Da quindici anni, Tekhné Teatro porta in Piemonte il primo festival teatrale e performativo interamente dedicato all’ambiente, un percorso prezioso portato avanti oggi dalla XV edizione di Earthink Festival, intitolata #GocciaAGoccia. Il festival si conferma uno spazio fondamentale in cui arte, ambiente e cittadinanza entrano in profondo dialogo per interrogarsi su come abitare il presente. Domenica 27 settembre, in occasione della Giornata Nazionale dei Fiumi, la rassegna ha regalato al pubblico un evento straordinario intitolato “La memoria dell’acqua”. Finanziato nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo! 2026”, l’appuntamento ha rappresentato il momento conclusivo di un intenso laboratorio di drammaturgia e creazione partecipata svoltosi nei giorni precedenti all’interno del Parco del Meisino, un autentico gioiello di biodiversità del nostro territorio.
Lo spettacolo si inserisce organicamente nella più ampia cornice di Atlante delle Rive, un progetto nato da un’idea di Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo e realizzato da Jolefilm. Come illustrato con passione da Emanuele Regi di Atlante delle Rive, l’iniziativa si propone di indagare il profondo legame tra i paesaggi d’acqua e le comunità che li abitano, raccogliendo le memorie che attraversano i territori.
L’esperienza vissuta domenica è stata molto più di un semplice evento performativo: si è trattato di una vera e propria passeggiata narrativa immersiva. Grazie all’uso di cuffie bluetooth, i partecipanti hanno potuto vivere la magia della scoperta del bosco in una dimensione al contempo intima e corale. È stata un’opportunità unica e preziosa per risignificare il proprio rapporto con il fiume, con il parco e con la natura circostante. Tutto questo è stato reso possibile dalla sensibile drammaturgia di Serena Bavo, direttrice artistica del festival. Autentica tessitrice di parole e di visioni, Bavo ha saputo intrecciare con maestria le trame, i ricordi e le sensazioni che i cittadini partecipanti al laboratorio hanno portato e condiviso durante l’intera settimana di lavoro sul campo.
Al termine della performance, lo spazio dell’immaginazione ha lasciato il posto a un processo fondamentale di cittadinanza attiva partecipata: un dibattito di altissimo profilo moderato da Emanuele Regi. Al tavolo di confronto hanno preso parte la stessa regista Serena Bavo, la Dott.ssa Fernanda Moroni, Dirigente tecnico dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, e la Prof.ssa Elena Vallino, docente di Economia Ambientale presso l’Università degli Studi di Torino. Si è trattato di un’occasione importantissima di confronto, scambio e conoscenza; un momento in cui l’appropriazione del territorio è passata attraverso il rigore delle nozioni tecniche e scientifiche, fondendosi indissolubilmente con le visioni, le sensazioni e i sentimenti condivisi dai presenti.
Iniziative come “La memoria dell’acqua” riescono a esprimere in modo tangibile tutta la bellezza, la risignificazione e la riappropriazione identitaria e unica del fiume, del bosco e del nostro paesaggio, dimostrando come la cultura possa concretamente contribuire a generare un cambiamento profondo.

