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Reading: L’IMPORTANTE E’ CHE CI SIA QUALCUNO: VADUCCIA (di Marcido Marcidoris e Famosa Mimosa)
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Teatrionline > Blog > Prosa > L’IMPORTANTE E’ CHE CI SIA QUALCUNO: VADUCCIA (di Marcido Marcidoris e Famosa Mimosa)
Prosa

L’IMPORTANTE E’ CHE CI SIA QUALCUNO: VADUCCIA (di Marcido Marcidoris e Famosa Mimosa)

Paolo Verlengia
Ultima modifica: 6 Novembre 2025 22:01
Paolo Verlengia
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Andato in scena in 24 e 25 ottobre 2025, Florian Espace, Pescara

Secondo appuntamento con la rassegna “Teatro d’autore ed altri Linguaggi” di Florian Metateatro, evento che segna il ritorno a Pescara dei Marcido Marcidoris e Famosa Mimosa.

La storica compagnia torinese propone un lavoro del suo repertorio recente, risalente al periodo pandemico, che per gli artisti del teatro ha rappresentato una forzosa, prolifica occasione laboratoriale. In quel frangente i Marcido hanno prodotto una riscrittura di “Memorie dal Sottosuolo” di Dostoevskij e, per l’appunto, “L’importante è che ci sia qualcuno: Vaduccia”, spettacolo riallestito sul palco del Florian lo scorso 24 ottobre.

Si tratta di un adattamento da “L’Amante” di Abraham Yehoshua, un romanzo dunque: ricorrenza interessante, visto il già citato ricorso a Dostoevskij da parte di Isidori e i suoi, presto seguito da una messinscena del “David Copperfield” di Dickens.

Lo spettacolo di cui parliamo oggi rappresenta dunque l’apice di un interesse dei Marcido per il materiale narrativo, forse per via dello scavo approfondito che permette alla riflessione (su contesti, personaggi, rapporti di forza … ).

Di certo, la scelta del testo di Yehoshua comporta un interesse politico e geo-politico, tramite lo specifico sguardo che la scrittura dell’autore israeliano contiene. La drammaturgia elaborata da Marco Isidori si presenta sotto forma di un monologo pronunciato in prima persona da una anziana donna ebrea: Vaduccia, discendente di sefarditi spagnoli stabiliti a Gerusalemme.

La preminenza del materiale verbale trova rappresentazione in un allestimento severamente essenziale: la scena vuota, la luce bianca priva del minimo effetto, a vestire della più totale nudità la presenza di Maria Luisa Abate. Lei stessa appare un puro tramite linguistico a favore di un testo che resta preminente persino di fronte all’ente dell’attrice e del personaggio.

Eppure, senza questo tramite ultimo, il messaggio non avrebbe voce né corpo. Ed è esattamente questo ciò che accade in scena: un travaso di codice dall’inchiostro della scrittura al flusso sensoriale di un corpo che freme e risuona come uno strumento al passaggio dell’aria ed allo sfregamento degli elementi, in perfetto stile Marcido. Non c’è nessuna imitazione realistica nella recitazione di Maria Luisa Abate, che sorprende e scuote continuamente con i suoi cambi di tono, sempre timbrati con energia possente. Così i gesti che accompagnano la parola rifuggono dalle convenzioni mimiche; costruiscono anzi pose “geroglifiche” sulla linea del suono delle parole medesime, giocando il più delle volte contrappuntisticamente con i significati.

In questo disegno complessivo l’attrice è dunque il vertice: medium e totem. Maria Luisa Abate è ad un tempo mobile ed immobile: la sua corporeità è fissata con rigorosa disciplina su di un punto centrale del proscenio, i piedi uniti per gran parte del tempo, facendo così confluire verso l’alto tutta l’energia della recitazione, sia vocale che gestuale, alla stregua di un corso d’acqua compresso verso un unico alveo.

Questa costrizione fisica è il minimo comune denominatore di tutte le ramificazioni contenute nel lungo racconto di Vaduccia: il suo risveglio dopo il lungo coma, il famelico ritorno alla vitalità, l’evoluzione delle sue percezioni, la restrizione progressiva della sua mobilità. Condizione che drammaturgicamente apre ad un passaggio fondamentale: dalla padronanza di sé alla dipendenza dall’altro …

La rassegna “Teatro d’autore ed altri Linguaggi” di Florian Metateatro prosegue il 14 e 15 Novembre con “Molto Dolore per Nulla”, spettacolo vincitore InBox 2024-25, della compagnia AttoDue di Sesto Fiorentino.

Paolo Verlengia

 

CREDITS:

“L’importante è he ci sia qualcuno: Vaduccia”

adattamento drammaturgico di Marco Isidori (da “L’Amante” di A. Yehoshua)

con Maria Luisa Abate

regia Marco Isidori

Produzione Marcido Marcidoris e Famosa Mimosa

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