A Soverato per il teatro del Grillo una grande performance del cast di attori capitanato da un'eccezionale Maddalena Crippa che a maggio consacrerà i suoi primi 50 anni di teatro
Anton Cechov come non lo si era mai visto, almeno in Calabria. A pensarci a deliziare gli spettatori è stato il teatro del Grillo di Soverato (Catanzaro) di cui è direttore artistico Claudio Rombolà che “trasferitosi” temporaneamente per l’eccezionale occasione al comunale di Soverato ha dato la possibilità di poter assistere ai numerosi spettatori – fuori abbonamento ed in un unico turno – allo spettacolo: “Crisi di nervi – Tre atti unici di Anton Cechov”.
Tre atti distinti dunque con tre storie diverse il cui filo conduttore è dato dall’esplodere dell’irascibilità degli individui nella società di fine ‘800 in Russia. Cechov che ha saputo rappresentare i sentimenti umani come pochi è riuscito a far risaltare nelle storie raccontate questo tratto della personalità di uomini e donne nel loro “esplodere” in una rabbia inconsulta, in cui una persona “muta” improvvisamente la sua indole del tutto normale in qualcos’altro a causa, evidentemente, di vicende incontrollate ed incontrollabili e che traspaiono nei personaggi nel prosieguo del racconto.
A fine ‘800 non si parlava ancora di resilienza, tuttavia la possibilità di vedere rappresentati i caratteri e le loro “tramutazioni” soprattutto, rappresentò una sorta di novità nel panorama teatrale dell’epoca, ma anche un modo per capire come sulla scena si possa “cogliere” di tutto, tra verità ed ipocrisie. Ecco dunque come si facciano avanti ed emergano nell’interpretazione dei personaggi quegli elementi di sarcasmo, di assurdo ed, inevitabilmente, pure di comico. Pertanto, nel cogliere aspetti peculiari nella drammaturgia di Cechov, il maestro Peter Stein è stato capace, dal canto suo, di allestire uno spettacolo inusuale per certi versi, caratterizzando e contraddistinguendo i personaggi in scena divenuti delle “macchiette” a tal punto da suscitare risate e sorrisi improvvisi che si sono protratti nello snodarsi della trama. Merito di tutto ciò un cast d’eccezione di attori e attrici sopraffini capitanato da una Maddalena Crippa in forma smagliante, per la regia di un genio indiscusso del teatro mondiale e che di nome fa Peter Stein e che in occasione di questa rappresentazione è venuto appositamente a Soverato, di persona, per la prima volta. Ed anche Maddalena Crippa – per la prima volta anche lei a Soverato – gli auguri dei suoi primi 50 anni di teatro che compirà a maggio.

Per lei che si ritiene semplicemente uno “strumento” da affidare al suo essere attrice nel riuscire a dare vita a dei personaggi e a saperli interpretare in modo fantastico. Il tutto evidenziando come un genere di teatro per quanto “antico” riadattandolo alla maniera di Stein possa essere profondamente attuale. Si parte con “l’Orso” con Maddalena Crippa a menar le danze, Sergio Basile e Alessandro Sampaoli in cui il protagonista pretende un debito che non gli verrà rimborsato dalla donna di cui per il carattere fiero che si porta dietro finirà con l’innamorarsene. Per poi proseguire con “I danni del tabacco” con Gianluigi Fogacci impegnato in un monologo nel quale tiene una conferenza sugli effetti nefasti del tabacco ma che in realtà mette a nudo il desiderio di voler terminare un matrimonio portato avanti stancamente con la propria moglie. Ed infine, “La domanda di matrimonio” con Alessandro Averone, Sergio Basile ed Emilia Scatigno in cui il futuro sposo per timidezza non riesce a porre la fatidica richiesta di sposarsi a colei che da amata diventa una risoluta sua avversaria quando si tratta di difendere le proprietà di cui vanta titolo. Insomma, uno spettacolo nello spettacolo che si fa avanti, senza soluzione di continuità. Gli applausi finali, scroscianti e convinti del pubblico per qualche minuto, hanno fatto il resto in una serata diventata magica.

