L’ultima regia di Luca De Filippo in occasione dei dieci anni della scomparsa. In scena fino al 21 dicembre a Roma
Tanti calorosi applausi hanno salutato la prima di Non ti pago! capolavoro di Eduardo De Filippo in scena al Teatro Ambra Jovinelli di Roma nell’ultima regia di Luca De Filippo di cui ricorrono i dieci anni della scomparsa.
Un allestimento prezioso, amaro, ma divertente, che torna in scena con la Compagnia di Teatro Luca De Filippo guidata da Carolina Rosi affiancata da Salvo Ficarra popolarissimo volto televisivo e cinematografico che si misura con successo con il personaggio di Ferdinando Quagliuolo. Il confronto con i precedenti è difficile, ma con intelligenza Ficarra disegna un personaggio ricco di sfumature e umanità.

Un’interpretazione personalissima, profonda e sincera che regala modernità al personaggio di Ferdinando, ostinato e superstizioso che cerca invano la sua “giustizia” fino a lanciare il suo “anatema” nei confronti del fortunatissimo Mario Bertolini, reo di aver sbancato il lotto con una vincita milionaria con i numeri avuti in sogno dal defunto padre di Ferdinando. Da rilevare però un inevitabile e prevedibile cortocircuito dato dal siciliano più o meno marcato di Ficarra che si muove all’interno di un cast e di una commedia all’insegna della napoletanità, non solo “morale”, ma anche linguistica.

Restano però gli equivoci, le battute fulminanti e inaspettate, i giochi di parole e battibecchi a caratterizzare tutta la commedia che mantiene sempre un tono brillante e una vivacità non comune. Merito della regia, misurata e accurata di Luca De Filippo, attentamente rispettata, e del cast molto affiatato, a cominciare dall’impeccabile Carolina Rosi nel ruolo di Concetta, accanto a Nicola Di Pinto, Mario Porfito, Marcello Romolo, Viola Forestiero, Federica Altamura, Vincenzo Castellone, Andrea Cioffi, Carmen Annibale, Paola Fulciniti.

Curati i delicati costumi di Silvia Polidori, meravigliose le scenografie di Gianmaurizio Fercioni con l’unico interno del soggiorno e con la foto del defunto padre di Ferdinando che occhieggia gli astanti. Non manca il fondale che si divide fra i numeri del lotto e le nuvole che cambiano colore in base agli umori dei protagonisti e con tanto di improvvisi tuoni a sottolineare l’andamento della vicenda sottolineando la commistione fra realtà e superstizione. Un tocco di aggraziata leggerezza accompagna tutta la commedia con le inconfondibile note del premio Oscar Nicola Piovani. Da non perdere. Repliche fino al 21 dicembre.
Fabiana Raponi

