A Spoleto, nel segno di Gian Carlo Menotti: la serata-evento di Alda Fendi
Camminare sul filo del ricordo e circondarsi di bellezza per rievocare, con i sensi e con il cuore, l’arte di un grande protagonista del ‘900: si è svolta anche quest’anno l’esclusiva serata-evento che Alda Fendi, presidente della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti, ha voluto organizzare a Spoleto per rendere omaggio a Gian Carlo Menotti, illustre compositore e ideatore nel 1958 del Festival dei Due Mondi. Giunto al terzo anno e divenuto una “meravigliosa consuetudine”, seguendo una felice intuizione dell’organizzatrice, l’evento si è svolto sabato 12 settembre nella splendida casa di Menotti, affacciata sul Duomo di Spoleto e oggi proprietà di Alda Fendi: un’occasione per ritrovare la stessa atmosfera, densa di arte e di vita, che ha accompagnato Menotti nei suoi tanti anni di carriera e per cercare, ancora oggi, un contatto vivo e fecondo con la sua eredità.
Lasciando che a parlare fossero le suggestive stanze della casa progettata da Raffaele Curi, ispirato dall’afflato intellettuale di Menotti e Samuel Beckett, e il bellissimo giardino, Alda Fendi ha regalato ai suoi ospiti un salto nel tempo, per collegarsi idealmente con il Maestro e la sua arte. “Per me è stata una scelta naturale quella di offrire un tributo a Gian Carlo Menotti, un ricordo affettuoso e rispettoso del suo straordinario contributo alla cultura italiana”, afferma Alda Fendi, “ho voluto farlo qui, perché ogni angolo di questa casa racconta di lui e della sua visione dell’arte e della vita, Ed è come se anche Gian Carlo fosse qui con noi: un appuntamento che ogni anno vivo profondamente, e che per me e per i miei ospiti è diventato irrinunciabile”. Per Alda Fendi, da sempre appassionata d’arte e grande sostenitrice di progetti di valorizzazione e condivisione della cultura per la collettività, l’iniziativa rappresenta l’ennesimo tassello che compone il quadro delle sue molteplici attività al servizio del patrimonio artistico italiano: “L’arte non è un lusso: è una necessità. L’arte eleva, unisce, educa, crea bellezza e genera futuro”.
In anteprima italiana, la serata ha accolto alcuni stralci de “Il ritorno d’Ulisse in patria”: figurazioni dall’opera di Claudio Monteverdi a cura del Teatro Carlo Colla & Figli in coproduzione con il Festival di Salisburgo e l’Opéra de Monte-Carlo. Un momento emozionante, sulla scia dell’eco suscitata dal film “Odissea” di Christopher Nolan, per rileggere davanti agli occhi estasiati degli ospiti il celebre poema omerico, fondendo l’antica e sublime musica barocca di Monteverdi con la maestria della Compagnia marionettistica più famosa d’Italia, tanto amata da Menotti. Poi, subito dopo aver salutato le preziose marionette, è stata la volta della performance teatrale da “Le Notti Bianche” di Fëdor Dostoevskij, con la drammaturgia e la regia curate da Raffaele Curi, direttore artistico della Fondazione, artista e storico collaboratore di Menotti, al suo fianco per 16 edizioni del Festival di Spoleto, e da Fausto Cabra, uno degli attori e registi più apprezzati della scena contemporanea, protagonista della performance insieme a Sara Lazzaro, attrice di rilievo internazionale. L’aria tiepida dell’estate e l’atmosfera sognante e irreale, con i due attori uniti da una straordinaria sintonia, hanno accompagnato in un crescendo di emozioni il dialogo misterioso e toccante condotto in doppia lingua, in inglese e in italiano, regalando al pubblico la profondità di pensiero e la delicatezza di un gigante della letteratura come Dostoevskij.
I due momenti artistici hanno spalancato le porte dell’immaginazione, tracciando, attraverso la bellezza, una sorta di fil rouge che ha unito il mondo di ieri a quello di oggi. Negli ambienti intimamente vissuti da Menotti, intellettuale raffinato, grande conoscitore dei linguaggi artistici, si è dunque materializzata la sua stessa visione di “arte come necessità”, così profondamente condivisa dal Maestro. Ed è per questo che la serata-evento voluta da Alda Fendi non è stato un tributo nostalgico, ma al contrario, l’omaggio vivissimo, gioioso, generoso, a una figura prestigiosa del ‘900, per far parlare ancora una volta il suo mondo espressivo, la sua genialità, il suo pensiero, la passione per l’arte e la serietà nel realizzarla.
Seguendo il suo instancabile entusiasmo e quella ferma volontà di condivisione e di “apertura” all’altro che da anni caratterizza il suo lavoro, Alda Fendi anche in questo progetto non è venuta meno all’impegno di investire nell’arte in modo significativo e visionario. A guidarla, quella tenacia e quella determinazione che, con le attività della sua Fondazione, Alda Fendi non ha mai abbandonato, e che l’hanno portata a realizzare incredibili progetti artistici in particolar modo a Roma, città visceralmente amata. Proprio nella Capitale, infatti, Alda Fendi ha lavorato duramente negli ultimi anni per organizzare eventi rigorosamente aperti al pubblico, creando le condizioni per superare steccati ideologici e burocratici, proponendo visioni innovative e originali. Un impegno che proseguirà anche nei prossimi mesi, con un nuovo, straordinario progetto dedicato all’arte antica, nel pieno centro storico cittadino, sempre nell’ottica di dare alla città nuove opportunità e nuovo futuro, sempre con l’energico apporto di Raffaele Curi, visionario direttore artistico della Fondazione.
Molti i personaggi illustri che hanno preso parte all’iniziativa. Presente anche l’Ambasciatrice di Francia, Anne-Marie Descôtes, a rinnovare il forte legame con Alda Fendi, insignita nel 2020 della prestigiosa Légion d’Honneur dalla Repubblica francese, sotto la presidenza di Emmanuel Macron. Un riconoscimento che riflette il ruolo di primo piano assunto da Alda Fendi nella vita culturale italiana e internazionale: mecenate e promotrice di arte, ricerca e patrimonio, ha fatto della cultura un autentico strumento di dialogo tra Paesi e civiltà. Il suo impegno ha sostenuto ricerche e ritrovamenti archeologici di straordinario rilievo nel cuore di Roma, contribuendo concretamente alla riscoperta e alla valorizzazione di una parte preziosa della storia della città, portando il valore della cultura italiana oltre i confini e consolidando un ruolo di rilievo nel panorama culturale internazionale Ospiti della serata, tra gli altri, oltre all’Ambasciatrice di Francia, anche Carlos Pereira Marques, Ambasciatore del Portogallo, e Renato Mosca de Souza, Ambasciatore del Brasile.

