Grande successo per il "Concerto di Capodanno" al "Mario Foglietti" del capoluogo di regione con l'Orchestra Filarmonica della Calabria diretta dal mestro Filippo Arlia
Iniziare il 2026 con il “Concerto di Capodanno” non può che essere di buon augurio per il suo prosieguo. E’ felice è stata l’intuizione della Fondazione Politeama “Mario Foglietti” di Catanzaro con la sua sovrintendente e direttrice artistica Antonietta Santacroce a portarlo per la prima volta in scena nell’omonimo teatro che ha così registrato il sold out e il conseguente e palpabile desiderio di un pubblico letteralmente “preso” dal voler iniziare un nuovo anno alla grande!
I protagonisti assoluti sono stati l’Orchestra Filarmonica della Calabria diretta in modo impeccabile dal maestro Filippo Arlia senza dimenticare le convincenti perfomances del soprano Laura Fortino e del tenore Leonardo Caimi (entrambi calabresi) con un curriculum di tutto rilievo, le cui interpretazioni, oltretutto, sono state molto apprezzate dagli spettatori. Il repertorio musicale ha messo insieme nella prima parte i tradizionali valzer e polke del prolifico autore austriaco Johann Strauss e nella seconda, invece, le arie tratte dalle opere dei grandi compositori che hanno reso celebre nel mondo la musica lirica italiana che alla fine del 2024 – lo ricordiamo – è divenuta patrimonio immateriale dell’umanità.
Ebbene, s’è iniziato subito con il buon umore con “Die Fledermaus” ovvero “il Pipistrello” e s’è proseguito con il simpaticissimo “Pizzicato Polka” e l’accompagnamento di due musicisti con al seguito triangolo e tamburello tra il sipario e l’orchestra. E giù appalusi e i primi divertiti sorrisi degli spettatori. Poi è stata la volta della famosa “Kaiser Valzer” fino alla “veloce” “Leichtes blut” con il suo ritmo brioso ed incalzante. Dopo è toccato a “An der schonen blauen Donau” ovvero il celeberrimo “Il bel Danubio blu” che oramai è unanimemente considerato come il secondo inno non ufficiale austriaco. E’ un continuum di emozioni crescenti.
Si giunge così alla sorprendente “Im Krapfenwaldl”, una polka francese ispirata alla natura e ai boschi da includere effetti sonori di uccelli tant’è che ancora una volta si forma un altro simpatico siparietto davanti l’orchestra con uno dei musicisti intento a riprodurli con un suono più acuto con un flauto piccolo che ha suscitato naturalmente più di qualche sorriso. E’ l’apoteosi degli applausi, che comunque si succedono alla fine di ogni pezzo.
La prima parte si conclude con l’Ohne Sorgen altra polka veloce e famosa per chiudersi prima della pausa con un’altra trascinante polka “Tritsch Tratsch”.
La seconda parte si apre con l’ouverture della “Gazza ladra” di Gioachino Rossini e la comparsa sul palco per la prima volta del soprano Laura Fortini che intona in modo impeccabile “Mi chiamano Mimì” tratta dalla Boheme di Giacomo Puccini; poi è la volta del tenore Leonardo Caimi che in “Vesti la giubba” interpreta mirabilmente l’incipit di “Pagliacci” straordinaria opera di Ruggero Leoncavallo. In un alternarsi di avvicendamenti tra il soprano e il tenore si arriva al “Canto alla luna” di Dvorak e a “Lucevan le stelle” sempre di Puccini tratto dalla Tosca.
Ritorna la Boheme con: “O soave fanciulla” in cui si ricompone il duetto e si propone il primo “dialogo amoroso” nell’incontro tra Rodolfo e Mimì che si scoprono e si innamorano in un’atmosfera di grande lirismo con la musica ad accompagnare questo momento poetico.
La versione integrale dell’ouverture del “Guglielmo Tell” di Rossini e la chiusura con “Libiamo ne’ i lieti calici” tratta dalla Traviata di Giuseppe Verdi suggellano una bella serata all’insegna di un genere musicale intramontabile con un’orchestra di spessore e di grande valore – segno del fatto che anche a queste latitudini non si è secondi a nessuno – nelle cui fila sono si scorgono dei giovanissimi valenti musicisti che fanno ben sperare per il futuro.
Le conclusioni sono state affidate – fuori programma –, ma d’altro canto era inevitabile, dall’altrettanto celebre “Marcia di Radetzky” di Johann Strauss padre in cui al Politeama di Catanzaro così come al Musikverein di Vienna (e dappertutto) il pubblico diventa l’altro grande ed indiscutibile protagonista che applaude al suono della marcia su indicazione del maestro! Chapeau!

