Successo straordinario della "Carmen" di Gades-Saura al parco archeologico Scolacium di Borgia (Catanzaro). Pubblico entusiasta
Danza, musica, teatro sono tutte inscindibilmente racchiuse nella “Carmen in flamenco” dell’omonima compagnia di Antonio Gades da aver reso una serata del tutto incantevole al parco archeologico di Scolacium a Roccelletta di Borgia (Catanzaro).
Oltretutto, la perfetta sincronia dei ballerini di flamenco che “percuotono” con i movimenti dei piedi gli assi di legno del palco, la grazia e il voluttuoso movimento delle loro mani e dei loro corpi hanno rappresentato quanto di più bello si potesse assistere della cultura della regione spagnola dell’Andalusia, da ipnotizzare non poco il numeroso pubblico presente.
L’opera – che porta la firma di Gades per quanto concerne la coreografia e Saura per la regia – portata all’aperto sul palcoscenico di un luogo suggestivo con una scenografia essenziale nell’ambito della rassegna “Armonie d’arte 2026” diretto da Chiara Giordano, ha aggiunto così un tocco di magia in più. Frutto dell’interpretazione del racconto di Prosper Merimée con la partitura dell’omonima opera di Georges Bizet è stato uno spettacolo nello spettacolo da lasciare il pubblico calabrese col fiato sospeso rispettando così ampiamente – semmai ce ne fosse stato bisogno – le aspettative della vigilia. Eh si, spettacolo nello spettacolo, perché la storia è ambientata nel contesto di una compagnia di danza e lo spettacolo inizia proprio con i ballerini che provano una versione di Carmen davanti a sette specchi.
Gli interpreti principali, Esmeralda Manzanas nel ruolo della zingara Carmen e Alvaro Madrid nel ruolo del soldato José, sono stati in grado di esprimere ogni genere di sentimento. Cosicché gioia, rabbia, passione e disperazione s’intravedevano dagli sguardi dei due protagonisti ma ciascun ballerino si liricizzava a sua volta ponendo in essere gli stessi atteggiamenti: dalla postura dei corpi, a quegli stessi sguardi intensi. Un corpo di ballo che rappresentava un’autentica “macchina da guerra” dunque, i cui danzatori rispettavano i tempi e gli spostamenti di ciascuno, tutti perfettamente allineati. Nondimeno, naturalmente i chitarristi Alberto Fuentes e José Romero che con naturalezza disarmante sono stati parte integrante di questa fantastica performance senza dimenticare i tre cantanti al seguito quali: Alfredo Tejada, Enrique Bermudez e Israel Paz.
In questo contesto particolare, anche i silenzi “riempivano” la scena. Nulla è stato lasciato al caso. Gli spettatori, a loro volta, si sono calati nelle storie di questi due giovani: lei, ammiccante, vestita sempre di quel rosso vivo espressione di una passione mai tenuta a bada e lui, austero, con una camicia bianca a dettare le regole del gioco, fino a quando ha potuto.
Alla fine, infatti, la bellezza struggente di lei e la gelosia di lui non lo fanno più ragionare da infliggerle improvvisamente diverse coltellate su tutto il corpo fino a farla stramazzare al suolo, morente. Siamo alla fine. Applausi convinti di un pubblico entusiasta completano una serata che difficilmente potrà essere dimenticata!

