Don Felice, uno scrivano pubblico, e don Pasquale, un fotografo ambulante, condividono lo stesso umile quartiere con le rispettive famiglie, spesso coinvolte in accese liti domestiche. La monotonia della loro vita viene interrotta dalla visita del giovane marchesino Eugenio, che propone loro un piano bizzarro: fingere di essere suoi nobili parenti per aiutarlo a ottenere la mano della figlia di un ricco ex-cuoco. I due amici accettano con entusiasmo, trasformandosi in improbabili aristocratici. Don Pasquale si spaccia per il padre, accompagnato dalla moglie donna Concetta, dalla figlia Pupella e dal “principe” don Felice. Gli aspiranti nobili vengono accolti con tutti gli onori, ma l’arrivo inaspettato di donna Luisella, esclusa dalla messinscena, manda tutto all’aria. L’inganno viene smascherato, ma l’intervento del vero padre del marchesino risolve la situazione: Eugenio ottiene il consenso al matrimonio e don Felice riesce a ricongiungersi con la moglie e il figlio, ritrovando così la serenità familiare.
Il 29 dicembre, al Piccolo Teatro del Giullare di Salerno, la compagnia Teatro Popolare Salernitano, fondata da Alessandro Nisivoccia e Regina Senatore, ha portato sul palco Miseria e nobiltà con la regia di Roberto Nisivoccia. Il regista si è mantenuto fedele alla messa in scena tradizionale, esaltando la vivacità del testo di Scarpetta. Gli attori si sono distinti per bravura e padronanza scenica, con tempi comici molto buoni che hanno saputo valorizzare i momenti più esilaranti dell’opera. Tra il cast si sono distinti, oltre ai numerosi attori coinvolti, anche Roberto Nisivoccia, che ha svolto il doppio ruolo di regista e interprete, e Anna Nisivoccia, figli di Alessandro e Regina. La presenza dei figli dei fondatori ha conferito un valore simbolico alla rappresentazione, unendo tradizione e continuità artistica. La scenografia, semplice e classica, ha contribuito a restituire l’atmosfera di un umile quartiere napoletano, mentre l’illuminazione si è limitata a un piazzato base. Le musiche, poche e non particolarmente ricercate, hanno svolto una funzione di accompagnamento senza aggiungere una nota di originalità. Lo spettacolo, pur senza innovazioni significative, ha saputo mantenere vivo il fascino di un’opera che, con la sua miscela di comicità e umanità, continua a conquistare il pubblico. Il lavoro della compagnia Teatro Popolare Salernitano si è distinto per professionalità e attenzione ai dettagli, offrendo una serata piacevole e ricca di momenti divertenti. Una rappresentazione che conferma l’intramontabile valore del teatro classico napoletano e l’eredità culturale lasciata dai suoi fondatori.

