Il 24 marzo 2026 si è aperto ufficialmente il Centenario della nascita di Dario Fo
Nel giorno che segna l’apertura ufficiale delle celebrazioni per il Centenario della nascita di Dario Fo, Roma è diventata il cuore pulsante di una giornata dedicata all’eredità artistica, culturale e civile di uno dei più grandi protagonisti del teatro, della letteratura e dell’impegno civile del Novecento. Due momenti distinti – uno istituzionale al mattino presso il Ministero della Cultura, uno di festa collettiva in serata al Teatro Sistina – hanno composto un racconto che attraversa generazioni e linguaggi.
La mattina: il Ministero della Cultura
La giornata ha preso avvio presso il Ministero della Cultura, con un evento istituzionale che ha sancito ufficialmente l’avvio delle celebrazioni. In questa occasione è stato presentato il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario di Dario Fo, insediato il 12 marzo 2026 per decreto ministeriale, con il mandato di coordinare e valorizzare le iniziative dedicate al grande artista su tutto il territorio nazionale.
Il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario di Dario Fo è composto da (in ordine alfabetico):
▪ Alberto Bentoglio, professore ordinario di Discipline dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Milano;
▪ Stefano Bertea, direttore degli Archivi e Project manager della Fondazione Dario Fo e
Franca Rame, nominato Tesoriere del Comitato Nazionale;
▪ Mattea Fo, presidente della Fondazione Dario Fo e Franca Rame, e nominata presidente anche del Comitato Nazionale;
▪ Giovanna Giubbini, sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato;
▪ Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e presidente dell’Università degli Studi di Scienze
Gastronomiche di Pollenzo;
▪ Salvatore Settis, professore emerito di Storia dell’Arte e dell’Archeologia classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.
Nel corso della mattinata si è svolta inoltre la cerimonia del primo annullo filatelico del francobollo commemorativo dedicato a Dario Fo. Il francobollo – emesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) in collaborazione con Poste Italiane – appartiene alla serie tematica “Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano” ed è emesso in occasione del centenario della nascita. Un riconoscimento che consacra Dario Fo tra i massimi interpreti della cultura italiana nel mondo.
La sera: grande serata omaggio al Teatro Sistina
In serata, il Teatro Sistina di Roma ha ospitato una Grande Serata Omaggio a Dario Fo: uno spettacolo corale e aperto, in cui artisti e amici si sono alternati sul palco per un racconto fatto di letture, ricordi, musica e teatro. Non una commemorazione, ma una celebrazione viva, fedele allo spirito di un artista che ha sempre creduto nel potere trasformativo e liberatorio della scena.
La serata è stata condotta dalle figlie del figlio Jacopo, Mattea e Jaele Fo, che hanno espresso con orgoglio e trepidazione l’affetto nostalgico per un nonno fuori dall’ordinario, del quale hanno ricordato aneddoti familiari della loro infanzia e gli incontri con artisti che vedevano arrivare nella casa dei nonni.
Protagonisti della serata artisti ed esponenti della cultura e dell’informazione che hanno espresso un omaggio a Dario Fo ognuno a suo modo, all’insegna di una grande festa per un personaggio che si definiva un giullare ed è un vanto per la letteratura e il teatro italiani.
Carlo Petrini ha ricordato le tante iniziative comuni, Paola Cortellesi ha espresso l’emozione di aver lavorato col maestro, Moni Ovadia ha ribadito un ricordo appassionato, Marco Travaglio ha letto l’articolo scritto al tempo del Premio Nobel, Gad Lerner ha raccontato alcuni aneddoti giovanili quando era compagno di scuola di Jacopo e frequentava la loro casa, Pino Strabioli ha condiviso un commosso ricordo dell’incontro con Dario dopo la perdita di Franca.
E a seguire sul palcoscenico Chiara Francini, Anna Foglietta, Margherita Vicario, Lodo Guenzi, Roberto Rustioni, Eleonora Giovanardi, Marco Ripoldi, Alessandro Federico, Matteo Gatta, Mario Pirovano, Gilberta Crispino, Valerio Aprea, Ascanio Celestini e la Bandabardò, con brani di Mistero Buffo, Coppia aperta quasi spalancata e altri testi teatrali, il discorso di accettazione del Nobel, ricordi, racconti, aneddoti sull’incontro con Franca Rame e il loro instancabile impegno civile e l’assegnazione del Nobel per la Letteratura per il suo teatro che restituiva dignità agli oppressi.
Sul palco anche Jacopo Fo a sostenere le figlie Mattea e Jaele e a duettare con alcuni ospiti.
Del padre ha ricordato l’uso del grammelot, sequenza di suoni che riproduce la sonorità e la cadenza della lingua senza articolare parole di senso compiuto. Dario Fo lo utilizzava quando doveva recitare in lingua inglese, che non conosceva, o negli spettacoli degli Anni ’60 con Jannacci e Louis Armstrong.
Della vita insieme ai suoi eccezionali genitori, Jacopo ha raccontato che il ricordo più bello che conserva del padre è quello del giorno in cui distribuì a 36 associazioni 36 pulmini modificati per disabili acquistati con i soldi del Nobel. E quel giorno Dario era più contento del giorno che aveva ricevuto il Nobel.
La serata è stata organizzata da Mattea Fo e Stefano Bertea per la Fondazione Fo Rame ETS, e da Massimo Romeo Piparo, Direttore Artistico del Teatro Sistina.
La Fondazione Fo Rame ETS nasce per custodire, promuovere e far vivere l’enorme patrimonio artistico e civile di Dario Fo e Franca Rame: un lascito fatto di testi teatrali, affreschi, opere pittoriche, scritti e decenni di impegno politico e sociale. Le celebrazioni del Centenario si inseriscono in questo solco, con l’obiettivo di portare il lavoro di Fo alle nuove generazioni e di riaffermare l’attualità del suo pensiero e della sua arte.
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