Il 4 e 5 settembre alle pre 20 al Teatro dell’Opera di Roma
La 40sima edizione del Romaeruropa Festival si apre il 4 settembre alle ore 20 al Teatro dell’Opera di Roma (replica il 5 settembre) con Afanador, spettacolo ispirato al leggendario fotografo colombiano Ruvén Afanador con la coreografia di Marcos Morau e il Ballet Nacional de España.
Un progetto speciale, in prima nazionale nell’ambito dei 160 anni delle relazioni diplomatiche Italia – Spagna che coinvolge Morau, figura di riferimento della danza contemporanea spagnola e internazionale, e da oltre dieci anni direttore della compagnia La Veronal e il Ballet Nacional de España (BNE), diretto da Rubén Olmo dal 2019, compagnia pubblica di riferimento per la danza spagnola fin dall’anno della sua fondazione nel 1978 con Antonio Gades.
Sul palco, 33 danzatori del Balletto e 9 musicisti, che sulla drammaturgia di Roberto Fratini e le musiche originali di Juan Cristóbal Saavedra e gli interventi sonori di Maria Arnal, Morau riesce a tradurre la fotografia in immagini che uniscono il movimento e musica, trasformando l’immaginario del fotografo in un universo coreografico onirico.
Scorrono sul palco immagini surreali e metafore, iconografia flamenca e riferimenti all’iconica tradizione spagnola: lo spettacolo è un mix unico che unisce alla tradizione l’avanguardia, la danza, la musica e la fotografia.
«Quando ho iniziato ad allestire questo spettacolo, ispirato e affascinato dai libri di Afanador “Ángel Gitano” e “Mil Besos”, sapevo che non sarebbe stato un semplice tentativo di imitare la bellezza in essi contenuta poiché le magistrali sessioni fotografiche dell’artista in Andalusia sono irripetibili – il commento di Marcos Morau – Sarebbe impossibile ricreare quell’alchimia tra il fotografo e i personaggi di grande carisma che ha ritratto. “Afanador” osserva il flamenco attraverso una lente deformante, una lente fatta di sogni, desideri e ricordi. Il suo sguardo surrealista è molto simile allo sguardo sul mondo che si è sviluppato nel lavoro di questi anni con la mia compagnia, La Veronal: uno sguardo che cerca di non rappresentare il mondo esistente, ma di inventarne di nuovi».
Lo spettacolo in prima nazionale omaggia il celebre fotografo colombiano Ruvén Afanador, noto per il suo stile unico nella sua capacità di trasformare la moda, il ritratto e la danza in visioni surreali e oniriche: fra i suoi scatti più celebri i ritratti che colgono l’essenza delle grandi stelle del flamenco, come Israel Galván, Matilde Coral, Eva Yerbabuena, José Antonio e lo stesso Rubén Olmo, artisti del’immaginario della tradizione andalusa.
Dopo l’apertura, il programma della prima settimana della quarantesima edizione del Romaeuropa Festival prosegue ancora con la danza internazionale: l’8 e il 9 settembre al Teatro India, in co-realizzazione con Short Theatre, spazio a Anne Teresa De Keersmaeker con la prima nazionale di A little bit of the moon, lavoro in collaborazione con l’autore e artista visivo libanese Rabih Mroué. Si prosegue il 9 e il 10 settembre all’Auditorium Conciliazione con la Dresden Frankfurt Dance Company con l’ultima coreografia di William Forsythe in dialogo con Lisa del coreografo e danzatore greco Ioannis Mandafounis, formatosi proprio all’interno della Forsythe Company e oggi direttore della Dresden Frankfurt Dance Company per una visione sulla compagnia fra passato e presente.
Ricchissima la 40esima edizione del festival che, dal 4 settembre al 16 novembre, presenta un cartellone di 110 spettacoli di 700 artiste e artisti provenienti dall’Italia e da tutto il mondo superando i confini tra la musica (Laurie Anderson o Kruder & Dorfmeister con The K&D Sessions Live), la danza (con il Ballet National de Marseille o Christos Papadopoulos), il teatro (Federica Fracassi, Fabiana Iacozzilli), le arti digitali o il cinema (i cine concerti Whiplash e L’odio) e la creazione per l’infanzia in 250 repliche distribuite negli spazi della Capitale. Info e dettagli su romaeuropa.net.
Fabiana Raponi

