Cacti di Ekman/Subject to Change di León – Lightfoot/Four Last Songs di Dawson, in scena 20 al 25 maggio con il debutto di Alice Mariani all’Opera di Roma
I lavori di David Dawson, Sol León – Paul Lightfoot, Alexander Ekman per il nuovo Trittico di danza contemporanea in scena al Teatro dell’Opera di Roma dal 20 maggio (ore 20,00) fino al 25 maggio. Il secondo appuntamento del cartellone 2024/2025 del Trittico, formula fortemente voluta fin dal suo arrivo a Roma della Direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato, propone tre balletti d’eccezione, Cacti di Ekman (che torna al Costanzi dopo il debutto del 2017), Subject to Change di León – Lightfoot, Four Last Songs di Dawson, entrambi in prima assoluta romana.
Protagonisti dei tre lavori in scena, le étoiles Rebecca Bianchi, Susanna Salvi e Alessio Rezza, i primi ballerini Federica Maine, Marianna Suriano e Michele Satriano, i solisti e il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma, ma anche numerosi altri artisti: in Four Last Songs, la parte vocale viene affidata al soprano Madeleine Pierard e debutta a Roma Alice Mariani, prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano, mentre il Quartetto Sincronie anima Cacti. Sul podio Thomas Herzog al debutto alla Fondazione capitolina con l’Orchestra dell’Opera di Roma.

La serata si apre con Cacti di Alexander Ekman, creato nel 2010 e ancora considerato il più celebre lavoro del coreografo, un’allegro e spregiudicato divertissement su musiche di Haydn, Beethoven, Schubert, Mahler, che rompe gli schemi della danza classica mettendo alla prova i danzatori con una serie di imprevisti in scena.
La serata prosegue con Subject to Change, visionaria creazione di Sol León e Paul Lightfoot del 2003 che arriva per la prima volta al Costanzi. Sul palco, sei danzatori sul Der Tod und das Mädchen di Schubert, nell’arrangiamento di Mahler danno vita a duetti e a una vorticosa danza di gruppo.
“Subject to Change è un lavoro molto importante, perché è stato creato in un momento cruciale della nostra carriera come artisti, abbiamo raccontato esattamente ciò che stava accadendo nella vita reale. Il tutto era come uno specchio in cui veniva riflessa la vita reale – spiegano i coreografi – È stata un’esperienza incredibile con gli artisti. Questo balletto rappresenta il cambiamento di molte persone. Sul palco giochiamo con colori fortemente simbolici, il bianco, il nero, il rosso e con la luce che svolge un ruolo per noi sempre fondamentale. Credo che in questo balletto il pubblico sia destinato a trovare prima o poi ciò che deve essere scoperto”.
La serata si conclude con l’intensità emotiva di Four Last Songs creato dall’inglese David Dawson. Un balletto toccante che trae spunto dal ciclo di lieder di Richard Strauss (Vier letzte Lieder), centrale nella storia del coreografo. In scena Alice Mariani, che danza nel ruolo per lei prima volta a Roma il ruolo per lei creato nel 2020, ma mai interpretato a causa della pandemia.

“Ho ascoltato per la prima volta i lieder di Strauss quando avevo 19 anni e ho sempre sognato di creare una coreografia su questa musica – racconta il coreografo – L’arte offre sempre un’idea di speranza e rappresenta la ricerca creativa dell’uomo: ho cercato di portare nella coreografia l’idea della purezza dell’anima e ho tentato di portare il balletto classico in uno spazio in cui la coreografia offre tutte le emozioni che diventano visibili attraverso il movimento del corpo. Difficile definire quindi se si tratti danza classica, neoclassica o moderna, ma la coreografia va oltre offrendo qualcosa di misterioso e di speciale: questo balletto riesce a portarsi alla convinzione condivisa di dove possiamo arrivare”.
Una serata che unisce all’ironia, la poesia e l’emotività e che rappresenta la danza del futuro, appuntamento imperdibile per “educare” il nuovo pubblico alla danza contemporanea. Domenica 18 maggio alle ore 16.30 spazio all’Anteprima Giovani, domenica 18 alle ore 16.3o, poi il trittico Dawson / León – Lightfoot / Ekman debutta martedì 20 maggio (ore 20), Dawson / León – Lightfoot / Ekmane torna in scena mercoledì 21 (ore 20), giovedì 22 (ore 20), venerdì 23 (ore 20), sabato 24 (ore 18) e domenica 25 maggio (ore 16.30).
Info e dettagli su operaroma.it
Fabiana Raponi

