Andato in scena domenica 25 gennaio 2026, Florian Espace, Pescara
Il programma 2026 del Florian Metateatro di Pescara si apre con uno spettacolo dedicato alla Giornata della Memoria.
Mario Massari mette in scena una trasposizione di “Destinatario Sconosciuto”, romanzo del 1938 firmato dall’autrice statunitense Katherine Kressman Taylor. La struttura epistolare dell’opera di partenza fornisce la base per lo sviluppo di una drammaturgia efficace: in scena, Massari (nei panni di Martin) e Franco Mannella (alias Max) danno vita ad una sorta di dialogo differito, tramite l’interpretazione delle lettere scambiate tra i due personaggi nell’arco di due anni.
Un differimento che opera, certo, nello spazio e nel tempo (i due personaggi sono separati da un oceano di distanza), ma soprattutto dilata la riflessione all’interno delle parole scelte da ciascun parlante. Il dialogo si sgrava della frenesia ritmica delle battute (il confronto serrato del “botta e risposta”) e, unitamente, cede il qui e ora. La situazione scenica abbandona il suo presente realistico, guadagnando la trasparenza dei personaggi, la precisione analitica con cui essi si esprimono e si rivelano: all’altro, a loro stessi e al pubblico.
In questa condizione, l’allestimento scenico impone un disegno collocato al di fuori della realtà fisica, ma non completamente libero di fluttuare nella surrealtà. La regia di Mario Massari centra con rigore ed equilibrio questo punto, proponendo uno scenario asciutto ma capace di evocare.
Uno stretto lucernario occupa il centro della scena: si accende, si spegne o si colora cadenzando tempi interni e momenti emotivi della drammaturgia. Ai lati, due sedie in legno scabro, di un’eleganza claustrale e severa, quasi più emblemi che arredi. A terra, un metodico disordine di fogli bollati.
In questo quadro, gli attori hanno a disposizione un territorio rigido ma sufficientemente ampio in profondità per modulare pose e movimenti, in quella che diviene progressivamente una partita a scacchi tra i due personaggi, una successione di mosse simmetriche.
Max è titolare di una galleria d’arte a San Francisco. Martin, tedesco riparato in America in seguito alla prima guerra mondiale, per oltre dieci anni è stato socio di Max nella gestione della galleria, ma ora ha deciso di tornare in patria. E’ il 1932: dopo gli stenti imposti dalla lenta e sofferta ricostruzione post-bellica, la Germania sembra essere tornata a respirare. Da Berlino, Martin descrive l’ottimismo che percepisce nel suo paese, l’energia fattiva che fa sperare in una rapida crescita economica. La politica cavalca presto questa energia, la manipola, la riorienta nella facile risacca del nazionalismo, della rivalsa e del conflitto.
Lo sfondo storico su cui si innesta il piano privato della vicenda ha dunque valore drammaturgico, venendo a trasformare un rapporto di solida umana amicizia. Max è infatti di origine ebraica …
Lettera dopo lettera, la scena vive un crescendo di tensione vibrante, che esalta la prova dei due interpreti. Il confronto verbale esonda il confine linguistico, si traduce e transustanzia in progressione corporea. La parola scritta dell’epistolario si fa voce e infine carne tramite il teatro, donando resa inconfutabile alla tragica assurdità che accompagna l’orrore del nazismo.
Paolo Verlengia
CREDITS
“Destinatario Sconosciuto”
liberamente tratto dal romanzo di Kressmann Taylor
con Franco Mannella e Mario Massari
regia Mario Massari
luci Mattia di Martino
produzione Piccola Bottega Teatrale (Pescara)
Florian Metateatro, Rassegna “Teatro d’Autore e altri Linguaggi” 2025-26
La Rassegna Teatro d’Autore e altri Linguaggi prosegue il 7 e l’8 febbraio con “Pola. La citta di Pietra prese il Mare” una produzione Florian Metateatro dedicata all’esodo giuliano-dalmata (lo spettacolo sarà replicato in matinée per le scuole dal 9 al 13 febbraio)

