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CatanzaroCommedia

Il vedovo

Redazione
Ultima modifica: 9 Febbraio 2025 11:30
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AMA Calabria, a Catanzaro Massimo Ghini e Cruciani fanno ridere e riflettere con “Il vedovo”

Una commedia ancora oggi attualissima. “Il vedovo”, remake dell’omonimo film di Dino Risi, andato in scena ieri sera al Teatro Comunale di Catanzaro, nell’ambito della rassegna teatrale di AMA Calabria, non mostra i segni del tempo. A mantenere intatta l’identità dell’opera uscita nei cinema italiani nel 1959, sono state le magistrali interpretazioni di Massimo Ghini e Paola Tiziana Cruciani, protagonisti di una storia in cui cinismo e comicità si sono fuse alla perfezione.

La regia di Ennio Coltorti ha rispettato il testo originale, pur spostando l’ambientazione da Milano a Roma. Però, è il capoluogo lombardo, simbolo del potere economico, a restare il principale obiettivo di Elvira Ceccarelli (Paola Tiziana Cruciani), laddove la “burina arricchita” spera di trovare la sua giusta identità, avendo anche acquistato un lussuoso appartamento davanti al Pirellone. Un sogno, il suo, che la porterebbe a vivere la sua vita accanto ai suoi amici industriali, nella città simbolo della potenza economica.

In una commedia dai risvolti amari, i due personaggi sono uno opposto all’altro: gelida e rinchiusa nel suo mondo di affarista spietata, Elvira si trova a doversi confrontare quotidianamente con un idiota come il marito, Alberto Nardi (Massimo Ghini), da lei chiamato “Cretinetti” per la sua incapacità imprenditoriale e per il suo attorniarsi di gente altrettanto inetta.

In questa storia Alberto Nardi ed Elvira Ceccarelli non nascondono il reciproco odio, nonostante le false manifestazioni d’affetto che lui rivolge alla moglie per ottenere il denaro che serve per riparare ai suoi fallimenti. Un sostegno economico negato, ma che velatamente riceve tramite un suo uomo di fiducia, Lombardoni (Giuseppe Gandini).

I dialoghi tra Massimo Ghini e Paola Tiziana Cruciani lasciano andare il pubblico a risate contagiose e applausi sentiti, nonostante dietro a tutto ciò si nascondano, in maniera non troppo celata, il disagio delle quotidiane umiliazioni della moglie nei confronti del marito; un imbarazzo evidente, creato dalla consapevolezza di dover subire tale comportamento per la sopravvivenza della sua fabbrica di ascensori.

Nella scenografia che accoglie tre ambienti, Massimo Ghini si cala perfettamente nel ruolo di Alberto Nardi, che nel film fu di Alberto Sordi. E’ credibile nel suo modo di interpretare un cinico imbecille, un uomo fallito che, nel tentativo di emulare la moglie, ne diventa il parassita, dimostrando di non sapersi allontanare dalla sua immagine di imprenditore improvvisato ed arraffone. L’attore romano, con il suo personaggio, attira l’attenzione del pubblico per la sua centralità, pur se nel corso dello spettacolo esalta l’aspetto negativo che il copione gli assegna.

Massimo Ghini è magistrale nel suo cinismo quando apprende la notizia della scomparsa di Elvira, in seguito a un disastro ferroviario. La gioia del decesso, durata solo un giorno, esalta la maschera di un attore che mette in luce tutta la sua delusione. Nella sua vita costellata dai fallimenti, perde tutto, anche Gioia (Irene Girotti), sua finta svampita amante, “rubatagli” grazie all’intercessione di Elvira dallo scaltro imprenditore Carlo Fenoglio (Antonio Rucco).

L’inettitudine di Alberto Nardi viene confermata quando decide di far fuori la moglie, idea che aveva già avuto precedentemente e aveva confessato al servile marchese Stucchi (Tomaso Thellung): «Ho sognato che ero rimasto vedovo. Un sogno completo: morte, camera ardente, funerale. Io camminavo dietro al feretro. Mentre tutti piangevano, io ridevo». Alberto, incapace anche di costruire un piano perfetto, sempre circondato dai suoi più stretti collaboratori, come Stucchi, il nipote (Leonardo Ghini), l’incapace Fritzmayer (Diego Misasi), perde la sua vita, facendo diventare Elvira l’eroina dell’intera storia.

Tiziana Paola Cruciani è esemplare nel suo essere cinica, snob ed elegante nei suoi abiti, alla stessa maniera di come fu Franca Valeri, riuscendo a conquistare il pubblico con il suo comportamento determinato, seppur aggressivo, tipico di una donna che sa di non potersi separare perché, come dice telefonicamente alla madre, «gli devo passare gli alimenti».

Con “Il vedovo” si ride in maniera garbata e si riflette su un testo che ha anticipato i tempi parlando di femminicidio in maniera delicata. Merito va a Ennio Coltorti per non aver distorto il significato e a Massimo Ghini e Paola Tiziana Cruciani che con le loro superbe interpretazioni e con un affiatamento esemplare hanno conquistato il pubblico con un lungo e caloroso applauso.

Questa sera “Il vedovo” verrà replicato al Teatro Grandinetti Comunale di Lamezia Terme, alle ore 21.

La rassegna teatrale di AMA Calabria continuerà con un doppio appuntamento, esclusivo per la Calabria. Giovedì 20 febbraio, al Teatro Comunale di Catanzaro e venerdì 21 febbraio al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, entrambi con inizio alle ore 21, Patrizia La Fonte e Maurizio Palladino saranno i protagonisti di “La morte della Pizia”, testo di Friedrich Dürrenmatt che rimanda al cinismo delle informazioni pilotate e al caos di notizie che oggi ci disorienta di più che nel suo tempo.

I biglietti per assistere a “La morte della Pizia” potranno essere acquistati rispettivamente presso la biglietteria del Teatro Comunale di Catanzaro e presso la biglietteria del Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, oppure s’invita a consultare il sito www.amaeventi.org, per l’acquisto on line. Per ulteriori informazioni ci si potrà rivolgere alla segreteria al numero telefonico 0961.741241 e 389.0670191, oppure 0968.24580 e 334.2293957 o contattandoci alla mail info@amacalabria.org.

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