Il sipario è già aperto quando prendiamo posto in platea al Teatro Astra a Torino. Le luci sono ancora accese e la nuda verità del palcoscenico ci accoglie, annullando fin da subito quella rassicurante distanza tra il mondo reale e la finzione teatrale. Poi, lentamente, il buio scende, la sala respira all’unisono e veniamo traghettati su un’isola che possiede i contorni asfissianti e grigi di un labirinto mentale. Siamo già alla deriva, prima ancora che la burrasca abbia fisicamente inizio. Con questa nuova, sontuosa coproduzione (TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile di Catania, Marche Teatro e Tieffe Teatro), Alfredo Arias torna a confrontarsi con il capolavoro testamentario di William Shakespeare a quarant’anni esatti dalla sua storica messinscena ad Avignone. E lo fa spogliando l’opera di ogni facile pittoresco esotismo, per restituircela come una profonda, complessa indagine interiore. L’isola in cui ci perdiamo non è un lembo di terra disperso nell’oceano, ma la mente stessa di Prospero. Le sublimi scenografie curate da Giovanni Licheri e Alida Cappellini costruiscono una sorta di prigione onirica in cui i personaggi si muovono ingabbiati dai propri rancori e dalle proprie illusioni, splendidamente esaltati dai costumi eclettici di Daniele Gelsi, che mescolano le epoche e i codici visivi con grande maestria.
Al centro di questa ragnatela magica troneggia un Graziano Piazza in stato di grazia. Vestito di nero, il suo Prospero è al tempo stesso mago, demiurgo, padre e regista di un gioco di cui egli stesso avverte il peso drammatico. La sua recitazione, fatta di sfumature eleganti e di una vocalità capace di piegarsi a ogni stato d’animo, ci consegna un sovrano in perenne oscillazione tra l’istinto umano della vendetta e la suprema, faticosa catarsi del perdono.
Intorno a lui, una compagnia di eccellente caratura si muove con tempi teatrali perfetti. Guia Jelo ci regala un Ariel dal portamento flebile e persuasivo, intriso di un’ironia sottile che sfocia a tratti in una commovente poesia esistenziale. Sul versante opposto, il Calibano gigantesco e deforme, incarnato con grande intensità fisica ed emotiva da Rita Fuoco Salonia, ci ricorda come anche nella creatura più reietta e disprezzata alberghi il disperato bisogno di liberazione e di riscatto. Guardandoli, Arias ci insinua un dubbio feroce: temiamo sempre che un mostro appaia nelle nostre vite, senza sapere che, forse, quel mostro siamo proprio noi. Quando la magia si esaurisce e Prospero abiura le sue arti spogliandosi del ruolo di creatore per tornare a essere un uomo mortale, il labirinto finalmente si dissolve. Il perdono trionfa sulla vendetta, eppure la regia di Arias ci lascia addosso un’inquietudine vibrante, un interrogativo che ci accompagna ben oltre l’uscita da teatro: siamo noi a essere entrati sull’isola, o è l’isola a essersi inesorabilmente radicata in noi? Uno spettacolo potente, viscerale e necessario, che ci dimostra ancora una volta perché il grande teatro non si limiti mai a raccontare una storia, ma ci costringa ad attraversarla.
Visto il 18 marzo 2026
Teatro Astra – Torino
La tempesta
di
William Shakespeare
traduzione
Agostino Lombardo
adattamento e regia
Alfredo Arias
scene
Giovanni Licheri, Alida Cappellini
costumi
Daniele Gelsi
luci
Gaetano La Mela
con
Graziano Piazza
e con
Federico Fiorenza, Fabrizio Indagati, Franco Mirabella, Marcello Montalto, Luigi Nicotra, Lorenzo Parrotto, Alessandro Romano, Rita Fuoco Salonia, Rosaria Salvatico
e con
Guia Jelo nel ruolo di Ariel
aiuto regia
Marta Cirello
suggeritrice
Raffaella Alterio
direttore di scena
Alessandro Mangano
capo macchinista costruttore
Santo Floresta
primo macchinista
Sebastiano Grigoli
macchinisti
Salvo Melarosa, Manuel Merola, Filippo Tornetta
attrezzista
Elio Di Franco
capo elettricista
Salvo Costa
elettricisti
Marco Gravina, Giuseppe Noè
capo fonico
Giuseppe Alì
fonici
Samuele Di Dio Randazzo, Luigi Leone
allieva scenografa
Lucia Pisana
sarte
Claudia Mollica, Cinzia Puglisi
scene realizzate dal
Laboratorio di Scenografia del Teatro Stabile di Catania
costumi realizzati dalla
Sartoria Gelsi Costumi d’Arte
acconciature e trucco
Alfredo Danese
responsabile area tecnica
Carmelo Marchese
amministratore di compagnia
Fulvio Romano
ufficio stampa
Chiara Chirieleison
foto di scena
Tommaso Le Pera
produzione
Teatro Stabile di Catania, Marche Teatro, Tieffe Teatro, TPE – Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con
Estate Teatrale Veronese

