Il debutto nel "Giorno della Memoria" con un concerto che vuol essere un ponte tra musica, parola e storia, per non dimenticare le atrocità del passato
Il Trio di Parma, Alessandro Carbonare e Marco Baliani inaugurano, oggi, martedì 27 gennaio 2026, ore 20.30, la Stagione Concertistica del Teatro Regio di Parma, realizzata da Società dei Concerti di Parma, grazie al sostegno del Comune di Parma, della Regione Emilia-Romagna, del Ministero della Cultura, Sinapsi Group e Chiesi Group, nel primo dei sei concerti che, da gennaio a maggio, vedono protagonisti il Belcea Quartet, Benedetto Lupo, Grigory Sokolov, Gil Shaham con l’Orchestra da camera L’Appassionata, Paolo Fresu e Giovanni Sollima.
“Uno dei doni più straordinari della musica è la sua forza di connettere gli individui, di avvolgerli in un’unica, vibrante esplorazione del suono, delle culture, della storia e, in ultima analisi, di se stessi. Una stagione concertistica, in questo senso, si rivela un vero e proprio viaggio collettivo, un’immersione profonda in un vasto mosaico di esperienze personali e comunitarie, da cui si riemerge arricchiti e rigenerati. In quest’ottica abbiamo guardato al fuoco come metafora di ciò che è primordiale e trasformativo. Il fuoco non è solo calore e luce; è passione ardente, energia creativa e purificazione. Ogni concerto di questa rassegna è un focolare d’emozioni, un luogo dove le note si accendono e si propagano, illuminando l’anima e risvegliando lo spirito. È un fuoco interiore che la musica accende in ognuno di noi, bruciando le barriere e connettendo le persone in un’unica, vibrante sinfonia di sensazioni”.
Giampaolo Bandini Direttore artistico Società dei Concerti di Parma
La Stagione Concertistica del Teatro Regio di Parma debutta martedì 27 gennaio 2026, ore 20.30, in occasione del Giorno della Memoria con un concerto che vuol essere un ponte tra musica, parola e storia, per non dimenticare le atrocità del passato. Sul palco, un ensemble di straordinari artisti darà vita a pagine di Aaron Copland e Olivier Messiaen, in particolare di quest’ultimo il Quatuor pour la fin du temps, capolavoro nato in un contesto di sofferenza, simbolo della resilienza umana. Interpreti speciali ed acclamati di questa serata speciale sono Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’Orchestra di Santa Cecilia e il Trio di Parma, formazione da camera d’eccellenza, composta da tre grandi artisti parmigiani quali Ivan Rabaglia (violino), Enrico Bronzi (violoncello) e Alberto Miodini (pianoforte), insieme a loro Marco Baliani, uno degli artisti più autorevoli del teatro italiano, che guiderà il pubblico nella riflessione storica ed emotiva del brano attraverso i testi lasciati dallo stesso Messiaen. “Quatuor pour la fin du temps è un’opera capitale anche per la sua genesi unica. Composto nel 1940, mentre Messiaen era prigioniero nello Stalag VIII-A in Germania, fu eseguito per la prima volta proprio all’interno del campo, davanti a prigionieri e guardie tedesche. Ispirato a passi biblici dell’Apocalisse, il brano si riferisce alla “fine del tempo” come all’inizio dell’eternità, della trascendenza. Messiaen infuse nell’opera la sua profonda fede, il canto degli uccelli (sua grande passione, simbolo di libertà) e tecniche compositive innovative per creare sonorità uniche e sospese. Ogni movimento del Quatuor è un inno alla speranza e alla capacità dello spirito umano di elevarsi anche nelle condizioni più avverse. È un potente messaggio di resilienza e un monito contro l’orrore, un’opera che rende la musica veicolo di memoria e di riflessione. La serata sarà l’occasione per vivere un’esperienza profonda e toccante, in cui la musica si fa testimone di un passato che non dobbiamo e non possiamo dimenticare”.

