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Teatrionline > Blog > Concerto > Accademia Filarmonica Romana, l’ensemble L’Astrée e il violinista Francesco D’Orazio
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Accademia Filarmonica Romana, l’ensemble L’Astrée e il violinista Francesco D’Orazio

Redazione Roma
Ultima modifica: 15 Maggio 2025 16:02
Redazione Roma
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Fra barocco e musica contemporanea al Teatro Argentina giovedì 15 maggio ore 21

Fra barocco e musica contemporanea, il concerto dell’ensemble L’Astrée con il violino di Francesco D’Orazio per l’ultimo appuntamento di stagione della Filarmonica Romana al Teatro Argentina giovedì 15 maggio.

La prima esecuzione assoluta di “Uta” per violino di solo Toshio Hosokawa e l’omaggio a Luciano Berio con la sua “Sequenza VIII”, si alternano alle Sonate di Vivaldi, Händel e Corelli.

Ultimo concerto della stagione da camera dell’Accademia Filarmonica Romana al Teatro Argentina giovedì 15 maggio (ore 21) con il concerto dell’ensemble L’Astrée e del violinista Francesco D’Orazio, in un programma che dialoga con il repertorio barocco e la musica contemporanea accostando capolavori strumentali del Settecento di Händel, Corelli e Vivaldi, con un omaggio a Luciano Berio nell’anno in cui cade il centenario della nascita, e una prima esecuzione assoluta, commissione dell’Accademia Filarmonica Romana, di Toshio Hosokawa (1955) fra i più rappresentativi compositori del panorama musicale contemporaneo dell’estremo Oriente.

Formazione nata oltre trent’anni fa per volontà del clavicembalista Giorgio Tabacco, L’Astrée è uno dei più consolidati ensemble strumentali italiani specializzati nel repertorio del Sei-Settecento eseguito secondo criteri storici e con l’utilizzo di strumenti originali. Ospite delle principali istituzioni musicali in Italia e all’estero, invitato nei più importanti festival e centri di musica barocca, L’Astrée ha all’attivo anche un nutrito numero di CD con incisioni inedite del repertorio strumentale barocco.

Per il prossimo concerto della Filarmonica, l’ensemble propone alcune Sonate per due violini e continuo dall’op. 2 di Georg Friedrich Händel pubblicate nel 1733 (nn. 1 e 5) e due delle elaborazioni più note dell’epoca sul tema musicale “La follia”, ovvero la Sonata op. 5 n. 12 per violino e basso continuo di Arcangelo Corelli pubblicata nel 1700 e la Sonata a tre per due violini e basso continuo RV 63 di Antonio Vivaldi, di cinque anni successiva.

In un gioco di rimandi fra passato e presente, la musica del Settecento dialoga e si alterna alla musica a noi più vicina, grazie alla versatilità del violinista Francesco D’Orazio, capace di spaziare con disinvoltura dalla musica antica a quella contemporanea, dedicatario di molte nuove composizioni e legato da una lunga collaborazione con Luciano Berio. E proprio di Berio eseguirà la Sequenza VIII (1976) di cui è uno dei più fedeli interpreti, un pezzo, come scrisse lo stesso compositore, che “diventa, inevitabilmente, un omaggio a quel culmine musicale che è la Ciaccona della Partita in re minore di Johann Sebastian Bach, in cui, storicamente, coesistono tecniche violinistiche passate, presenti e future”.
Novità della serata sarà la prima esecuzione assoluta di Uta (2025) per violino solo di Toshio Hosokawa (1955), compositore dal linguaggio originale, in cui confluiscono influenze occidentali e peculiarità giapponesi con una particolare ricerca sul suono. Dedicato a Francesco D’Orazio, il nuovo pezzo prende il nome da un antico termine giapponese (uta), che indica una particolare espressione artistica attraverso la voce. “Credo che la musica – racconta Hosokawa nel presentare la sua nuova composizione – abbia avuto origine dall’atto del ‘cantare’ dello sciamano durante i suoi rituali. Cantando, lo sciamano cerca di connettere questo mondo, il nostro, con un mondo altro. È l’atto primitivo della preghiera umana. In Uta, il violino viene immaginato come un’estensione della voce umana, con una melodia che è come una calligrafia lineare umana sulla terra, che si sposta gradualmente verso registri più acuti e si inarca per connettere la terra al cielo”.

Il concerto si inserisce nella rassegna “La musica da camera dal barocco al contemporaneo” sostenuta dalla Regione Lazio con il Fondo Unico 2025 sullo Spettacolo dal Vivo

Biglietti: Teatro Argentina da 19 a 30 euro.
Info: filarmonicaromana.org, tel. 342 9550100, promozione@filarmonicaromana.org

:::::::::

TEATRO ARGENTINA
giovedì 15 maggio ore 21

L’ASTRÉE / FRANCESCO D’ORAZIO

ENSEMBLE L’ASTRÉE
Francesco D’Orazio violino barocco e moderno
Paola Nervi violino
Daniele Bovo violoncello
Giorgio Tabacco clavicembalo

Arcangelo Corelli (1653-1713)
Sonata in re minore op. 5 n. 12 “La Follia” per violino e basso continuo (1700)

Georg Friedrich Händel (1685-1759)
Sonata in si minore op. 2 n. 1 per due violini e continuo (1733)

Toshio Hosokawa (1955)
“Uta” per violino solo (2025)
per Francesco D’Orazio
prima esecuzione assoluta
commissione dell’Accademia Filarmonica Romana

George Friedrich Händel
Sonata in sol minore op. 2 n. 5 per due violini e basso continuo (1733)

Luciano Berio (1925-2003)
Sequenza VIII per violino solo (1976)

Antonio Vivaldi (1678-1741)
Sonata a tre in re minore “La Follia” RV 63 per due violini e basso continuo (1705)

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

Francesco D’Orazio
Nato a Bari, si è diplomato in violino e viola sotto la guida del padre, perfezionandosi con Dénes Zsigmondy presso il Mozarteum di Salisburgo e Yair Kless all’Accademia Rubin di Tel Aviv. Si è laureato in Lettere con una tesi in Storia della Musica sul compositore Virgilio Mortari. Nel 2010 è stato insignito del XXIX Premio Abbiati della Critica musicale italiana quale “Miglior solista” dell’anno, primo violinista italiano a ricevere questo riconoscimento dopo Salvatore Accardo. Ha tenuto concerti con l’Orchestra Filarmonica della Scala, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Berliner Symphoniker, BBC Symphony Orchestra, London Symphony Orchestra, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Orchestra Filarmonica di Città del Messico, Saarländischer Rundfunk, Orchestra Filarmonica di Shangai, Orchestra Filarmonica di Nagoya, Accademia Bizantina, Ensemble Court-Circuite di Parigi, diretto, tra gli altri, da Lorin Maazel, Sakari Oramo, Hubert Soudant, Pascal Rophé e Luciano Berio. Il suo vasto repertorio spazia dalla musica antica alla musica classica, romantica e contemporanea. Tra i tanti compositori che hanno scritto per lui figurano Ivan Fedele, Terry Riley, Brett Dean, Fabio Vacchi, Michele dall’Ongaro, Michael Nyman, Toshio Hosokawa, Marcello Panni. Di particolare rilievo la sua lunga collaborazione con Luciano Berio del quale ha eseguito Divertimento per trio d’archi in prima assoluta al Festival di Strasburgo, Sequenza VIII al Festival di Salisburgo e Corale per violino e orchestra alla Cité de la Musique a Parigi e all’Auditorio Nacional de Música di Madrid diretto dall’autore. Ha suonato in tutta Europa, Americhe, Australia, Cina e Giappone ed effettuato registrazioni discografiche per Decca, Bis, Kairos, Naïve, Hyperion, Stradivarius e Amadeus. È stato ospite di prestigiose istituzioni e festival, fra cui Teatro alla Scala di Milano, Philharmonie di Berlino, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro Colón di Buenos Aires, Royal Albert Hall, Centre de Musique Baroque de Versailles, South Bank Centre e Proms di Londra, MiTo, Presences di Radio France, Ravello, Istanbul, Settimana Musicale Senese, Biennale di Venezia. Suona il violino “Comte de Cabriac” di Giuseppe Guarneri, realizzato a Cremona nel 1711 e un Jean Baptiste Vuillaume del 1863.

L’Astrée
Nel 1991, sotto l’egida dell’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte e per iniziativa di Giorgio Tabacco, nasce a Torino L’Astrée, formazione strumentale specializzata nel repertorio sei-settecentesco secondo criteri storici e con l’utilizzo di strumenti originali. L’Ensemble trae il proprio nome da una composizione di François Couperin Le Grand che sul finire del Seicento chiamò “L’Astrée” una delle sue Sonades en Trio. Fin dall’inizio il gruppo rivolge una particolare attenzione al ricco patrimonio musicale piemontese in gran parte ancora inedito e ad autori le cui musiche sono conservate presso le biblioteche piemontesi. Svolge un’intensa attività concertistica, ospite di importanti associazioni e festival in Italia e all’estero, fra cui Festival di Hagen, Centre de Musique Baroque di Versailles, Festival Mozart di Lille, Cambridge Society of Early Music di Boston, Auditorio de Música de Madrid, New York University, Vancouver University, Teatro Coliseum di Buenos Aires, Teatro Municipal di Santiago del Cile, Innsbrucker Festwochen, Konzerthaus di Vienna, etc.
Ha registrato per la casa discografica Symphonia due CD contenenti opere di autori piemontesi del Settecento, mentre con l’etichetta francese Opus 111 ha realizzato un CD dedicato a Felice Giardini, uno al compositore napoletano Tommaso Giordani e ha preso parte al progetto per la registrazione integrale dei concerti e delle cantate da camera di Antonio Vivaldi i cui autografi sono custoditi presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Molte le collaborazioni con la rivista Amadeus per la quale il gruppo ha registrato concerti e sonate di Bach, Haydn ed Händel. Recentemente ha realizzato con il soprano Stéphanie Varnerin un CD per l’etichetta francese Aparté dedicato alle cantate di Francesco Cesarini, compositore romano di inizi Settecento. In occasione dei trent’anni di fondazione del gruppo, L’Astrée ha registrato un CD dal titolo La Corte di Torino e quella di Londra con la casa discografica tedesca C.P.O: il CD contiene alcuni quartetti e quintetti di Felice Giardini e di Johann Christian Bach, risalenti al periodo in cui il compositore piemontese e l’ultimo figlio del Genio di Eisenach si trovavano a Londra e operavano insieme alla diffusione dello Stile Galante. Nel 2024 è uscito l’ultimo CD (sempre per C.P.O.) che contiene una serie di arie per soprano, archi e continuo, tratte da opere di autori napoletani della seconda metà del Settecento.

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