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Teatro dell’Opera di Roma, Doppio sogno per la stagione 2025/2026

Fabiana Raponi
Ultima modifica: 15 Luglio 2025 17:31
Fabiana Raponi
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Con il Lohengrin di Wagner Mariotti apre la stagione, 14 titoli di opera, 8 balletti nelle stagioni del Costanzi e del Nazionale

Doppio sogno

è l’emblematico titolo della nuova stagione 2025/2026 del Teatro dell’Opera di Roma che il 27 novembre inaugura il cartellone con il Lohengrin di Richard Wagner che torna al Costanzi dopo 50 anni di assenza e per la prima volta in lingua tedesca segnando anche un triplice debutto wagneriano per il direttore musicale, l’amatissimo Michele Mariotti, per il regista Damiano Michieletto e per il tenore Dmitri Korchak.
Ma la stagione Doppio sogno di schnitzleriana memoria, perfettamente illustrata dalle fascinose, nonché inquietanti immagini dell’artista digitale Elena Manfredini, che, lavorando con l’intelligenza artificiale crea un’estetica oscillante fra il realismo fotografico e la distorsione immaginifica, riflette anche le due anime del lirico capitolino: “da una parte il ruolo istituzionale di rappresentanza del Paese – sottolinea nell’affollatissima conferenza stampa di presentazione il Sovrintendente Francesco Giambrone – e dall’altro il ruolo di costituzione della comunità e di coinvolgimento del pubblico anche più periferico grazie a due iniziative di grande successo, OperaCamion e LineaOpera”.


Non poche le novità della nuova stagione, o meglio delle due nuove stagioni, che si articolano in due teatri, il Costanzi e il Teatro Nazionale, tra cui il consolidamento della rete di collaborazione istituzionale anche con altre realtà culturali, l’avvio del progetto triennale con il Teatro Argentina di Roma e con il regista Luca De Fusco (con lo stesso titolo declinato per l’opera e per la prosa, ma anche la prosecuzione di Fabbrica, scuola d’eccellenza di nuovi talenti impegnata nel lancio di artista emergenti (con la direzione affidata a Mariella Devia) o l’importante investimento sulla Scuola di Ballo curata da Eleonora Abbagnato.

La nuova stagione offre un cartellone estremamente ricco che consta di 14 titoli d’opera e 8 di danza, con 12 nuove produzioni, di cui 9 di opera e 3 di danza oltre che alle tournée internazionali e i concerti confermando la solidità di un teatro (che aumenta a 41 milioni di euro la quota di finanziamento totale, fra pubblico e privato) che aumenta l’offerta anche per rispondere alla notevole richiesta di pubblico anche attraverso la presenza di acclamati registi, direttori musicali e artisti.

“Sono oltre 350 gli anni gli anni coperti dalla nuova stagione, spaziando dal barocco alla contemporaneità, non solo nella musica, ma anche nella danza con due stagioni parallele – spiega il direttore artistico Paolo Arcà – intrecciando di fatto due grandi filoni, i grandi titoli amati dal pubblico e alcuni titoli più raffinati e di nicchia, destinati a un pubblico più attento e più curioso”.
Dopo il wagneriano Lohengrin (che debutta in tedesco al Costanzi) tornano titoli di grande successo come La Traviata di Verdi nell’elegante allestimento del 2015 firmato da Valentino e Sofia Coppola, La bohème impressionista di Davide Livermore diretta da Javier Bignamini, per la prima volta negli spazi del Costanzi.

Spazio a Le nozze di Figaro di Mozart al debutto italiano con la regia dell’acclamato Claus Guth (già al Costanzi con Jenufa nel 2024), la direzione musicale di Emmanuel Tjeknavorian (premio Abbiati come direttore), Erwin Schrott e Markus Werba tra i protagonisti e al debutto italiano della regista Tatjana Gurbaca per il Falstaff di Verdi diretto da Michele Mariotti con la presenza di Luca Salsi.

Fra gli appuntamenti speciali, spicca la recita della Tosca di Puccini, nella versione storica del teatro che il 1 novembre (in un grande evento in diretta televisiva su Rai3) chiuderà le celebrazioni del 125esimo anniversario dell’opera affidando il ruolo da protagonista alla voce di Eleonora Buratto.
Numerosi i titoli particolarmente ricercati e meno consueti per il pubblico: spiccano il debutto al Costanzi de Il trionfo del tempo e del disinganno, capolavoro barocco di Händel su libretto del cardinale Benedetto Pamphilj diretto dallo specialista Gianluca Capuano, che segna il ritorno a Roma dell’amatissimo Robert Carsen, ma anche il debutto all’Opera del Roméo et Juliette di Charles Gounod diretto da Daniel Oren con due grandi voci, Vittorio Grigolo e Nino Machaidzde nell’allestimento di Luca De Fusco, direttore del Teatro di Roma.
Ma a distanza di 35 anni torna a Roma anche Ariadne and Naxos capolavoro di Richard Strauss su libretto di Hugo Von Hoffmannsthal con la presenza di Anna Caterina Antonacci diretta da Maxime Pascal, specialista del repertorio del Novecento.

“Per me è arrivato il momento di Wagner proseguendo un percorso che mi sta guidando da quando sono arrivato in questo teatro – spiega Mariotti – quello di non adagiarmi su repertori e lavori già fatti e conosciuti. L’opera è un luogo per un pubblico curioso e se il Lohengrin è un meraviglioso, dramma storico, venato di di thriller che parla della nostra vita, ho voluto accostare in stagione due geni del repertorio del nostro melodramma, Verdi e Rossini”.
Oltre al nostalgico Falstaff, ultima opera verdiana, Mariotti affronta per la prima volta il Tancredi di Rossini, il primo grande successo di opera seria del compositore, affidando il ruolo a Carlo Vistoli, controtenore belcantista.
Mariotti torna sul podio del Costanzi anche per Visioni d’addio, concerto fra  Strauss e Schubert e le due Petite messe solennelle di Rossini.

Fra gli altri titoli della stagione al Costanzi, il debutto italiano di Inferno di Lucia Ronchetti, già direttrice della Biennale Musica di Venezia, in un’elegante opera ispirata a Dante nell’allestimento firmato David Hermnann e impreziosito dai costumi di Maria Grazia Chiuri,

Tre i titoli d’opera del Teatro Nazionale, Tragudia – Il salto di Edipo di Alessandro Serra, ispirato a Sofocle, lo speciale Hans Werner Henze 100, che in occasione del centenario della nascita del compositore tedesco presenta il vaudeville La piccola cubana e il recital per quattro musicisti El Cimarròn, La musica nuda opera in un atto tratta da Pirandello di Matteo D’Amico su libretto di Sandro Cappelletto con la direzione di Alessandro Cadario.

“Oggi per la prima volta posso dire che abbiamo oltre 60 balletti in repertorio che sono in scena non solo al Costanzi e che possiamo permetterci di di portare i grandi coreografi anche in Europa – esordisce Eleonora Abbagnato, al decimo anno come Direttrice del Corpo di Ballo – e portiamo a Parigi la Giselle di Carla Fracci che avrebbe compiuto 90 anni”.

La stagione di danza si apre con il ritorno di una grande classico natalizio, Lo Schiaccianoci di Cajkovskji nella fiabesca e favolosa versione di Paul Chalmer, prosegue con la ripresa de La Bayadère nella versione coreografica di Benjamin Pech del 2023 con le stelle di Parigi San Eun Park e Paul Marque.
Fra i titoli più attesi del cartellone il meraviglioso Sogno di una notte di mezza estate di Balanchine creato nel 1962 per il New York City Ballet e per la prima volta al Costanzi nell’incantanti allestimento con le scene e i costumi di Gianluca Falaschi che faranno rivivere le atmosfere scespiriane.

Con la danza contemporanea torna il momento di “educare il pubblico” con la formula del Trittico contemporaneo fortemente voluto da Eleonora Abbagnato fin dal suo arrivo a Roma: nel primo Trittico, tre prime romane con Neumeier (Spring and fall), Godani (Echoes from on a Restless soul), Millepied (I feel the heart move), nel secondo trittico, omaggio ai Balletti Russi di Diaghilev con Goecke (Petruschka), Robbins (Afternoon on a faun), Bausch (Le sacre du Printemps che dopo Caracalla debutta al Costanzi).

Omaggio al grande Angelin Preljocaj al Teatro Nazionale con la Serata Preljocaj, che accosta Stravaganza alla ripresa di Announciation e a Noces, sempre al Nazionale Soul threads, creazione di Friedmann Vogel su Il teatro della marionette di Von Kleist con la musica dal vivo.
Evento speciale in Sala Petrassi dell’Auditorium è Burn, progetto di danza-teatro di A.J. Weissebard.
Abbonamenti dal 22 luglio, dettagli su www.operaroma.it.

Fabiana Raponi

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