7 > 17 agosto 2025 – Santu Lussurgiu (OR)

Teatro del Segno
XVII FESTIVAL PERCORSI TEATRALI
7 > 17 agosto 2025 – Santu Lussurgiu (OR)
Viaggio alla riscoperta della grande tradizione della Commedia dell’Arte, con le classiche maschere, a partire dalle origini con la figura del giullare diffusa nell’Europa del Medioevo e reinventata da Dario Fo fino ai moderni clowns, tra antiche e nuove fiabe e miti e leggende dell’Isola accanto a pagine emblematiche della Storia del Novecento, oltre alle pièces di Teatro da Balcone e a un duplice omaggio a Fabrizio De André e Nino Nonnis: si apre il sipario sulla XVII edizione del Festival “Percorsi Teatrali” organizzato dal Teatro del Segno a Santu Lussurgiu (OR) con la direzione artistica di Stefano Ledda e con il patrocinio e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Santu Lussurgiu, con un ricco carnet di eventi dal 7 al 17 agosto tra spettacoli e concerti, performances, letture e incursioni nel nouveau cirque.
La kermesse ideata dal Teatro del Segno per il paese del Montiferru (aderente alle rete dei Borghi Autentici d’Italia) e realizzata in sinergia con l’amministrazione comunale e in collaborazione con le associazioni culturali, fortemente voluta dal sindaco Diego Loi e dalla vicesindaca e assessora alle Politiche Culturali, alle Politiche Giovanili e al Turismo Francesca Citroni, punta alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico e architettonico e alla promozione del territorio con un ricco cartellone fra teatro, musica, danza e nouveau cirque con ospiti di spicco della scena nazionale e isolana.
Il XVII Festival “Percorsi Teatrali” propone una programmazione variegata rivolta alle diverse fasce di pubblico, da una sorprendente e coinvolgente “giullarata” agli spettacoli di teatro civile su temi attuali e scottanti, dalle stragi mafiose alle “morti bianche”, dalla full immersion fra trame e personaggi dei “canovacci” della Commedia dell’Arte agli incontri con lo spaventoso Mommotti, le Janas e le Cogas, ma anche i cavallini verdi dell’immaginario popolare dell’Isola accanto a un’originale creazione di teatrodanza e alle buffe avventure di due clowns. E ancora, Una Favola al Giorno nelle matinées dedicate ai più piccoli, che potranno ascoltare alcune delle più belle fiabe tradotte da Antonio Gramsci e le pièces di Teatro da Balcone che “abitano” le case e i cortili, le vie e le piazze del centro storico, per suggestivi itinerari alla (ri)scoperta di Santu Lussurgiu.
Tra i protagonisti l’attore, autore e regista Fabrizio Coniglio, volto noto del grande e del piccolo schermo (da “L’allieva” a “La Compagnia del Cigno”, “La legge di Lidia Poët” e “Fuochi d’artificio”) in scena insieme con Alessia Giuliani in “Sangue Nostro” sulla strage di Pizzolungo in cui persero la vita una madre i suoi due bambini e la scrittrice e performer Teresa Porcella con “Chi c’è? _ Mommotti!!” tra memorie familiari e creature fantastiche della tradizione sarda (produzione Teatro del Segno e Scioglilibro), l’attore Maurizio Giordo (nel cast di “Ariaferma” e “Berlinguer – La grande ambizione” oltre che nel “Macbettu” di Alessandro Serra) con “Com’è nato il giullare?”, affabulazione in portotorrese liberamente ispirata al “Mistero Buffo” di Dario Fo e la danzatrice e coreografa Silvia Bandini, creatrice e interprete di “752 giorni”, surreale e poetico racconto per quadri sull’inesorabile scorrere del tempo. Sotto i riflettori anche gli attori e performers Tania Passarini e Luca Comastri (Fraternal Compagnia Aps) in “Masquerade Mask”, uno spettacolo ispirato alla Commedia dell’Arte e “Nose Nonsense” sulla fanciullesca “follia” dei clowns mentre Maria Assunta Calvisi firma la regia di “Quel mattino di marzo” di Nino Nonnis, con Daniela Musiu, Carla Orrù, Michela Cidu e Annalisa Serri, sulle storie di quattro giovani donne, quattro cernitrici perite nel crollo di una galleria nella miniera di Genna Arenas, nel 1913 a Buggerru. Omaggio al grande cantautore genovese con “II Me (secondo me) / Fabrizio De André in musica”, un progetto di Juri Deidda dedicato al poeta degli ultimi, con un’antologia di melodie indimenticabili: sul palco insieme a Juri Deidda (sax ed elettronica), Mauro Pes (tastiere e synth), Paolo Assiero Brà (contrabbasso ed elettronica) e Alessandro Garau (batteria e percussioni), con la voce narrante di Stefano Ledda (produzione Palazzo d’Inverno).
Il XVII Festival “Percorsi Teatrali” comprende anche una sezione dedicata alla formazione, con due laboratori rivolti ai più piccoli, “Fili in Prima Fila” a cura di Agostino Cacciabue e Rita Xaxa (Teatro Tages) sulla costruzione e animazione delle marionette e “I Suoni, il Gioco, la Musica” condotto dai percussionisti Mattia Mele e Arturo Cherchi, un percorso didattico e ludico nell’universo delle sette note oltre a un seminario sulla recitazione per attori e allievi diretto da Fabrizio Coniglio, intitolato “Rappresentare una situazione e quindi un’emozione”, sulla possibilità di attingere al proprio vissuto per tradurre sulla scena le emozioni, ritrovando l’autenticità e stabilendo così un contatto diretto con il pubblico.
IL CARTELLONE
Il XVII Festival “Percorsi Teatrali” si apre con l’inaugurazione ufficiale giovedì 7 agosto alle 19 nel Parco della Biblioteca di Santu Lussurgiu con gli interventi del sindaco Diego Loi e di Francesca Citroni, vicesindaca e assessora alle Politiche Culturali, alle Politiche Giovanili e al Turismo del Comune, di Rita Migheli, responsabile della ProLoco di Santu Lussurgiu e di Maria Arca, responsabile del Centro di Cultura e la presentazione del programma a cura di Stefano Ledda, direttore artistico della kermesse che ha ospitato artisti del calibro di César Brie e Gianfranco Berardi (Premio Ubu 2018 come miglior attore), Elena Bucci e Isabella Carloni.
Il Festival entra nel vivo – giovedì 7 agosto alle 20 nel Parco della Biblioteca – con “Com’è nato il Giullare?” di e con Maurizio Giordo (produzione Gurdulù Teatro): una moderna “giullarata” liberamente ispirata al “Mistero Buffo” di Dario Fo in cui si alternano i due registri aulico e popolare, in una affabulazione che mescola l’allegria e l’amarezza, lo sberleffo e l’invettiva, la cronaca del quotidiano e l’allegoria. Mauriziello da Turris, un contadino trasformatosi in giullare, facendo di necessità virtù, racconta tra acrobazie e lazzi, giocoleria e numeri di “magia” una vicenda emblematica, tra il duro lavoro per rendere la terra feconda e l’avidità del feudatario deciso a impadronirsene, fino all’intervento divino che attraverso il dono della favella lo trasforma in contastorie. Nella pièce l’asprezza e la ritmicità del portotorrese, lingua dei sentimenti, si stempera nella dolcezza e nella musicalità dell’italiano, mentre con un raffinato gioco metateatrale, Mauriziello mette in scena l’epopea paradossale di un uomo privo di mezzi, che con tenacia lotta per mantenere la propria famiglia e vittima di un’ennesima ingiustizia, espropriato di tutto, si reinventa una vita e un mestiere… con la “complicità” e il coinvolgimento diretto del publico.
Fantasia in scena con Una Favola al Giorno, con nove matinées, a partire da venerdì 8 agosto alle 11.30 dedicate ai più piccini nel Parco della Biblioteca, in cui le attrici e gli attori del Teatro del Segno sfogliano il libro delle “Favole in Libertà” di Antonio Gramsci: un’occasione per riscoprire il fascino delle fiabe dei Fratelli Grimm nella traduzione del grande intellettuale, filosofo, giornalista e scrittore, inserite insieme ad altre novelle popolari e agli apologhi originali nelle sue lettere ai figli. Unica eccezione – giovedì 14 agosto alle 11.30 – con “Maschere ed Artigiani in Commedia” ovvero “Una Favola di Maschere” di e con Tania Passarini e Luca Comastri (Fraternal Compagnia Aps), dove i due artisti propongono un viaggio in compagnia dei personaggi della Commedia dell’Arte a misura di bambine e bambini.
Un racconto poetico e surreale incentrato sul «dialogo muto tra una donna e un omino di legno» con “752 giorni”, una creazione di e con Silvia Bandini e Valentina Puddu, con il supporto di Tersicorea / Centro di Formazione e Diffusione della Danza Contemporanea – Cagliari e del Festival Cortoindanza in collaborazione con Teatro del Lavoro e Associazione Terra Galleggiante, in cartellone venerdì 8 agosto alle 21.30 nel Teatrino che non c’era presso i Contrafforti di via dei Frati Minori a Santu Lussurgiu, per il progetto Dal Balcone al Palcoscenico. Una pièce di teatrodanza, per un’indagine su «il potere dell’oggetto in relazione al corpo» e su «gli universi immaginari» che scaturiscono dalla relazione tra i due personaggi, con «una riflessione sul tempo» dove la sospensione, la stasi, il vuoto corrispondono a un «atto primario e generativo nella fase creativa» ma rappresentano anche un «momento essenziale nella vita». “752 giorni”, con scenografia di Gianluca Lindiri, disegno luci di Andrea Piras e sound design e mix di Emanuele Pusceddu, attraverso una rigorosa partitura fisica, descrive «un momento intimo e delicato in cui la protagonista fa i conti con il tempo passato, i rimpianti, la solitudine» in una «danza sonora di luci e ombre».
Una Favola al Giorno – sabato 9 agosto alle 11.30 nel Parco della Biblioteca – e un intrigante viaggio tra miti e leggende dell’Isola – sempre sabato 9 agosto ma alle 21.30 nel Teatrino che non c’era presso i Contrafforti di via dei Frati Minori – con “Chi c’è? _ Momotti!! / I mostri della Sardegna vanno in scena” (produzione Scioglilibro e Teatro del Segno, in collaborazione con Telos Edizioni), uno spettacolo ideato, scritto e diretto da Teresa Porcella, protagonista sulla scena con Stefano Ledda e con l’illustratore Ignazio Fulghesu, che disegna dal vivo luoghi e personaggi dell’immaginario popolare sardo. “Chi c’è? _ Mommotti!!”, con un titolo che rimanda all’infanzia dell’autrice e ad uno scambio di battute del suo “lessico familiare”, che improvvisamente si trasforma in realtà quando un misterioso e inquietante individuo, avvolto in un lungo mantello nero con cappuccio, con tanto di bastone e un ingombrante sacco per catturare i bambini disubbidienti si presenta alla sua porta, affronta in chiave ironica e fantastica le paure infondate ma anche i pericoli reali a cui si riferiscono le narrazioni popolari. “Chi c’è? _ Mommotti!!” è uno spettacolo interattivo, tratto da “Janas, cogas, Mommotti e altri esseri fantastici della Sardegna”, il libro di Teresa Porcella e Ignazio Fulghesu (Telos Edizioni) che rappresenta una sorta di “guida” per avventurarsi in un mondo abitato da fate e streghe, “mostri” e folletti, la Mamma del Sole e le altre “madri” dei pozzi come del vento, anch’esse “rapitrici” di bambini ma anche gli affascinanti cavallini verdi.
Una Favola al Giorno – domenica 10 agosto alle 11.30 nel Parco della Biblioteca – per i più piccoli e in serata – sempre domenica 10 agosto ma alle 21.30 nel Teatrino che non c’era presso i Contrafforti di via dei Frati Minori – “Sangue Nostro” (produzione Tangram Teatro – Torino), uno spettacolo scritto da Michela Gargiulo, Margherita Asta e Fabrizio Coniglio, che racconta la strage di Pizzolungo. Sotto i riflettori Alessia Giuliani e Fabrizio Coniglio, che firmano anche la regia, ricostruiscono l’attentato mafioso del 2 aprile 1985 contro il giudice Carlo Palermo: un’autobomba esplode sulla strada, lungo il tragitto del magistrato verso il Palazzo di Giustizia di Trapani, proprio mentre la madre di Margherita, Barbara Asta, sta accompagnando a scuola i suoi fratellini, Giuseppe e Salvatore. Un incrocio di destini, una orribile tragedia che colpisce una famiglia, alzando il bilancio delle vittime collaterali nella lotta contro la criminalità organizzata: «il giudice è vivo per miracolo, salvato proprio da quella macchina su cui viaggiavano i fratellini e la mamma di Margherita, che invece muoiono sul colpo». “Sangue Nostro” narra l’incontro realmente accaduto tra la sorella dei due gemellini, Margherita, e il giudice Carlo Palermo che subito dopo l’attentato ha scelto di abbandonare la magistratura: «i due protagonisti rievocano tutte le coincidenze che hanno portato le loro vite a incontrarsi» – spiega Fabrizio Coniglio –. «E mentre Margherita sembra abbia ritrovato l’amore per la vita, nonostante tutto, il giudice Palermo sembra invece sia rimasto bloccato a quel drammatico giorno».
Una Favola al Giorno anche lunedì 11 agosto e martedì 12 agosto alle 11.30 nel Parco della Biblioteca, e martedì 12 agosto alle 21.30 nel Teatrino che non c’era presso i Contrafforti di via dei Frati Minori un omaggio all’artista che attraverso le sue canzoni ha saputo dar voce ai più fragili e agli emarginati della società, con “II Me (secondo me) / Fabrizio De André in musica” di e con il sassofonista Juri Deidda, che divide il palco con Mauro Pes (tastiere e synth), Paolo Assiero Brà (contrabbasso ed elettronica) e Alessandro Garau (batteria e percussioni), con la partecipazione di Stefano Ledda che interpreta pensieri e suggestioni, in un itinerario tra parole e note (produzione Palazzo d’Inverno). “Il Me (secondo me)” trae spunto dalle splendide poesie in musica e dai concept albums, ma anche dalle ballads irriverenti di un cantautore di successo ma dal carattere schivo e non amante dei riflettori: «non un tributo, ma una personale visione in musica delle storie, dei personaggi, della dimensione intellettuale di Fabrizio Dè Andrè» – afferma Juri Deidda –. Un recital dove regna sovrana la musica: «sei suites, senza un testo e senza una voce, con un’estrema attenzione al timbro ed ai suoni», per affrontare e rievocare i temi fondamentali, che più stavano a cuore all’artista genovese: «la Libertà, le Donne, gli Ultimi, il mistero dell’amore e della guerra, il Mare, la Fede». Nel flusso sonoro, si inseriscono le parole, affidate a «una voce che introduce una ad una le Suite, suggerendo un percorso di ascolto» .
Infine, sempre martedì 12 agosto a partire dalle 22.30 quattro pièces di Teatro da Balcone che disegnano un itinerario nel centro storico del “paese nel vulcano”: brevi performances fra teatro, danza e musica con personaggi che prendono vita tra le finestre delle case, nei giardini, per le vie e nelle piazze, per “raccontarsi”, come “apparizioni”, figure di sogno, creature immaginarie.
Una Favola al Giorno per i più piccoli mercoledì 13 agosto alle 11.30 nel Parco della Biblioteca, e sempre mercoledì 13 agosto alle 21.30 nel Teatrino che non c’era presso i Contrafforti di via dei Frati Minori va in scena “Quel mattino di marzo” di Nino Nonnis, con (in ordine alfabetico) Michela Cidu, Daniela Musiu, Carla Orrù e Annalisa Serri, e con la voce (fuori campo) di Pierpaolo Frigau, disegno luci di Stefano De Litala, sound design di Vincenzo Mario Boi e costumi di Marco Nateri, assistente alla regia Francesco Cappai (sua anche la traduzione in lingua sarda di alcuni frammenti del testo), per la regia di Maria Assunta Calvisi (produzione L’Effimero Meraviglioso). “Quel mattino di marzo” narra le storie delle quattro cernitrici uccise dal crollo di una galleria, nella miniera di Genna Arenas a Buggerru, il 18 marzo 1913: con grande sensibilità Nino Nonnis tratteggia i ritratti delle quattro protagoniste, che nell’anniversario della tragedia rivivono simbolicamente la propria esistenza e la propria fine. «Quattro donne: Anna Rosa, una ragazzina che ha lasciato da poco il gioco con le bambole; Maria, giovane sposa con un bambino in grembo che non vedrà mai la luce; Laura, madre di famiglia costretta a lavorare per dare un futuro ai suoi figli; Anna battagliera e determinata, alfiere dei diritti dei minatori» – ricorda la regista Maria Assunta Calvisi –. «In un mattino di marzo come tanti, uno scricchiolio, un rumore sordo che piano piano diventa assordante come un tuono, seppellisce per sempre i loro sogni, le loro speranze, le loro preoccupazioni, la loro amicizia».
Una Favola al Giorno per il divertimento di grandi e piccini giovedì 14 agosto alle 11.30 nel Parco della Biblioteca, con “Maschere ed Artigiani in Commedia” ovvero “Una Favola di Maschere” di e con Tania Passarini e Luca Comastri (Fraternal Compagnia Aps), e in serata, sempre giovedì 14 agosto alle 21.30 nel Teatrino che non c’era presso i Contrafforti di via dei Frati Minori, il fascino della Commedia dell’Arte con “Masquerade Mask”, con drammaturgia e regia di Massimo Macchiavelli e Luca Comastri, per «un tributo a tutti i personaggi della cultura tradizionale teatrale italiana, dal vecchio mercante veneziano Pantaleone, ai servitori, dal Dottore ai Capitani, nobili e amanti» (produzione Fraternal Compagnia Aps). Sotto i riflettori Tania Passarini (Premio Enriquez 2012 come miglior attrice) e Luca Comastri prestano corpo e voce alle classiche “maschere” che «con i loro scherzi e le loro battute affrontano temi sociali fondamentali: il potere dell’amore, l’amore per il potere, la fame e la miseria dei meno fortunati e la magia, che è essenziale per cambiare in meglio le loro vite». “Masquerade Mask” attinge agli antichi “canovacci” con largo spazio all’improvvisazione, per regalare emozioni e divertimento attraverso la riscoperta di un genere teatrale affermatosi nel Rinascimento in Italia e diffusosi in tutta Europa: «per la prima volta gli attori si qualificano come professionisti» – si legge nella presentazione, e «questi artisti girovaghi sanno cantare, danzare, raccontare, imitare e, soprattutto, ricorrono all’utilizzo della maschera… enfatizzando il linguaggio corporeo e la gestualità, alla ricerca di un’autenticità destinata a superare le barriere linguistiche».
E il centro storico di Santu Lussurgiu, con le sue caratteristiche architetture in pietra, si trasforma in palcoscenico anche giovedì 14 agosto a partire dalle 22.30 con altre quattro pièces di Teatro da Balcone.
Una Favola al Giorno per avventurarsi nel regno della fantasia anche sabato 16 agosto alle 11.30 nel Parco della Biblioteca, e sempre sabato 16 agosto a partire dalle 22.30 nuovi itinerari nel centro storico di Santu Lussurgiu, sul filo delle storie e delle emozioni, con altre quattro pièces di Teatro da Balcone.
Nell’ultima giornata del XVII Festival “Percorsi Teatrali” ancora un appuntamento con Una Favola al Giorno, domenica 17 agosto alle 11.30 nel Parco della Biblioteca, in compagnia delle “Favole di Libertà” di Antonio Gramsci, e per chiudere in allegria, domenica 17 agosto alle 21.30 in piazza Mercato a Santu Lussurgiu spazio alle funamboliche avventure di due clowns con “Nose Nonsense”, con drammaturgia e regia di Andrea Menozzi, musiche originali di Umberto Cavalli e foto di Wang Laomai (produzione Fraternal Compagnia APS). In scena due buffi personaggi, Jojo e Boulà, interpretati da Luca Comastri e Tania Passarini, in viaggio alla ricerca della propria strada: i loro percorsi si incrociano e si separano, mentre ciascuno di loro cerca di seguire la propria vocazione e le proprie inclinazioni, in un susseguirsi di situazioni divertenti e surreali. I protagonisti portano con sé due valigie piene di oggetti improbabili, da una corda a una ciabatta a un rotolo di carta igienica, che diventano «simboli di un viaggio interiore, un cammino fatto di difficoltà, risate e peripezie. La tempesta, metafora del cambiamento e delle difficoltà che ognuno di noi deve affrontare per poter crescere davvero, costringe i due ad aprire il proprio “bagaglio” e confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte». “Nose Nonsense” – con un titolo che rimanda alla tipica maschera del clown, con il naso rosso e la faccia imbiancata, ma anche allo spirito ludico e giocoso, alla comicità irriverente e alle imprese stravaganti e imprevedibili dei pagliacci, con le loro irresistibili gags – è uno spettacolo adatto a grandi e piccini, dove tutto può accadere e non esiste più confine tra realtà e immaginazione.
I LABORATORI
Il XVII Festival “Percorsi Teatrali” comprende anche laboratori per i più piccoli per farli avvicinare alle arti sceniche e al meraviglioso mondo del teatro e un seminario di perfezionamento sulla recitazione rivolto ad attori e attrici, performers e allievi.
S’intitola “Fili in Prima Fila” il laboratorio sulla costruzione e animazione delle marionette a filo, affidato a due maestri del teatro di figura come Agostino Cacciabue e Rita Xaxa (Teatro Tages) e rivolto a bambine e bambini tra i sei e gli undici anni in programma dal 9 all’11 agosto nel Salone del Centro di Cultura di Santu Lussurgiu. Un percorso ludico-didattico in cui gli allievi imparano a realizzare delle marionette semplici per poi farle “vivere” sulla scena: un modo per scoprire le grandi possibilità espressive offerte dall’arte e sperimentare la propria creatività, “animando” le figure nate dalla fantasia.
“I Suoni, il Gioco, la Musica” a cura dei percussionisti Mattia Mele (allievo dei maestri Mamady Keita, Yadi Camara e Mohamed Oulare) e Arturo Cherchi – in programma il 13 e il 14 agosto nel Parco della Biblioteca – è un percorso di educazione alla musicalità rivolto a bambine e bambini dai sei agli undici anni, i cui i piccoli artisti in erba possono esplorare le sonorità e i ritmi, e esprimere liberamente la propria curiosità e creatività, nella dimensione del gioco. “I Suoni, il Gioco, la Musica” rappresenta così uno spazio di apprendimento, in cui gli allievi mettono alla prova il proprio talento e le proprie attitudini, individualmente e nell’interazione con gli altri, in una dimensione ludica che favorisce la socializzazione.
Un viaggio alla “ricerca della verità”, o meglio della verosimiglianza sulla scena: “Rappresentare una situazione, e quindi un’emozione”, il seminario per professionisti e allievi attori / attrici condotto dell’attore e regista Fabrizio Coniglio – dal 9 al 12 agosto nella Sala dell’ex Dopo Lavoro di Santu Lussurgiu – offre l’opportunità di superare modelli e clichés per trarre spunto dalla storia personale e dalle esperienze individuali per restituire lo stato psicologico e emotivo di un personaggio. «Mi sono accorto, in questi anni di regia in teatro, che l’elemento più potente per il pubblico è il riconoscersi in qualcosa di simile e di non rappresentato che avviene sul palcoscenico» – spiega l’artista piemontese formatosi al Teatro Stabile di Genova, con all’attivo una intensa carriera di interprete teatrale e cinematografico, noto al grande pubblico grazie a serie tv come “L’allieva” e “La Compagnia del Cigno”–. «Nel momento in cui il teatro abbandona ogni rappresentazione finta, estetica, in nome di una corrispondenza reale di emozioni tra i personaggi e di situazione in cui il pubblico che guarda si possa rispecchiare, ecco che, in quel momento, il teatro vince e diventa potente. Potente più di qualunque altra forma di rappresentazione della realtà: perché quella situazione e quelle emozioni sembra avvengano realmente su quel palcoscenico che il pubblico sta guardando e in quel preciso momento. Sembra, insomma, che accadano veramente». E continua: «vorrei che tutti insieme scoprissimo, con la nostra fantasia, le nostre emozioni, la nostra memoria di situazioni già vissute, come far accadere una situazione secondo la nostra verità personale, la nostra esperienza personale, che metteremo a disposizione dei grandi autori e delle scene che rappresenteremo». Il seminario prevede anche una parte dedicata allo studio individuale: «nella seconda fase – conclude Fabrizio Coniglio – vorrei lavorare sul mondo immaginario di ognuno, partendo da un racconto scritto di un’esperienza emozionante e divertente personale, trasformandola poi in un monologo teatrale o in una scena teatrale, sempre dando risalto alla veridicità della situazione e delle emozioni raccontate».
Il XVII Festival “Percorsi Teatrali” a Santu Lussurgiu (OR) è organizzato dal Teatro del Segno con il patrocinio e il sostegno del Comune di Santu Lussurgiu e dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna e inserito nel progetto di “Intersezioni” / rete di festival senza rete a cura di Fed.It.Art. Sardegna, con preziose sinergie e collaborazioni con l’Associazione Centro di Cultura Popolare U.N.L.A. e l’Associazione ProLoco di Santu Lussurgiu.
INGRESSO GRATUITO (fino a esaurimento posti) per tutti gli spettacoli e i concerti
per saperne di più: www.teatrodelsegno.com
CONTATTI: teatrodelsegno@gmail.com | percorsi.prenotazioni@gmail.
t . 070.680229 | m. +39 351 6862271 (anche whatsapp)

