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Teatrionline > Blog > Concerto > Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Víkingur Ólafsson/Daniel Harding e Daniil Trifonov
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Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Víkingur Ólafsson/Daniel Harding e Daniil Trifonov

Redazione Roma
Ultima modifica: 10 Marzo 2026 14:30
Redazione Roma
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Víkingur Ólafsson in concerto, con musiche di Beethoven, Schubert e Bach e Daniel Harding e Daniil Trifonov insieme sul palco ceciliano, con musiche di Brahms e Dvořák.

Al via la settimana ricca di eventi dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Víkingur Ólafsson in concerto, con musiche di Beethoven, Schubert e Bach e Daniel Harding e Daniil Trifonov insieme sul palco ceciliano, con musiche di Brahms e Dvořák.

La Stagione di Musica da Camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ospita mercoledì 11 marzo alle ore 20.30 in Sala Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica), uno degli artisti più celebrati e originali del nostro tempo: Víkingur Ólafsson. Recentemente insignito del GRAMMY 2025 per la sua incisione delle Variazioni Goldberg, Ólafsson torna a Roma con un progetto che è già diventato un caso discografico e concertistico: Opus 109.

Al centro della serata campeggia la Sonata n. 30 op. 109 di Beethoven, capolavoro della maturità in cui l’autore scardina i confini della forma tradizionale alla ricerca di una nuova, suprema espressività. Il programma ideato da Ólafsson non è una semplice successione di brani, ma un dialogo che ripercorre le linee di discendenza musicale che confluiscono in questo vertice del repertorio pianistico. Attraverso accostamenti entusiasmanti, il pianista islandese intreccia le opere di tre compositori: Bach, autore al quale Ólafsson ha dedicato gran parte della sua identità artistica, è presente con il Preludio in mi maggiore BWV 854 e la Partita n. 6, mentre di Schubert verranno eseguiti i primi due movimenti della Sonata D 566.
Il fulcro resta però Beethoven, di cui ascolteremo anche la Sonata op. 90, dal carattere intimo e cantabile, prima di giungere alla catarsi finale dell’op. 109.
Ólafsson ha portato questo programma in una tournée che l’ha visto impegnato nelle maggiori sale d’Europa e del Nord America, confermando il suo status di artista di culto, già premiato con la Medaglia d’Oro della Royal Philharmonic Society e il titolo di Artista dell’Anno da Gramophone. Il concerto ceciliano rappresenta dunque l’occasione per ascoltare dal vivo la limpidezza tecnica di un interprete capace di far risuonare i classici con una modernità senza precedenti.

Víkingur Ólafsson è uno degli artisti “classici” più celebrati del nostro tempo, capace di portare la sua originalità all’interno delle più grandi opere musicali. Nel novembre 2025 Ólafsson ha presentato il suo ultimo album, Opus 109, che pone al centro la Sonata per pianoforte n. 30 op. 109 di Ludwig van Beethoven. In un dialogo musicale illuminante ed entusiasmante con Franz Schubert, Johann Sebastian Bach e altre opere di Beethoven, il programma ripercorre le linee di discendenza che confluiscono in questo capolavoro del repertorio pianistico. Il nuovo programma, molto atteso, sarà portato in tournée nelle più importanti sale da concerto d’Europa e del Nord America.
Nella stagione 2025/26 Ólafsson è stato in tournée negli Stati Uniti con la Philharmonia Orchestra come Featured Artist, oltre a tornare a esibirsi con i Berliner Philharmoniker diretti da Semyon Bychkov e con la Filarmonica Ceca diretta da Antonio Pappano. Si è riunito inoltre a John Adams e alla LA Philharmonic per eseguire After the Fall, il concerto per pianoforte scritto espressamente per lui. Nel 2026 parteciperà alle celebrazioni per il centenario di György Kurtág e sarà artista in residenza presso Cal Performances a Berkeley, California, e al MÜPA Budapest. Le sue incisioni gli sono valse numerosi riconoscimenti, tra cui il Grammy Award 2025 per la Best Classical Instrumental Solo per il suo album dedicato alle Variazioni Goldberg di Bach, il premio di Album dell’Anno della BBC Music Magazine e l’Opus Klassik per la Registrazione Solistica dell’Anno (per due volte). Tra gli altri importanti riconoscimenti figurano la Medaglia d’Oro della Royal Philharmonic Society, il Rolf Schock Prize per la musica, il titolo di Artista dell’Anno assegnato da Gramophone, quello di Strumentista dell’Anno di Musical America, il Premio Musicale del Consiglio Nordico, l’Ordine del Falcone (l’ordine cavalleresco islandese), nonché l’Icelandic Export Award, conferito dal Presidente d’Islanda.

 

Il mese di marzo vedrà il Direttore Musicale di Santa Cecilia Daniel Harding alle prese con Brahms e Dvořák, all’interno di un programma che porterà anche in tournée in Europa. A seguirlo in questo progetto, accanto all’Orchestra di Santa Cecilia, anche un volto noto al pubblico ceciliano: il pianista Daniil Trifonov. Gli appuntamenti romani sono in Sala Santa Cecilia, il 12 e 13 marzo alle ore 20 e il 14 marzo alle ore 18.

Venerdì 13 marzo alle ore 18.30 è inoltre previsto un incontro con Diana Re, all’interno del ciclo Spirito Classico, per approfondire i brani in programma. Un’occasione per avvicinarsi alla musica con un gusto nuovo e per scoprire la storia e il contesto in cui i grandi capolavori hanno visto la luce. La conferenza si svolge in Spazio Risonanze ed è preceduta da un aperitivo.

Pianista vincitore di un Grammy Award, Trifonov ha debuttato a Santa Cecilia nel 2012 come rivelazione nel Gala Rachmaninoff, e da allora è regolarmente ospite dell’Accademia di Santa Cecilia. In questa occasione, Trifonov torna a Roma per misurarsi con il Concerto n. 2 di Brahms, un’opera che per dimensioni e difficoltà rappresenta una vera sfida per ogni interprete. Trifonov è noto non solo per la sua tecnica prodigiosa, che gli è valsa il Premio Gramophone come “Artista dell’anno”, ma anche per un approccio quasi ascetico alla tastiera. In diverse interviste ha dichiarato di considerare la musica come una forma di meditazione, affermando che il suo obiettivo non è mai lo sfoggio di virtuosismo, ma la ricerca di una verità interiore nascosta tra le note.
È proprio questa profondità spirituale a sposarsi con la monumentalità del Concerto n. 2 di Brahms. Scritto in un momento di piena maturità, il brano è una cattedrale sonora in quattro movimenti, dove il pianoforte dialoga con l’orchestra in una trama densa di richiami sinfonici.
La serata prosegue con la Sinfonia n. 7 di Dvořák, un’opera che riflette l’ammirazione sconfinata del compositore boemo proprio per Brahms, che fu suo amico e mentore. Dvořák compose la Settima cercando di unire il rigore formale tedesco con i colori e i ritmi della sua terra.

Il programma non si concluderà con l’ultima replica romana. L’Orchestra di Santa Cecilia, insieme ai due solisti, ha infatti in programma una tournée europea: dal 16 al 21 marzo, il fascino di Brahms e Dvořák toccherà le storiche sale di Budapest, Vienna, Monaco e Amburgo, portando l’eccellenza ceciliana nei centri nevralgici della musica internazionale.

Daniel Harding dalla stagione 2024/25 è il Direttore musicale dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È stato Direttore musicale e artistico della Swedish Radio Symphony Orchestra dal 2007 al 2025, Direttore musicale dell’Orchestre de Paris dal 2016 al 2019, e dal 2007 al 2017 Direttore ospite principale della London Symphony Orchestra. Harding è insignito del titolo di Direttore onorario a vita della Mahler Chamber Orchestra, con la quale collabora da oltre 20 anni. Nel 2024 ha ottenuto un mandato di cinque anni come Direttore musicale della Youth Music Culture al The Greater Bay Area (YMCG). È regolarmente ospite delle più importanti orchestre del mondo, tra cui i Wiener e Berliner Philharmoniker, la Royal Concertgebouw Orchestra, la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, la Staatskapelle di Dresda, la London Symphony Orchestra e l’Orchestra Filarmonica della Scala. Negli Stati Uniti ha diretto la Boston Symphony Orchestra, la Cleveland Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra, la Los Angeles Philharmonic, la New York Philharmonic e la San Francisco Symphony. Nella stagione 2025/26 tornerà a dirigere i Wiener Philharmoniker, la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, l’Orchestre de Paris, la Mahler Chamber Orchestra, la Cleveland Orchestra e i Berliner Philharmoniker a Berlino e al Festival di Pasqua di Salisburgo. Tra le sue ultime incisioni effettuate, segnaliamo “The Wagner Project”, le Sinfonie nn. 5 e 9 di Mahler, Ein Deutsches Requiem di Brahms, brani di Britten con la Swedish Radio Symphony Orchestra e Tosca con l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia (DG 2025). Nel 2002 è stato insignito del titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal governo francese e nel 2017 è stato nominato Officier des Arts et des Lettres. Nel 2012 è stato eletto membro della Royal Swedish Academy of Music. Nel 2021 è stato insignito del titolo di Commander of the British Empire. È un pilota di linea qualificato.

Daniil Trifonov ha compiuto una spettacolare ascesa nel mondo della musica “classica”, come solista, concertista, musicista da camera e compositore. “Ha tutto e di più… tenerezza ed elemento demoniaco. Non ho mai sentito niente del genere”, ha commentato la pianista Martha Argerich. Nato a Nizhny Novgorod nel 1991, Trifonov ha iniziato la sua formazione musicale all’età di cinque anni e ha frequentato la Gnessin School of Music di Mosca come studente di Tatiana Zelikman, prima di proseguire gli studi di pianoforte con Sergei Babayan al Cleveland Institute of Music. La stagione 2025-26 di Daniil Trifonov include tre esibizioni alla Carnegie Hall di New York: ad ottobre vi ha eseguito, con Matthias Goerne, Die schöne Müllerin di Schubert; nel corso della stagione, con il baritono tedesco, eseguirà anche Schwanengesang a Québec City e Boston, e Winterreise a Toronto, Washington, Dallas, Parigi e poi in molte città tedesche e austriache. A novembre, Trifonov è ritornato alla Carnegie Hall insieme a Cristian Măcelaru e all’Orchestre National de France per il Secondo Concerto di Saint-Saëns e il Concerto in Sol di Ravel mentre a dicembre vi si è esibito in recital. Altri momenti salienti della stagione includono un tour in Svezia e Austria col violinista Nikolaj Szeps-Znaider, il Secondo Concerto per pianoforte di Brahms con la Cleveland Orchestra e Franz Welser-Möst, e il Secondo Concerto di Beethoven con la Cincinnati Symphony Orchestra diretta da Mǎcelaru e con la Chicago Symphony Orchestra diretta da Esa-Pekka Salonen. Nel 2011 Daniil Trifonov si è aggiudicato il celebre Concorso Rubinstein di Tel Aviv e il Concorso Čajkovskij di Mosca. Nel 2013 gli è stato conferito il Premio Franco Abbiati, come miglior solista strumentale. Con Transcendental, la raccolta di musiche di Liszt che ha segnato il suo terzo titolo come artista Deutsche Grammophon, Daniil Trifonov ha vinto un Grammy Award come miglior album solista strumentale nel 2018. Nel 2021 è stato nominato ‘Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres’ dal Governo Francese. Daniel Trifonov è ospite abituale dell’Accademia di Santa Cecilia.

12 e 13 MARZO ORE 20, 14 MARZO ORE 18
Sala Santa Cecilia

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
direttore Daniel Harding
pianoforte Daniil Trifonov

Brahms Concerto per pianoforte n. 2
Dvořák Sinfonia n. 7

Venerdì 13 marzo ore 18.30
Spirito Classico: Introduzione all’ascolto con aperitivo
Spazio Risonanze

Jazz&Image, Max Ionata Quartet
Casa del Jazz, Rosario Giuliani Quartet in Love in translation
ULTRA REF, ANNI LUCE
STREMATE E… BEATE?
Teatro India e Teatro Torlonia, Festival Comtemporaneo Futuro

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