Nella splendida cornice del parco archeologico di "Scolacium" di Roccelletta di Borgia il cantautore marchigiano e l'orchestra riscuotono un grande successo e una standing ovation

Raphael Gualazzi e l’”Orchestra sinfonica brutia” incantano nella notte di una serena domenica di luglio nella suggestiva cornice del parco archeologico “Scolacium” di Roccelletta di Borgia (Catanzaro) che lo stesso artista marchigiano ha definito più volte durante il concerto: un “luogo magico”!
Che fosse un eccezionale pianista e un cantautore raffinato nessuno lo avrebbe messo in discussione; di certo, la bellezza del luogo in cui s’è cimentato a suonare, la sua musica e le sue canzoni con il maestro Marco Codamo a dirigere l’Orchestra calabrese hanno reso la serata del tutto incantevole. Prova ne è la standing ovation finale dopo il doppio bis di un pubblico letteralmente entusiasta e che non ha esitato neppure un attimo ad applaudirlo ed osannarlo sin da primo pezzo.

Accompagnato da Anders Ulrich al contrabbasso e da Gianluca Nanni alla batteria e dall’Orchestra sinfonica brutia come già detto all’inizio, Gualazzi compie un ideale itinerario musicale dalla classicità alla cultura afro-americana fino alla contemporaneità. Diversi sono i temi che tocca risultando, tra le altre cose, un grande interprete dei suoi stessi pezzi, ma in questo contesto, Gualazzi è più nostalgico e il tema dell’amore prende il sopravvento, mentre le sue dita scorrono sugli 88 tasti del pianoforte con una naturalezza sorprendente. E’ la volta della “romantica”: “Un mare in luce” e poco dopo è lo stesso Gualazzi a presentare e ringraziare il maestro Codamo che fa il suo ingresso sulla scena alla guida dell’Orchestra.
Poi tocca al “Tema numero 2” estratto della colonna sonora del film “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino nel 2013. Poi ancora: “Vivido in tramonto” e, senza soluzione di continuità: “Malinconia di averti” e “Splende il mattino”. Poi ecco il “divertissement”: “Vedi! Le fosche notturne e spoglie” tratto da “Il trovatore” di Giuseppe Verdi che ne apre il secondo atto, nell’originale versione del cantautore marchigiano. Subito dopo tocca al pezzo satirico e divertente: “Italià”, fino a “Follia d’amore”, “Vai via” e “Sai (ci basta un sogno)”. Nel bis spicca una “Vacanze romane” dei Matia Bazar, inedita e tutta musicale, che nella versione originale di Gualazzi, diverte e fa canticchiare non pochi spettatori di un pubblico fantastico che Gualazzi non ha mancato di ringraziare insieme al festival: “Armonie d’arte” e alla sua instancabile direttrice artistica Chiara Giordano.

