Il magico mondo dell’operetta con i giovani artisti di Fabbrica in Un mari à la porte e La Chatte métamorphosée en femme di Jacques Offenbach, 22 e 23 gennaio (ore 20.00)
Debutta al Teatro Nazionale di Roma Il magico mondo dell’operetta con i giovani artisti di Fabbrica – Young Artist Program in Un mari à la porte e La Chatte métamorphosée en femme di Jacques Offenbach: il nuovo allestimento firmato dal Teatro dell’Opera di Roma va in scena il 22 e 23 gennaio (ore 20.00).
Una nuova produzione che per la prima volta porta l’operetta al Nazionale e che rappresenta il prodotto del percorso sostenuto da Banca del Fucino, che fin dal 2016 il Teatro dedica alla formazione di cantanti, maestri collaboratori, registi, scenografi, costumisti e lighting designer.
Va in scena la versione musicale per due pianoforti curata da Giorgio Gori e affidata ai maestri collaboratori Elettra Aurora Pomponio e Maki Hamada.
La regia degli spettacoli è firmata da Kamila Straszynska. Formatasi all’Accademia “Aleksander Zelwerowicz” di Varsavia, al DAMS di Bologna e all’Accademia “Silvio d’Amico” di Roma, nel 2018 ha curato a Roma il ciclo di letture performative sulla drammaturgia polacca. Il nuovo allestimento vede le scene di Sofia Sciamanna, i costumi di Virginia Blini e le luci di Zofia Pinkiewicz.
Spazio ai giovani talenti della quinta edizione di Fabbrica: sul palco con le cantanti Jessica Ricci e Sofia Barbashova (soprani), Maria Elena Pepi e Irene Zas Martinez (mezzosoprani), i cantanti Guangwei Yao e Jiacheng Fan (tenori), Alejo Alvarez Castillo (baritono) e Dayu Xu (basso). Tutti gli artisti e il team creativo sono allievi della quinta edizione di Fabbrica Young Artist Program.
La prima delle due brillanti operette in scena, Un mari à la porte (Un marito alla porta), scritta nel 1859 mostra l’abilità di Offenbach di giovare con le serrate dinamiche del vaudeville, fra arie divertenti e comicità nel raccontare le disavventure di Florestan, compositore in fuga dai creditori che arriva nella stanzadella giovane Suzanne la notte delle sue nozze scatenando non pochi equivoci.
Composta nel 1858, La Chatte métamorphosée en femme (Il gatto trasformato in donna) è un’operetta fantastica dove al fiabesco si unisce il paradosso: tratta da una favola di La Fontaine, si ispira a La gatta Afrodite di Esopo: icl protagonista, Guido, è innamorato della propria gatta Minette, che viene trasformata da una maga in una ragazza in carne e ossa. Ma la comicità deriva dalle inaspettate dinamiche la metamorfosi provoca nella gatta che deve imparare ad adattarsi alla sua nuova natura umana. Due le rappresentazioni previste di Fabbrica Offenbach giovedì 22 gennaio 2026, ore 20.00 e venerdì 23 gennaio ore 20.00.
La programmazione del Teatro Nazionale prosegue con la danza nella Serata Preljocaj (La stravaganza, Annonciation, Noces), trittico-omaggio al coreografo francese Angelin Preljocaj (dal 14 al 19 aprile) e con la musica di Hans Werner Henze 100, mini-festival celebrativo nel centenario della nascita del compositore tedesco con due opere tratte dai testi di Miguel Barnett: La piccola cubana ed El Cimarrón (dal 15 al 21 maggio) e di Matteo D’Amico con La vita nuda, liberamente ispirata a L’uomo dal fiore in bocca e La patente di Pirandello (dal 21 al 26 ottobre)
Info e biglietti su operaroma.it
Fabiana Raponi

