Nel parco archeologico di Roccelletta di Borgia un'emozionante performance del Coro lirico siciliano in onore del Genio romano a cinque anni dalla scomparsa inaugura la rassegna che compie 25 anni
Ben 25 anni e non sentirli! E’ iniziato con un bellissimo omaggio al Maestro Ennio Morricone, a cinque anni esatti dalla scomparsa: “Armonie d’arte festival”; l’esclusivo evento estivo – con tanti e variegati appuntamenti che si snodano nel corso della bella stagione e non soltanto – ideato dalla “vulcanica” fondatrice, la direttrice artistica Chiara Giordano.
E, “Morricone pop star” è stato il titolo d’esordio della prima serata di quest’edizione, in prima nazionale, in coproduzione con l’ensemble vocale e orchestrale del Coro lirico siciliano diretto dal maestro Francesco Costa, i cui arrangiamenti sono del maestro Corrado Neri e i testi della narrazione curati dalla stessa Giordano (ph: Massimiliano Natale). Testi in cui si richiamano fatti di vita vissuta di questo eccezionale compositore nelle vesti, tra le altre cose, di accurato e raffinato arrangiatore; in un crescendo di musica che ha visto, ad un tratto, le note di Bach fondersi con quelle di Morricone in una prima parte dedicata alle colonne sonore di film di successo diventati degli autentici cult: “Nuovo cinema paradiso”, “La califfa”, “C’era una volta il west”, “Malena”, “Metti una sera a cena”, “Mission”. Sebbene, “Armonie d’arte festival” sia diventato nel corso del tempo itinerante ed alla scoperta di altre location calabresi, tuttavia è il parco archeologico di Scolacium di Roccelletta di Borgia (Catanzaro) il luogo dove tutto ha avuto inizio.
Una rassegna che ha dunque trovato una sua collocazione originale in uno stupendo parco naturale immerso tra ettari di ulivi secolari e reperti storici di cui la commistione di elementi greci e romani la fa da padrone, in cui si respira l’antico e dove, in questo luogo, come d’incanto, si rallentano i ritmi frenetici della modernità dilagante che invade quasi ogni nostro spazio, impedendoci talvolta di riflettere.
Da qui, ecco come è la stessa Giordano dal palco – mentre il Coro lirico siciliano spinge sulle note di “Nuovo cinema paradiso” – che coglie l’occasione d’invocare la pace contro tutte le guerre e dare più spazio ad arte e cultura come autentici atti d’amore verso il prossimo in un’ideale abbraccio che si spinga oltre lo “ristretto” spazio di Scolacium e prenda “nuove rotte mediterranee” in una serata che ha visto la presenza di quasi mille persone. “Perché arte e cultura – ha continuato emozionata dal palco la Giordano – sono una chiesa laica, vanno sempre e comunque alimentate come nutrimento dei popoli e anima della civiltà. In ciò i festival artistici assumono un ruolo di servizio, eticamente imprescindibile, socialmente necessario”. Andare al parco e rimanerci qualche ora è un toccasana, se poi lo fai di sera, ci metti la “bella musica” – come ha anche dichiarato il maestro Costa – e tanta gente che la vuole ascoltare diventa tutto più bello e suggestivo. Talmente bello da sollevarti dai problemi della quotidianità e finanche dal caldo opprimente di questi giorni che neanche ieri sera ha allentato la sua morsa ma che la musica ha comunque saputo alleggerire dando anche lo spazio al pubblico di battere le mani a tempo e cantare nella seconda parte del programma il ritornello del brano realizzato da Maurizio Costanzo, naturalmente arrangiato, dal grande Morricone: “Se telefonando”.
Il tutto sotto l’abile regia del giovane e bravo tenore calabrese Lorenzo Papasodero, che in un alternarsi di emozioni, sulla scorta delle note dell’ensemble ha dato il suo “tocco” di “bel canto” con altre canzoni arrangiate dal genio del “Morricone nazionale” quali, tra le altre: “Sapore di sale” di Gino Paoli o “Il mondo” di Jimmy Fontana. Il bis finale con il brano “Sacco e Vanzetti” ha così consacrato tra gli applausi scroscianti di un pubblico oramai entusiasta e un brindisi ideale e beneaugurante, il bell’inizio dei 25 anni della storica rassegna.

