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A SPASSO CON DAISY – recensione

Giada Caliendo
Ultima modifica: 14 Maggio 2024 09:11
Giada Caliendo
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‘A SPASSO CON DAISY’
ALLA CONTRADA di Trieste

regia Guglielmo Ferro
autore Alfred Uhry

protagonista Milena Vukotic, Salvatore Marino, Maximilian Nisi

produzione Spettacoli Teatrali

David di Donatello alla carriera per Milena Vukotic, in questi giorni a
Trieste con la splendida interpretazione di Daisy, nell’opera di Alfred Uhry, con
l’adattamento di Mario Scaletta e la regia di Guglielmo Ferro. Da sabato
11 a martedì 14 maggio in scena al Teatro Orazio Bobbio (La Contrada)
"A spasso con Daisy” uno spettacolo delicato, magnificamente recitato
dai protagonisti che hanno saputo trasportare il pubblico nell’America
del Dopoguerra. Sul palco Salvatore Marino e Maximilian Nisi nelle
rispettive vesti dell’autista di colore e del figlio di un’anziana signora dal
carattere difficile e scontroso a cui faticosamente si dice di no. Tratto dal
testo Premio Pulitzer 1988 e premio Oscar, ben quattro, nella versione
cinematografica con Morgan Freeman e Jessica Tandy, “A spasso con
Daisy” racconta di una ricca anziana ebrea che non si adagia sulla
propria ricchezza, anzi un po’ se ne vergogna al punto da non voler far
vedere che viene portata a spasso da un’autista. Milena Vukotic trionfa
nel ruolo della donna dal piglio forte, dal carattere tirannico, avara,
scontrosa, malpensante riguardo al prossimo. Tuttavia l’insistenza del
figlio (il virtuoso Maximilian Nisi) vince e si presenta al suo servizio
l’autista di colore Hoke (il talentuoso Salvatore Marino). Con il
trascorrere del tempo, tra una telefonata allarmata al figlio per accusare
il nuovo dipendente e una lamentela il rapporto tra i due inizia a
diventare sempre più solido e importante. La diffidenza iniziale ed i
rimproveri lasciano spazio a confidenze e rispetto. La vecchia signora
ed il suo autista condividono tragitti e parole, pensieri e paesaggi. Con il
trascorrere del tempo la vecchiaia fa capolino anche per i due uomini,
Maximilian Nisi assume una postura ed un’andatura trascinata e
sofferente, Salvatore Marino è commovente con il suo procedere
tremolante e con il delicato e rispettoso “Signora Daisy” ogni volta che si
rivolge alla sua padrona. Uno spettacolo mirabile per la sagacia con cui
ci si addentra nei rapporti umani, nelle pieghe del trascorrere del tempo
e della possibilità di cambiare nel momento in cui ci si inizia a fidare
dell’altro. Ambientato in un arco temporale che parte dalla fine degli anni

Quaranta e arriva fino agli anni Settanta, sullo sfondo dell’America del
Dopoguerra, lo spettacolo affronta, in modo garbato ed incisivo
tematiche importanti quali il razzismo, il rapporto madre-figlio, la
solitudine della vecchiaia. La rappresentazione, una produzione
Associazione culturale spettacoli teatrali/ Teatro della Città, è curata in
ogni particolare ed è arricchita dalle musiche di Massimiliano Pace e dai
costumi di Graziella Pera. Uno spettacolo emozionante ed elegante che
rapisce il pubblico già dalle prime battute e mantiene l’attenzione fino
all’ultima scena.
Giada Caliendo

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