I due cantautori e musicisti si sono esibiti insieme sul palcoscenico di Roccella Jonica riscuotendo un notevole successo e tanti apprezzamenti

E’ un talento, un grande trascinatore ed un cultore della musica calabrese. Stiamo parlando di Francesco Giannini, un cantautore di 28 anni, che sa il fatto suo e che alla musica e per la musica ha dato già tanto e continua a dare ancora tantissimo in oltre 15 di carriera, sempre in crescendo.
Di certo, ha fatto furore l’iniziativa che al teatro al castello di Roccella Jonica – soltanto pochi giorni fa e di cui non si è ancora spenta l’eco – lo ha visto duettare a fianco di un altro grande giovane cantautore, musicista e rapper che di nome fa Alfa (pseudonimo di Andrea Filippi) creando un’ideale “ponte” tra il Sud e il Nord d’Italia (Alfa è genovese, ndr).
Ebbene, per questa speciale occasione, Giannini ha “interpretato”, dandogli oltretutto un tocco d’originalità, il pezzo di Alfa intitolato: “Il filo rosso”, traducendolo in dialetto calabrese, registrando così una sua versione per voce e chitarra. S’è trattato, evidentemente, di una sorta di scommessa che approssimandosi la data del concerto di Alfa, è divenuta quasi una specie di “sfida” che quest’ultimo – tra l’altro del tutto in modo inaspettato – ha accolto favorevolmente e con piacere, invitando direttamente sul palcoscenico Giannini, contattato anzitempo dal suo staff (nella foto in apertura: un momento delle prove prima del concerto). Il tutto ha naturalmente suscitato grande interesse soprattutto tra i giovani e i giovanissimi che non si sono lasciati sfuggire l’occasione di viverla appieno e in prima persona proprio in quel di Roccella Jonica.
Nella “Roccella arena”, tuttavia, sono risuonate – queste si, a sorpresa – le note di un altro pezzo come: “A me mi piace”, che Giannini ha saputo, anche in questo caso, interpretare traducendolo anch’esso in dialetto calabrese e, per la prima volta in Italia, sul palco roccellese.
S’è, indubbiamente, trattato di un’altra bella occasione che ha reso ancora più emozionante le performance dei due cantautori. Di Giannini, che è originario di Santa Caterina sullo Jonio, possiamo dire che suoni da sempre. Iniziato alla musica dallo zio che gli ha regalato un organetto ad appena sette anni, egli è poi cresciuto con questo desiderio irrefrenabile di voler suonare e portare i suoni degli strumenti della tradizione calabrese in tutta la regione ed anche fuori. Allievo di Cosimo Papandrea ha finanche aperto i suoi concerti ed anche quelli di Mimmo Cavallaro creando un’atmosfera coinvolgente e condivisa, senza soluzione di continuità. Ma Giannini, nel frattempo, mai domo, forte della sua passione viscerale per la musica e le tradizioni musicali della regione Calabria, è riuscito finanche a fondare cinque scuole di musica tra Santa Caterina dello Jonio, Monasterace, Sellia Marina, Davoli Marina e Martelletto di Catanzaro.
Inoltre, negli anni trascorsi, ha fondato anche gruppi e band popolari quali: “Taranta folk”, “I cotrari di mare” e “I nuovi tari”, nonché realizzato il suo primo album: “U sonu seculari” nl 2014. A partire dal 2015 ha iniziato, invece, la sua carriera da solista che lo portato a pubblicare i due album: “Milli storii” nel 2017 e“Terre di Calabria” nel 2022 a cui, per quest’ultimo, hanno offerto la loro collaborazione Papandrea e Cavallaro.
Insomma, mentre l’estate non è ancora finita, l’eco delle canzoni e delle note di Giannini risuonano nelle piazze dei comuni calabresi e, pensiamo, che proseguiranno ancora per molto tempo, anche in altri luoghi, non soltanto calabresi! Perché la musica di Giannini contamina e riscuote apprezzamenti e consensi ovunque vada…

