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Teatrionline > Blog > Danza/Balletto > Accademia Filarmonica Romana, ASTOR. Un secolo di tango
Danza/Balletto

Accademia Filarmonica Romana, ASTOR. Un secolo di tango

Redazione Roma
Ultima modifica: 23 Settembre 2026 16:25
Redazione Roma
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Dal 30 settembre al Teatro Olimpico il "concerto di danza" del Balletto di Roma omaggio a Piazzolla

Accademia Filarmonica Romana e Teatro Olimpico portano in scena da mercoledì 30 settembre al 2 ottobre (ore 20.30) l’allestimento rinnovato, intenso e coinvolgente, di ASTOR – Un secolo di tango, spettacolo del Balletto di Roma dedicato ad Astor Piazzolla.

ASTOR segna l’apertura degli spettacoli della Filarmonica Romana in collaborazione con il Teatro Olimpico; fino ad aprile in programma non solo la danza, ma anche musical, teatro e clownerie, fra novità e riprese.

Prossimo allo straordinario traguardo delle 100 recite tra Italia e l’estero, Astor. Un secolo di tango si presenta in una versione originale che attraversa la vita e l’universo artistico del maestro: la sua musica, gli incontri e le esperienze che ne hanno alimentato la straordinaria creatività, contribuendo a trasformarlo in una leggenda e nel simbolo di una nuova idea di musica.

A guidare questo percorso, nato dal concept di Luciano Carratoni, con la regia dell’argentino Carlos Branca e la coreografia di Valerio Longo, sono la musica dal vivo di Mario Stefano Pietrodarchi, al bandoneón e alla fisarmonica, la voce narrante di Vincenzo Bocciarelli e la presenza di Leonardo e Cristina Elias, interpreti della tradizione più autentica del tango, insieme agli otto Solisti del Balletto di Roma.
Nato nel 2021 in occasione del centenario della nascita di Piazzolla, ASTOR racconta un viaggio. Ambientato simbolicamente in un porto, un luogo sospeso tra partenze e approdi, tra onde e vento, dove chi parte porta con sé il desiderio di trovare una nuova terra e una nuova possibilità di rinascita. È il viaggio compiuto dai genitori di Piazzolla dall’Italia nei primi del Novecento, ma anche quello, universale, di tutti coloro che nel viaggio hanno cercato e continuano a cercare una nuova speranza.
Il vento e il mare diventano così la musica invisibile che accompagna Piazzolla per tutta la vita, sospingendone la ricerca dall’Argentina agli Stati Uniti fino all’Europa, attraverso l’esplorazione e la contaminazione di linguaggi musicali differenti. Da questo incessante processo di ricerca nasce il Tango Nuevo, una rivoluzione capace di fondere tradizione e innovazione, memoria e libertà.

Figlio di migranti italiani, Piazzolla reinterpreta la tradizione trasformandola in ricerca, sperimentazione e modernità, lasciando alla storia un’idea di libertà di cui l’arte, da sempre, si nutre. Una creatività inizialmente ostacolata nella sua Argentina, ma destinata a essere riconosciuta e celebrata in ogni parte del mondo.
È da questa visione che nasce il nuovo allestimento del Balletto di Roma, da sempre impegnato nell’esplorazione e nella contaminazione dei linguaggi della danza. La coreografia di Valerio Longo mette in relazione la tradizione del tango con la danza contemporanea non attraverso la riproduzione delle sue forme iconiche, ma lasciandosi guidare dalla musica di Piazzolla e dagli arrangiamenti originali di Luca Salvadori. Il suo linguaggio coreografico diventa così il punto d’incontro tra due mondi: il gesto della tradizione si apre alla libertà del movimento, mentre la contemporaneità ritrova nella tradizione una materia viva da trasformare.
I costumi di Silvia Califano e le luci di Carlo Cerri accompagnano il pubblico in una dimensione scenica senza tempo e senza confini, dove musica, danza e teatro si incontrano e gli abbracci del Tango Nuevo diventano il simbolo di nuovi incontri, nuove speranze e nuove visioni, verso un possibile Nuevo Mundo.

“Astor. Un secolo di tango – racconta il coreografo Valerio Longo – è uno spettacolo di intrecci, di magie tra musica e danza, dove si è voluto percorrere quello che è il valore dell’intreccio musicale di un grande artista come Astor Piazzolla nella sua ricerca di contemporaneità, partendo da una musica profondamente innovativa arrivando poi a un gesto che non è soltanto movimento, ma anche interpretazione. La danza contemporanea va vicino alla danza storica del tango e si contaminano a vicenda, così come la musica di Piazzolla è stata contaminata da tutto ciò che lui viveva”. “La magia del tango – prosegue il regista Carlos Branca – sta nel capire l’anima umana, un’anima attraversata e unita da tante cittadinanze… Il tango ci parla di questa unione, di questo abbraccio, di questa fusione di corpi e ci dice che l’uomo è uguale in tutto il mondo, vive di emozioni, di fragilità e di forza”.

ASTOR – Un secolo di Tango, dopo il debutto a Roma, sarà in scena il 30 ottobre al Teatro San Domenico di Crema e in tournée in altri teatri italiani. La produzione dello spettacolo gode del patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia.

Biglietti: a partire da 21,70 euro comprensivo di prevendita. Riduzioni per gruppi, compagnie e Cral, contattando ufficiopromozione@teatroolimpico.it

Info: filarmonicaromana.org / teatroolimpico.it , tel. 342 9550100, promozione@filarmonicaromana.org / ufficiopromozione@teatroolimpico.it

:::::::::::::::::::

Valerio Longo. Nato a Roma il 28 novembre 1976, si diploma nel 1994 presso il Liceo Coreutico di Torino. Durante gli anni di formazione prende parte alle produzioni del Teatro Nuovo di Torino, della Compagnia Danza Prospettiva di Vittorio Biagi e successivamente del Balletto di Toscana diretto da Cristina Bozzolini. Nel 2001 entra a far parte della compagnia Aterballetto, con la quale lavora fino a luglio 2018 come interprete e coreografo. Parallelamente, a partire dal 2004, avvia la propria ricerca coreografica, realizzando creazioni per Aterballetto, Scapino Ballet Rotterdam, Teatro Massimo di Palermo, Artemis Danza, Kaos Balletto di Firenze, Padova Danza Project, Eko Dance International Project, Teatro Massimo Bellini di Catania, Teatro Gioco Vita di Piacenza, Balletto di Toscana e MM Contemporary Dance Company. Nel 1992 è vincitore del concorso “Giovani talenti” di Chiavari e nel 1996 del concorso “Vignale Danza”. Nel febbraio 2018, su segnalazione della giornalista e critica di danza Silvia Poletti, riceve alla Fortezza da Basso di Firenze il Premio alla Carriera “Danzainfiera”. Dal 2013 svolge attività di formazione all’interno dei progetti Educational della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, conducendo laboratori di danza e coreografia per studenti e professionisti in diversi centri italiani. Durante la sua carriera ha collaborato con musicisti e compositori come Bruno Moretti, Stefano Bollani, Mauro De Pietri, Luciano Ligabue, Gianni Bella e Mogol, con registi, scenografi, artisti visivi e fotografi quali Carlo Cerri, Fabrizio Montecchi, Angelo Davoli, Bruno Cattani, Paolo Porto e Fabian Albertini, oltre che con stilisti come Guglielmo Capone, Maurizio Millenotti e Silvia Califano. Nel 2015, a Reggio Emilia, crea una performance per la mostra Angelo Davoli work in progress, a un anno dalla scomparsa dell’artista, replicata a Parma nel 2016. Il 28 agosto 2018 presenta l’intervento artistico Res et Imago al Giardino del Castello di Bianello (Quattro Castella). Il 18 agosto 2021 firma la performance Nella notte, in dialogo con le opere di Ettore Frani per il Camerino Festival, replicata il 25 agosto 2022. Da settembre 2018 avvia la collaborazione con la Fondazione Reggio Children come rappresentante del settore movimento. Nello stesso anno fonda il progetto Radici – Sharing Coreografico, con sede centrale a Bologna e una rete di sedi satellite in Italia, concepito come un percorso innovativo di formazione per le nuove generazioni. Dal 2018 è anche coreografo associato dell’agenzia Performazioni Cinetiche e coideatore di numerosi eventi, tra cui Don(n)a – Danze e riflessioni al femminile (2019, Teatro Comunale di Sasso Marconi) e Il Circo che danza – Movimento di danza e circo contemporaneo (2024, Teatro Parioli Costanzo, Roma). Nel 2019 diventa rappresentante nazionale della FDC Future Dance Carrier, agenzia nata in Svizzera nel 2017 per l’inserimento professionale dei danzatori in ambito europeo. Nello stesso anno inizia la collaborazione con l’Associazione Cinqueminuti a Reggio Emilia, all’interno del progetto Azioni di Comunità/Networking del reale. Sempre nel 2019 è ospite al Festival Colours di Stoccarda diretto da Eric Gauthier e firma per il Teatro Massimo di Palermo due lavori commissionati: Plasma e Quadro Ravel. A settembre 2019 crea per il Balletto di Roma la coreografia L’Albero dei sogni sulle musiche di Riccardo Joshua Moretti. Dal 2020 è vicedirettore e coreografo associato del Balletto di Roma e coordinatore del nuovo corso di avviamento professionale CAP. Nel febbraio 2021 debutta Il Piccolo Re dei Fiori, fiaba per musica, ombre e danza, coproduzione Balletto di Roma–Teatro Gioco Vita. A luglio 2021, a Civitanova Danza, presenta la nuova produzione del Balletto di Roma Astor. Nel 2022 crea Rebirth, commissionata e interpretata dall’étoile Rebecca Bianchi, con la partecipazione di Michele Satriano e altri solisti, e le coreografie per l’opera La Gioconda al Teatro di Maribor in coproduzione con l’Arena di Verona, con regia di Filippo Tonon. Nel dicembre 2022 debutta a Genova, Sala Maestrale dei Magazzini del Cotone. Tra le creazioni più recenti: lo spettacolo Eco kai Narcissus (2024, Teatro Quirino De Giorgio, Vigonza), La Gioconda (2025, Teatro Lirico di Cagliari), e il ritorno al Teatro Antico di Taormina con Astor. Un secolo di Tango (agosto 2025). Dal 2022 al 2024 ha inoltre ricoperto la carica di direttore del Centro di Produzione Circo Contemporaneo Lazio. Nel triennio 2025-2027, è direttore artistico della rassegna “Tevere in Danza” sostenuta dal Ministero della Cultura.

Carlos Branca. Regista di teatro e di opera lirica, docente e attore. Nato a Buenos Aires si è diplomato alla Scuola di Teatro di Buenos Aires diretta da Raul Serrano, col quale ha collaborato in numerosi progetti. Ha studiato regia di opera lirica all’Istituto Superior de Arte del Teatro Colon. Trasferitosi in Italia nel 2006, ha realizzato regie nei principali teatri italiani. Come regista di opera lirica, ha diretto Il barbiere di Siviglia nel Teatro Lola Membrives di Buenos Aires; ha diretto per l’Istituto Superiore d’Arte del Teatro Colon Il sogno di Ulisse” di Bruno D’Astoli e La Dirindina di Scarlatti. Nella stagione 2005 ha diretto La scala di seta di Rossini nel Teatro Avenida e l’opera Tlausicalpan (prima mondiale) di Mastronardi nel Teatro Argentino di La Plata che nel 2006 ha ricevuto il premio della critica come miglior opera argentina dell’anno. Con il compositore Luis Bacalov ha realizzato numerosi lavori, fra i quali si segnala: Estaba la Madre, dal successo mondiale, Concierto Baires, Y Borges cuenta que…, Una Di-Vino comedia, Mi Buenos Aires querido. Tra i lavori più recenti: Una vita da film: Luis Bacalov con Maria Grazia Cucinotta e Vittorio De Scalzi, al Ravenna Festival 2020; Sueno que duermo con Carlos Belloso, tournée italiana e a Parigi, 2020; Y Borges cuenta que… opera-balletto di Luis Bacalov con regia di Giorgio Barberio Corsetti, recitando il ruolo di Jorge Luis Borges con l’orchestra francese Lutetia, a Parigi, e con l’Accademia Chigiana di Siena; la regia di Mi Buenos Aires perdido con Andrea Giordana e su musica di Giorgio Carnini, al Conservatorio Santa Cecilia di Roma 2019. Come attore ha interpretato diversi ruoli di teatro classico e contemporaneo internazionale e argentino.

Il Balletto di Roma nasce nel 1960 dal sodalizio artistico tra due icone della danza italiana, Franca Bartolomei e Walter Zappolini. La struttura promuove da sempre la produzione e la diffusione della danza d’autore italiana in Europa e nel mondo, con un repertorio attento oggi all’innovazione e alla ricerca, fondata sulla storia e la tradizione che l’hanno resa famosa. Nel corso dei suoi 66 anni di vita, ha visto susseguirsi prestigiose collaborazioni e molteplici anime creative, che hanno contribuito a far crescere l’attività produttiva sia in termini di quantità che di qualità delle opere allestite, con un crescente consenso di pubblico. Con il passare del tempo il Balletto di Roma ha costruito un modello produttivo unico e originale nel suo genere in Italia, volto alla preservazione del repertorio della Compagnia e al rinnovamento dello stesso, attraverso il sostegno della creatività coreografica e il mantenimento del livello tecnico e interpretativo dei danzatori. Oltre alla produzione di spettacoli, ramo caratterizzante dell’azienda, il Balletto di Roma promuove la formazione a 360 gradi con un impegno parallelo che converge in un unico brand di eccellenza nel panorama culturale italiano e che si pone come unico obiettivo, la crescita delle nuove generazioni di danzatori e il loro riconoscimento formativo e professionale a livello internazionale. Un progetto sostenibile grazie al contributo di Enti pubblici (Stato/MIC, Regione Lazio, Roma Capitale, Comunità Europea, Istituti Italiani di cultura) insieme al gradimento del numeroso pubblico al botteghino che accorre ogni anno ad applaudire i numerosi spettacoli programmati sia in Italia che all’estero. L’attuale profilo della struttura è frutto della conduzione manageriale di Luciano Carratoni, che fin dai primi anni duemila ha indirizzato gli orizzonti verso una crescita artistica che ha portato nel 2018 ad un significativo cambio generazionale nominando alla direzione artistica Francesca Magnini, ampliandone così gli obiettivi generali coinvolgendo enti, istituzioni e prestigiose università italiane ed estere in un importante processo di dialogo e confronto per un costante e continuo rinnovamento. Oggi la struttura cura e sostiene le nuove generazioni con un brand di qualità riconoscibile nel panorama nazionale e internazionale, da sempre impegnato a promuovere l’immensa cultura italiana all’estero, come per il China Tour 2023, dove con lo spettacolo Giulietta e Romeo (coreografia di Fabrizio Monteverde) il Balletto di Roma ha ricevuto il Premio Eccellenza Italia nell’ambito dei China Awards 2023. Premio che ha dato slancio a sviluppare un secondo tour nel 2024 e un terzo nel 2025, anno in cui la struttura festeggia anche i suoi 65 anni di attività.
Il Balletto di Roma è riconosciuto Marchio Storico d’Interesse Nazionale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy; dal 2024 è membro dell’Associazione Marchi Storici d’Italia e dal 2026 qualificato come Impresa culturale e creativa.

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