Lo spettacolo scritto dalla stessa protagonista affiancata da una grande Elena Talenti tiene il pubblico sold out senza fiato fino alla fine. Spettatori entusiasti
Profondamente intima, ironica e divertente, altezzosa e fragile allo stesso tempo da suscitare commozione. Drusilla Foer ovvero la “Venere nemica” che non immagineresti è stato tutto questo e di più in uno spettacolo sbalorditivo che ti lascia senza fiato dall’inizio alla fine nell’ambito della stagione teatrale del Politeama “Mario Foglietti” di Catanzaro di cui è direttrice artistica e sovrintendente Antonietta Santacroce.
Lo spettacolo scritto dalla stessa Drusilla e da Giancarlo Marinelli per la regia di Dimitri Milopulos ci fa “scoprire” una Venere che in quanto dea è immortale e che purtuttavia vive tutte le contraddizioni di un personaggio che con i suoi “alti e bassi” potrebbe senza dubbio “immedesimarsi” ad un “mortale” come lei definisce in modo sprezzante tutti gli esseri umani. Ne ha per tutti e non risparmia nessuno, salvo poi “invidiare” la condizione di chi ama ed è amato, di chi riceve attenzioni e chi meno che sono proprie dell’essere umano. In lei però non verrà mai meno la vanità e giungendo a Catanzaro che citerà in un passaggio all’inizio dello spettacolo le preferirà Parigi dove, naturalmente, la vanità è di casa. Cosicché lontano dall’Olimpo non sarà più tenuta in considerazione dagli altri Dei tra cui Athena e Marte in particolare, le divinità della guerra con cui avrà delle fugaci conversazioni ed incontri. Ma tutta la storia ruota intorno alla figura di Psiche, – e alla favola di Apuleio: “Amore e Psiche” rivista, naturalmente, in chiave moderna – donna bellissima e ambita da tutti gli uomini e che per uno strano gioco del destino fa finanche perdere la testa al figlio Amore a cui vuole legarsi.
E, come spesso accade, ecco dunque come si ripropongano temi prettamente umani a cui Venere non si sottrae, quali appunto: il riproporsi dell’“odio” di una suocera nei confronti della nuora, le gelosie di una madre verso un figlio a cui cerca di non fargli mancare niente e che lo mette sia pure in guardia nei riguardi della propria amata. Abile “voce della coscienza” è stata una grande Elena Talenti nel suo ruolo da cameriera sempre devota a cui però non manca di evidenziare a Venere, talvolta in modo perentorio, il rispetto che anche una Dea deve agli abitanti della Terra con cui spesso si confronta e ci si identifica ma a cui altrettanto spesso si contrappone per mantenere “le distanze” tra chi ci sarà per sempre e chi è “limitato”, suo malgrado, dalle sue “ristrettezze temporali”.
Lo spettacolo dunque, godibilissimo, tra una scenografia essenziale in cui prevalgono gli giochi degli specchi e delle luci, nonché le canzoni e le danze del duo “Drussilla – Talenti” soprattutto alla fine, fanno “esplodere” il teatro – sold out – in uno scrosciante e convincente applauso per diversi minuti. Chapeau!

