La proclamazione il 18 marzo presso il Ministero della Cultura
Le città di Anagni, Alatri, Veroli e Ferentino hanno dato vita all’ambizioso progetto di convergere sotto un’unica denominazione, per valorizzare e promuovere quell’area interna della Ciociaria. È nata così Hernica Saxa, che concorre alla nomina a Capitale italiana della Cultura 2028.
Antonio Ribezzo, presidente della sede ferentinate di Archeoclub d’Italia, è l’ideatore e co-redattore del dossier di candidatura e direttore del progetto – per promuovere la conoscenza e la rinascenza di un territorio in cui la storia degli antichi Ernici è scritta con le pietre delle mura megalitiche delle Acropoli – sotto la denominazione “Hernica Saxa. Dove la Storia lega, la Cultura unisce”. La sua visione è stata accolta dai sindaci Daniele Natalia di Anagni, Maurizio Cianfrocca di Alatri, Germano Caperna di Veroli e Piergianni Fiorletta di Ferentino che, trascurando le differenze, agiscono in simbiosi, accomunati dalle radici storiche e culturali.
Il programma è proiettato verso un futuro di crescita e valorizzazione sinergica del territorio intrecciando cultura, innovazione, recupero di manifestazioni cittadine da estendere a tutto il territorio in un calendario diffuso di eventi identitari comuni.
Archivi, musei, biblioteche e istituti culturali condivideranno risorse, competenze e progettualità per offrire un’esperienza più ricca e completa ai visitatori.
L’innovazione tecnologica sta rendendo i musei accessibili a tutti, con la digitalizzazione di almeno il 30% dei beni culturali, materiali e immateriali, e la costituzione di un grande Archivio Digitale Territoriale per custodire e condividere tradizioni, memorie e competenze.
L’alleanza di 87.000 abitanti, che diventano 465.000 comprendendo i 91 comuni della provincia di Frosinone, accomunati da 2500 anni di storia, si fonda sulla cultura come motore di sviluppo economico e coesione sociale, fino alla creazione di un grande Museo Virtuale delle Città Erniche, il più esteso sistema di mura megalitiche d’Europa, che il progetto intende candidare a Patrimonio UNESCO.
Anche il logo si ispira alle mura poligonali: tre poligoni stilizzati e il quarto a forma di tiara papale per Anagni, la ‘città dei Papi’.
L’Ordine dei Geologi del Lazio ha concesso il patrocinio alla candidatura di Hernica Saxa, condividendo la visione che la geologia sia elemento fondativo dell’identità territoriale.
Il piano economico prevede una compartecipazione del 40% di Anagni, del 20% di ciascuno degli altri comuni, 400.000 euro dalla Regione Lazio, 300.000 euro dai privati per un totale di 5.000.000 di euro, cui si aggiungono 40 milioni di PNRR e i finanziamenti del Giubileo ed europei.
Anagni, capitale della Lega Ernica, città natale di Gregorio IX e Bonifacio VIII, è capofila del progetto.
La Cripta di San Magno nella Cattedrale rappresenta la sintesi pittorica del pensiero medievale, definita “Cappella Sistina del Medioevo”. Sono 21 le volte ripartite da 12 colonne, affrescate con la storia della Salvezza dalla Creazione al Giudizio Universale, oltre a un ciclo sulla Teoria degli Elementi di derivazione platonica con i medici Ippocrate e Galeno, su una superficie di 540 m². Sulle pareti i miracoli attribuiti a S. Magno e le agiografie dei santi sepolti sotto gli altari. Il ciclo pittorico è opera di artisti ignoti di tre botteghe diverse. Accanto alla Cripta l’oratorio di San Tommaso Becket.
Fuori dalle mura, nel monastero delle clarisse di San Pietro in Vineis che ha attraversato alterne vicende, nel 1926 vennero rinvenuti pregevoli affreschi sulla Passione, Resurrezione, San Francesco e santi, in un ambiente posto sopra la navata destra.
Alatri, custode di una delle più imponenti opere di architettura megalitica d’Europa, è interconnessa alla rete culturale del progetto Hernica Saxa.
Il Museo archeologico è presidio culturale di valorizzazione del patrimonio del territorio, dal santuario arcaico al tempietto etrusco-italico, in un percorso che ricostruisce l’identità religiosa, civica e monumentale di Aletrium tra età arcaica e fase romano-repubblicana. Dopo i lavori di rimozione delle barriere fisiche, sensoriali e cognitive, realizzati coi fondi del PNRR cui si affiancano gli interventi di ammodernamento e riqualificazione finanziati dalla Regione Lazio, il Museo verrà riaperto il 16 maggio per la Notte europea dei Musei.
Il centro storico diventa palcoscenico con il Festival Internazionale del Folklore “Flavio Fiorletta” dal 12 al 15 agosto, giunto alla 54ª edizione.
Deriva dalla transumanza il Palio delle 4 Porte nella seconda domenica di settembre, con il lancio di una forma di formaggio.
Di spettacolare coreografia è la Processione del Venerdì Santo con 600 figuranti in costume, che racconta Vecchio e Nuovo Testamento e culmina nella scena recitata della Crocifissione.
A Ferentino, è stato restituito alla fruizione pubblica il teatro romano dopo imponenti lavori di recupero e consolidamento con i fondi del PNRR. Riscoperto nel 1923 dall’archeologo Alfonso Bartoli in un giardino privato, seguendo il profilo curvilineo delle case medievali edificate sulle strutture della gradinata.
Unico edificio teatrale in Ciociaria, insieme alle grandi terme di Flavia Domitilla, attesta il ruolo della città in epoca imperiale come centro di residenza e svago.
A Veroli, la basilica di Santa Maria Salome conserva le reliquie della santa protettrice e la Scala Santa. Nel Seminario, la Biblioteca Giovardiana è la più antica del Lazio meridionale.
Di prossima apertura il Museo archeologico nazionale dei Popoli italici “Amedeo Maiuri” con una sezione dedicata a Ernici, Volsci e Latini.
L’arte si intreccia alla spiritualità nell’Abbazia di Casamari, massima espressione dell’architettura gotico-cistercense, con chiostro e sala capitolare di ispirazione francese.
Tania Turnaturi

