Dal barocco al Novecento, Michele Mariotti sul podio, dal 28 al 31 ottobre 2025 presso la Basilica dell'Ara Coeli
Due secoli di musica, dal Barocco al Novecento, nel nuovo progetto di Romeo Castellucci, Leone d’Oro alla carriera della Biennale di Venezia, dedicato all’oratorio Stabat Mater con musiche di Giovanni Battista Pergolesi (del 1736, dal testo attribuito a Jacopone da Todi) e di Giacinto Scelsi: il nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma in coproduzione con Grand Théâtre de Genève, Opera Ballet Vlaanderen e De Nationale Opera sarà in scena dal 28 al 31 ottobre in scena nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli con la direzione di Michele Mariotti.
Si tratta di una versione scenica appositamente rinnovata dopo essere stata presentata nel maggio del 2025 nella athédrale Saint-Pierre a Ginevra: un nuovo progetto di Castellucci, famoso in Europa per le sue performance teatrali e installazioni immersive, protagonista che ha rivoluzionato il linguaggio del teatro europeo, che unisce al barocco liturgico di Pergolesi il novecentesco di Quattro Pezzi per orchestra (ciascuno su una nota sola) e Three Latin Prayers per coro a cappella di Scelsi. A cura di Castellucci anche le scene, i costumi e le luci con la collaborazione artistica di Maxi Menja Lehmann, Paola Villani (collaboratrice alla scenografia), Clara Rosina Straßer (collaboratrice ai costumi), Benedikt Zehm (collaboratore alle luci) e Aurélien Dougé (coordinatore dei movimenti).
«Un dialogo fra la musica di Pergolesi e quella ascetica, timbrica e monodica composta da Giacinto Scelsi – genio assoluto del XX secolo che ricercò, per tutta la vita, il suono assoluto e che, per una rara coincidenza, visse a poche centinaia di metri da Santa Maria in Ara Coeli. Stabat Mater – stava la Madre, nel dolore, ai piedi della croce. Così comincia il poema di Jacopone da Todi. Bastano queste due parole ora: un predicato verbale e un soggetto. L’assenza di complemento di luogo significa ovunque, ma anche adesso. La musica di Pergolesi ha dato forma, una volta per tutte, a questo stare universale e muto davanti alla perdita. Non ci sono spiegazioni, né le parole possono dire – il commento di Castellucci – Anche la presentazione nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli di questo oratorio non fornisce risposte. Dopo essere stato creato nella Cattedrale di Ginevra, la “Roma protestante” di Calvino, questo Stabat Mater si presenta ora nel centro della Roma cattolica, nella chiesa stretta tra le forme del potere militare e civile, presa, si direbbe, nella morsa temporale costituita dall’Altare della Patria da una parte e dal Campidoglio dall’altra. Una madre senza figlio, gettata a terra, tra le statue equestri del potere».
In scena il soprano ungherese Emőke Baráth, specializzata nel repertorio barocco e classico, e il mezzosoprano Sara Mingardo, già al Costanzi proprio per l’esecuzione dello Stabat Mater di Pergolesi nel concerto diretto da Mariotti.
«È un dolore viscerale quello descritto attraverso la scrittura limpida e sorprendentemente moderna dello Stabat Mater di Pergolesi. Cromatismi, appoggiature, dissonanze e una poetica degli affetti essenziale ma intensa costruiscono un clima tagliente, quasi rarefatto, reso ancor più evidente da un’orchestra d’archi ridotta al minimo, dal suono volutamente asciutto e senza anima – il commento del direttore musicale del Teatro, Michele Mariotti – In questo senso, un luogo come la Basilica di Santa Maria in Ara Coeli amplifica la percezione di sospensione e fragilità che la partitura vuole trasmettere».
Dopo la prima rappresentazione, martedì 28 ottobre (ore 20), Stabat Mater torna in scena alla Basilica in Ara Coeli mercoledì 29, giovedì 30 e venerdì 31 ottobre, sempre alle ore 20.
L’ingresso alla Basilica è consentito esclusivamente dall’entrata principale, situata in cima alla scalinata ai piedi di Piazza d’Aracoeli. I titolari di un abbonamento All Inclusive 2024–25 hanno usufruito del diritto di prelazione e hanno già riservato il proprio posto. Sono disponibili per il pubblico altri 100 posti per ciascuna replica in programma il 29, 30 e 31 ottobre.
Per assistere alla rappresentazione è necessario prenotare un ticket gratuito su TicketOne, disponibile a partire dalle ore 12 di lunedì 27 ottobre. Info www.operaroma.it.
Fabiana Raponi

