All'Orto Botanico il 1 e 2 luglio
L’ottava edizione di Classica al Tramonto, la rassegna estiva dell’Istituzione Universitaria dei Concerti ospitata in uno dei posti più suggestivi della Capitale, il Museo Orto Botanico, negli ex Giardini di Cristina di Svezia, nel cuore di Trastevere, prosegue con il primo degli appuntamenti di musica contemporanea.
Martedì 1 luglio alle ore 21.00 l’Orto Botanico ospita l’Ars Ludi Ensemble, composto da Antonio Caggiano (percussioni), Rodolfo Rossi percussioni, Gian Luca Ruggeri percussioni, con il progetto Ligni et Aquae: suoni da una botanica immaginifica. Un fascinoso viaggio musicale affidato alla guida di un immaginario Psicopompo/Virgilio che accompagnerà narrativamente gli spettatori in un percorso sonoro/naturalistico di un itinerario fino a condurre il pubblico a immaginare la vegetazione dell’Orto Botanico di Roma. In ciascuno dei brani presentati, i musicisti di Ars Ludi offriranno l’esecuzione di composizioni di grandi compositori del Novecento, da Giacinto Scelsi a John Cage, da Steve Reich a Giorgio Battistelli a Tōru Takemitsu, che prevedono, principalmente, l’uso di strumenti realizzati con materiali vegetali, come le piante, il legno, nelle sue svariate forme, e l’acqua, a volte solo evocata oppure utilizzata per le sue caratteristiche sonore.
Premiato nel 2022 con il Leone d’argento dalla Biennale Musica di Venezia, Ars Ludi è un ensemble di percussioni a organico variabile (fondato nel 1987 da Antonio Caggiano e Gianluca Ruggeri) che sin dagli esordi ha intrapreso un doppio itinerario artistico. Da un lato, ha offerto la proposizione del repertorio contemporaneo per percussione, interpretando opere di Cage, Stockhausen, Bartok, Battistelli tra gli altri, e incentivando, con commissioni e prime esecuzioni, il repertorio di autori italiani. Dall’altro lato, ha invece ideato e realizzato eventi che si configurano come creazioni multimediali come MusikAutomatik (musiche di Rota/Catalano e Stockhausen), Orazi e Curiazi e Jules Verne di Battistelli. Nel ruolo di Psicopompo/Virgilio, l’attore Stefano Scialanga diplomato presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e vincitore di European Young Theatre Actor’s Competition – Premio SIAE al 57° Festival dei due mondi di Spoleto che ha lavorato a teatro anche con Massimo Popolizio, Antonio Latella, Pietro Maccarinelli, Andrea De Rosa.
Mercoledì 2 luglio alle ore 20.30 Vittorio Esposito Quartet torna all’Orto Botanico con Perspective, un nuovo progetto jazz. Una selezione di brani originali scritti dal leader del gruppo Vittorio Esposito negli ultimi mesi che faranno parte della sua ultima registrazione discografica, in uscita nel 2025. Il suono del gruppo di giovani musicisti si ispira alla scena musicale contemporanea di New York, caratterizzata da un forte spirito innovativo e sperimentale e che ha come protagonisti Micah Thomas, Immanuel Wilkins, Ambrose Akinmusire, Joe Sanders e tanti altri. Il Vittorio Esposito Quartet nasce a Roma nel 2020 dall’incontro tra il pianista Vittorio Esposito (vincitore del Premio Lelio Luttazzi 2023), il sassofonista Gabriel Marciano, il contrabbassista Gabriele Pagliano e il batterista Cesare Mangiocavallo, con l’obiettivo di esplorare nuove sonorità e linguaggi nel panorama jazzistico contemporaneo. Fin dall’inizio, i membri del quartetto hanno condiviso la visione di creare musica originale che riflettesse le loro influenze e esperienze personali.
Mercoledì 2 luglio 2025 ore 21.30, recital di pianoforte di Isa Trotta in un concerto in collaborazione con l’Accademia Chigiana di Siena. La giovane pianista offrirà un programma interamente costruito intorno ai grandi pilastri della musica di area tedesca dal classicismo, con Haydn, al romanticismo, attraverso Beethoven, allievo del primo e grande ispirazione per Schumann. La sonata di Haydn in apertura è leggera e briosa grazie alle tre giocose note in staccato, ma l’autore si avventura poi in modulazioni armoniche e sperimentazioni con il “open pedal” che creano un inaspettato effetto di magia e sospensione. La sonata, scritta per il nuovo pianoforte a martelli, Hammerklavier, offre uno spartito ricco di contrasti dinamici e chiaroscuri. La “Patetica” di Beethoven costituisce una vera e propria pietra miliare della musica classica che si caratterizza per il tragico pathos ed è fortemente d’impatto mostrando in piena libertà l’inquietudine esistenziale dell’autore. Phantasiestücke op.12 è una delle emblematiche rappresentazioni del Romanticismo e del genio compositivo di Schumann nel nuovo genere della raccolta di pezzi brevi per pianoforte. Gioia e dolore si alternano in modo repentino con straordinario fascino espressivo in stati d’animo che variano dalla malinconia alla tenerezza all’esaltazione travolgente, da andamenti popolari e grotteschi all’angoscia e alla disperazione.
A soli 10 anni Isa Trotta debutta con l’orchestra di Milano Classica e sin da giovanissima riceve primi premi in numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali, tra cui il primo premio al Concorso “Bruno Bettinelli” e il secondo premio al Concorso “Martucci”. Nel 2024 termina con il massimo dei voti gli studi accademici di II livello al Conservatorio Verdi di Milano ottenendo all’unanimità la menzione d’onore per l’eccezionale maturità tecnico-strumentale e le qualità interpretative. Frequenta masterclass di perfezionamento pianistico con grandi interpreti, tra cui Lonquich e Zilberstein, all’Accademia Chigiana. Tiene regolarmente concerti come solista e in complessi di musica da camera. Nel novembre 2024 ha eseguito in prima assoluta la Toccata di Riccardo Muti in occasione delle celebrazioni in ricordo del maestro Bruno Bettinelli.

