi. A distanza di 65 anni dalla prima rappresentazione dei Dialogues des Carmélites e di letture contrastanti con l’accusa di essere un’opera reazionaria, è chiaro ormai che il testo di Bernanos e la musica di Poulenc sono ormai universalmente riconosciuti come vertici del teatro musicale del Novecento”.

“L’opera di Poulenc è un capolavoro del teatro musicale del Novecento che conferma una relazione esistente fra Dialogues e i direttori italiani, fin dalla prima del 1957 alla Scala e in occasione di altri allestimenti, seppur con direttori di generazioni diverse – spiega il direttore artistico Alessio Vlad – È un’opera con uno dei più finali della storia dell’opera.  È un’opera di donne, un’opera trasversale ed è una grande occasione perché che opera corale spiccano delle individualità, la forza delle donne si ritrova proprio nella loro coralità. Abbiamo fatto molta attenzione alla ricerca dei caratteri nella ricerca e delle cantanti e ciascuno dei caratteri rappresenta una vocalità rappresentativa della storia dell’opera”.
Il cast si compone di grandi cantanti, ciascuna con una precisa personalità in grado di rispecchiare la complessità psicologica dei personaggi: protagonista nel ruolo di Blanche de la Force è il soprano americano Corinne Winters, già strepitosa Madame Butterfly e Kát’a Kabanová per l’Opera. Accanto a lei Anna Caterina Antonacci (Madame de Croissy), già per Poulenc con Mariotti, Ewa Vesin, già in Angelo di fuoco con la Dante (Madame Lidoine), Ekaterina Gubanova (Mère Marie de l’Incarnation), Jean-François Lapointe (Marquis de la Force) e Bogdan Volkov (Chevalier de la Force). 
Al debutto all’Opera anche Ciro Visco, nuovo maestro del Coro.
Dopo la prima di domenica 27 novembre (ore 19.00), trasmessa in diretta-differita su Rai5 a partire dalle 21.15 oltre che in diretta su Radio3 Rai dalle 19.00, Dialogues des Carmélites di Poulenc sarà replicata anche martedì 29 (20.00), venerdì 2 dicembre (18.00), domenica 4 (16.30), martedì 6 (20.00). Dopo l’Anteprima Giovani riservata ai minori di 26 anni di venerdì 25 novembre dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sabato 26, alle ore 16.00, ci sarà anche la Lezione di Opera tenuta da Giovanni Bietti presso il Foyer di I piano del Teatro dell’Opera di Roma. Info e dettagli su operaroma.it

Fabiana Raponi

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