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Teatrionline > Blog > Prosa > Spazio Rossellini, Elena Bucci in Non sentire il male
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Spazio Rossellini, Elena Bucci in Non sentire il male

Redazione Roma
Ultima modifica: 29 Aprile 2026 11:55
Redazione Roma
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Martedì 5 maggio 2026 ore 21.00

SPAZIO ROSSELLINI
Spazio Solo

Martedì 5 maggio 2026 ore 21.00
NON SENTIRE IL MALE
dedicato a Eleonora Duse
di e con Elena Bucci
disegno luci per il teatro Maurizio Viani
disegno luci in altri spazi Loredana Oddone
cura del suono Raffaele Bassetti, Franco Naddei
nella versione concerto le musiche sono composte ed eseguite dal vivo al pianoforte da Andrea Agostini
assistenza al progetto Nicoletta Fabbri e Gaetano Colella
produzione Le belle bandiere
con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi
grazie a Walter Pretolani per avermi suggerito l’idea e avermi sostenuto nei primi passi
grazie a Claudio Meldolesi e Laura Mariani per essere stati presenti alla prima prova aperta e avere contribuito con il loro lavoro alla drammaturgia

Nell’ambito della rassegna Spazio Solo, lo Spazio Rossellini ospita martedì 5 maggio 2026 alle ore 21.00 NON SENTIRE IL MALE dedicato a Eleonora Duse, di e con Elena Bucci. Un appuntamento perfettamente in sintonia con la vocazione di Spazio Solo, che pone al centro l’interprete e la potenza primaria della parola in scena.
Scritto, diretto e interpretato da Elena Bucci, lo spettacolo si configura come un attraversamento intimo e stratificato dell’eredità dusiana, sottraendola alla retorica celebrativa per restituirla come presenza inquieta, corpo di voce e di pensiero.

Note di Elena Bucci
Eleonora Duse, nata nel 1858 e morta nel 1924, fu attrice e capocomica. La libertà del suo agire rivoluzionò e sconvolse il teatro del suo tempo. Detestava le biografie, le autobiografie, i centenari e le commemorazioni. Per me, fu anche una grande donna.
Incontrai Eleonora, come una maestra fantasma, quando cercavo la mia strada di autrice in un palazzo abbandonato tra le campagne. Da allora mi ha sempre accompagnato e illuminato nel corso di tante repliche che sono cambiate con me, da Milano a Roma, da Venezia a Mosca, a Parigi.
Questo lavoro mi accompagna da anni e cambia con me fin da quando uscii dalla compagnia del mio maestro Leo de Berardinis, quando cercavo una strada personale, una scrittura, una visione. C’è un tempo della vita in cui non bastano più mestiere, tecnica, lavoro, ma ci si domanda dove ci portino e cosa c’è oltre e altrove. Io ero proprio lì, quando, parlando con un amico sapiente, mi sono accorta che gli scritti e il pensiero della Duse mi avevano accompagnato per tutta la mia vita teatrale. Ho cercato un luogo che mi parlasse e dei compagni generosi, e dedicando questo lavoro a lei ho raccolto i fili delle mie inquietudini, sperando che non fossero solo mie. Non avrei mai avuto il coraggio di questa solitudine senza il calore degli amici e di questo li ringrazio. Non è stato per amor di stravaganza che ho cominciato questo lavoro in un luogo – il Palazzo di San Giacomo a Russi, in stato di abbandono – pieno di memorie storiche e personali. Dovevo creare tutte le condizioni perché fosse possibile l’intensa trasformazione che volevo. Ora si è situato in profondità e con precisione in un luogo interiore che, pur modificando il linguaggio e l’espressione, posso rintracciare in ogni momento. Lo spettacolo è davvero scritto nel corpo, senza retorica, ed è questo che cercavo, e questo è il cuore del mio lavoro su Eleonora Duse, immaginata nel momento in cui, malata e sostituita da Gabriele D’Annunzio nella Figlia di Iorio, prende il copione e recita tutte le parti, tutte le scene, tutte le figure, davanti allo sguardo allucinato di Matilde Serao, puntuale e quasi invadente osservatrice e testimone. Forse in quel momento la Duse, che recitando guariva dai danni della vita, provava a liberarsi e a vedere oltre la materia necessaria, odiata e amata, del teatro: le scene, i costumi, gli attori…forse sognava di poter volare per un attimo, come le altre arti tentavano, in uno spazio dove fosse possibile il teatro senza corpo e senza voce, libero dalla poesia inevitabile della sua continua distruzione nel qui e ora. Liberandosi della materia del teatro, forse si rinnova il contatto con la vita, da lei sempre inseguito e sfuggito.
Ho attinto a lettere, scritti, testimonianze indirette che percorrono tutto l’arco della sua vita, ed il criterio di scelta è stato assolutamente personale, pur nel tentativo di comprendere e rispettare.
E inevitabilmente, tentando di essere medium di qualcosa che si è molto amato, si parla di sé.
Ho cercato di liberarmi da immagini indotte, stereotipi affascinanti, tentazioni estetiche e credo di avere trovato, nel coraggio e assoluta libertà di lei, una forza preziosa nell’accantonare regole e convenzioni.
Allo stesso tempo, ho lavorato perché fosse possibile, anche a chi non ne avesse mai sentito parlare, attingere a qualcosa di lei.
Attraverso Eleonora sono passate tante donne, nascoste in chissà quali pieghe della mia memoria.

Il presente multiforme
Lo spettacolo esiste in molte versioni: per il teatro, con il disegno luci di Maurizio Viani che, nella sua duttile intelligenza, può adattarsi a diversi spazi; in concerto con musiche dal vivo; itinerante con allestimenti speciali per spazi non prettamente teatrali come palazzi, ville, luoghi particolari.

Elena Bucci
Attrice, autrice e regista, lavora con Leo de Berardinis per quattordici anni e fonda con Marco Sgrosso la compagnia Le belle bandiere. Dirige e interpreta testi classici e contemporanei, crea drammaturgie originali e progetti dedicati alla storia delle arti, delle comunità, dei luoghi dove dialogano artisti di diverse discipline e vengono restituiti al pubblico, teatri e spazi dimenticati. Fra i premi: Ubu per le interpretazioni di sue drammaturgie e regie, Ubu per il lavoro con Claudio Morganti, Premio Eleonora Duse, Premio Hystrio – ANCT, Premio Valeria Moriconi, Premio Hystrio Altre Muse, Premio ETI Gli olimpici del teatro, Premio Viviani, Premio ERF alla carriera. Lavora con registi, musicisti, scrittori, danzatori, studiosi, partecipa a film d’autore e scrive e interpreta testi per radio e televisione. Collabora con teatri nazionali, festival, compagnie, teatri di tradizione e innovazione. Si occupa di formazione presso università e accademie e pubblica su volumi e riviste.

Video trailer

Video trailer 2024

Lo spettacolo va in scena nell’ambito di SPAZIO SOLO – Teatro e danza al singolare.
Rossellini Spazio Solo è un progetto curatoriale dedicato alla valorizzazione di artiste e artisti autorevoli della scena nazionale che eleggono la forma del monologo a dispositivo privilegiato di indagine, espressione e relazione con lo spettatore. Il progetto muove dall’assunto che il “solo” non rappresenti una sottrazione ma una concentrazione di energia scenica: uno spazio essenziale in cui parola, corpo e presenza si fanno fulcro assoluto dell’esperienza teatrale.
Privo di mediazioni, il monologo istituisce un rapporto diretto, intimo e radicale tra chi agisce la scena e chi la attraversa con l’ascolto. Rossellini Spazio Solo accoglie creazioni di teatro e di danza offrendo visibilità a scritture sceniche e interpretative nelle quali lo spazio performativo ritorna alla sua forma primaria e necessaria: un corpo, una voce, una storia condivisa.
Tutti gli appuntamenti di Spazio Solo, sono consultabili a questo link: https://www.spaziorossellini.it/2025/spazio-solo/

INFORMAZIONI
Biglietti:
intero online: €14,50 + d.p.
intero botteghino: €15,00
ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12,00
Biglietteria e bar interno, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Biglietti online su Ticketone.
Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70
Spazio Rossellini
Via della Vasca Navale 58 – Roma
Tel. 345 2978091
www.spaziorossellini.it
info@spaziorossellini.it
Sono previste riduzioni, promozioni e agevolazioni

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