“Il mio corpo è (come) un monte” del Collettivo Effe non è solo uno spettacolo teatrale, ma un’opera d’arte totale che avvolge i sensi, sfidando la percezione e invitando lo spettatore a una completa resa sensoriale. All’interno del prezioso e necessario Earthink Festival, questa produzione ha dimostrato una straordinaria capacità di fondere danza, performance, musica dal vivo e videoproiezione, creando un’esperienza immersiva e indimenticabile. La performance, ideata da Giulia Odetto, esplora l’intenso e quasi irrazionale desiderio di unione tra il corpo umano e la materia inorganica della montagna. L’intero spettacolo si costruisce sulla relazione tra i performer, l’installazione di rocce e un sapiente uso degli elementi multimediali. La telecamera live, gestita con maestria, diventa un occhio scrutatore che indaga i dettagli più intimi e invisibili del corpo e della roccia. Questo elemento non si limita a proiettare immagini, ma le trasforma in un dialogo visivo, isolando singole crepe della pelle o minuscoli granelli di roccia, ingrandendoli fino a farli diventare paesaggi sconfinati. La videoarte crea un’eco visiva della performance dal vivo, amplificando la percezione e rendendo l’atto della mimesi tra i corpi e le pietre un’epica viva e visivamente mozzafiato. A questa simbiosi visiva si aggiunge la straordinaria colonna sonora dal vivo di Lorenzo Abattoir. L’artista utilizza le rocce stesse come strumenti musicali, trasformando il rumore secco di una pietra che si spezza o il suono leggero di un sasso che rotola in un’ambientazione sonora complessa e profonda. Questa musica organica crea un ponte diretto tra l’azione in scena e l’ascolto, rendendo il pubblico partecipe del processo creativo in tempo reale. Il soundscape, con i suoi ritmi irregolari e a tratti vertiginosi, si sincronizza perfettamente con il ritmo lento e inesorabile della montagna e con i movimenti dei performer Lidia Luciani e Daniele Giacometti. L’insieme di questi elementi—performance, live video e musica in diretta— costituisce una sinergia perfetta, guidata dalla drammaturgia di Antonio Careddu, e ci invita a un viaggio sensoriale che ci allontana dalla nostra prospettiva antropocentrica per integrare la visione partecipativa del pubblico nel mondo onirico e materico della performance. Questo straordinario lavoro, supportato da un importante sforzo istituzionale come la coproduzione di Romaeuropa Festival e Mirabilia e il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione, dimostra come l’arte possa creare nuove connessioni e farci riscoprire la bellezza dei nostri legami con il mondo, anche quelli apparentemente più inusuali e lontani.
Visto giovedì 4 settembre 2025
Cecchi Point – Torino
Il mio corpo è (come) un monte
Collettivo EFFE
di Giulia Odetto
aiuto regia e drammaturgia Antonio Careddu
con Lidia Luciani, Daniele Giacometti, Giulia Odetto
ambientazione sonora Lorenzo Abattoir
disegno luci Daniele Giacometti e Elena Vastano
con il tutoraggio di Filippo Andreatta
Progetto vincitore di Powered by REf 2021
coprodotto da Romaeuropa Festival e Mirabilia – International Circus & Performing Arts Festival
spettacolo selezionato Italia dei Visionari 2023
in partnership con Romaeuropa Festival, nell’ambito di ANNI LUCE osservatorio di futuri possibili
In collaborazione con Carrozzerie | n.o.t
Co-realizzazione residenze Periferie Artistiche – Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio
In network con ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio per Spazio Rossellini
con il supporto di KOMM TANZ/PASSO NORD
progetto residenze Compagnia Abbondanza/Bertoni in collaborazione con il Comune di Rovereto
ospitato in residenza da Officine CAOS, Residenza ArteTransitiva
con il sostegno di TRAC Centro di Residenza Pugliese – Coop. Crest Taranto
In collaborazione con OHT – Office for a Human Theatre

