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Teatrionline > Blog > Senza categoria > L’Europa va alla guerra, l’Italia del primo conflitto mondiale
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L’Europa va alla guerra, l’Italia del primo conflitto mondiale

Redazione
Ultima modifica: 4 Giugno 2015 21:47
Redazione
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fotoSabato 6 giugno (dalle ore 14.30) l’Europa teatrale si dà appuntamento al Teatro Argentina per la Giornata internazionale di studi dedicata all’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, e più in generale al tragico conflitto mondiale. Direttori della scena europea, storici e scrittori di fama internazionale, artisti italiani e stranieri, si incontrano al Teatro di Roma per raccontare e condividere la loro esperienza nel portare in scena la guerra, i conflitti, la violenza, la lotta per il potere.

L’Europa va alla guerra, l’Italia del primo conflitto mondiale è il titolo della giornata di studi, un’occasione di dialogo e di scambio che parte direttamente dalle riflessioni che l’anniversario del centenario della Grande Guerra ha suscitato tra gli artisti del teatro europeo, per portare sul palcoscenico un’idea di Europa unita nella memoria e in un comune senso di consapevolezza. Ad aprire la prima parte dedicata alla Storia, gli interventi di Emilio Gentile, professore dell’Università di Roma La Sapienza, Marco Mondini, dell’Università di Padova e dell’Istituto Storico Italo Germanico di Trento, e Thierry Vissol, scrittore e consigliere della Commissione Europea.

La seconda parte della giornata prevede il panel Teatro e guerra, violenza e dramma. Esperienze Italiane ed Europee, un momento di discussione per catturare e registrare quelle sensibilità artistiche che hanno dato voce alla Prima Guerra Mondiale, includendo con uno sguardo più ampio anche altre forme di violenza e di conflitto presenti nei territori e nella nostra Storia recente. Ed infatti, agli interventi del direttore del Teatro Habima di Tel Aviv e presidente Ute, lan Ronen, (anche regista di “War” e di “Arailway to Damascus”), e del direttore del Volkstheater di Vienna e vice-presidente UTE, Anna Badora, (anche regista di “Thalerhof” e “The Gods Weep”), si alterneranno i contributi di artisti italiani che hanno raccontato e rappresentato sulla scena i diversi conflitti che hanno scosso l’Europa dallo scoppio della Grande Guerra a oggi. Tra questi, Marco Baliani, impegnato nelle prove di Trincea; Giuseppe Cederna autore e protagonista de L’ultima estate dell’Europa; Lisa Ferlazzo Natoli, regista di Lear di Edward Bond; Roberto Scarpetti, autore di Punk Islam e Viva l’Italia, le morti di Fausto e Iaio; Francesco Suriano autore di Rocco u Stortu; ed infine Patrizia Zappa Mulas autrice, regista e interprete di Chiudi gli occhi.

Dal 22 al 24 giugno il Teatro di Roma è sede del Think-tank degli autori emergenti, nell’ambito del programma europeo Conflict Zones dell’Unione dei Teatri d’Europa, due giorni di workshop che coinvolge cinque autori provenienti da Bulgaria (Stefan Ivanov), Grecia (Angeliki Darlasi), Palestina (Amir Nizar Zuaby), Siria (Ibrahim Amir) e Italia (Roberto Scarpetti), insieme per produrre delle scritture da “mettere in voce” a Roma nel stagione 2016. Inoltre, il Teatro di Roma, in collaborazione con l’Unione dei Teatri d’Europa e l’Istituto Bulgaro di Cultura, realizza dal 6 al 19 luglio una residenza per la compagnia ISO, il collettivo di giovani attori ideato dall’Unione dei Teatri d’Europa e provenienti da diverse nazioni europee e del Mediterraneo.

La Giornata internazionale di studi si inserisce nel progetto europeo Conflict Zones, il programma triennale per artisti, operatori e spettatori, che propone ai teatri membri UTE di costruire una rete tra le diverse “zone di conflitto” attraverso occasioni di incontro e di discussione, come festival (in Francia, Romania, Germania), show case (in Israele, Austria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Italia e Portogallo) e attività per i professionisti del teatro (assemblee, conferenze, tavole rotonde, masterclass, residenze e think tank). Il Teatro di Roma partecipa a Conflict Zones con il suo progetto Guerre/Conflitti/Terrorismi, un articolato programma di spettacoli, incontri e laboratori incentrati sul tema del conflitto, della violenza e della lotta per il potere, che ha recentemente visto la messinscena di Sweet Home Europa di Davide Carnevali regia di Fabrizio Arcuri, a cui si aggiungono le produzioni previste tra il 2015 e il 2017 de L’esposizione Universale di Luigi Squarzina per la regia di Piero Maccarinelli; Preamleto di Michele Santeramo regia di Veronica Cruciani; Chiudi gli occhi scritto, diretto e interpretato da Patrizia Zappa Mulas; Lear di Edward Bond regia di Lisa Ferlazzo Natoli; Punk Islam e Viva l’Italia, le morti di Fausto e Iaio di Roberto Scarpetti.

L’Unione dei Teatri d’Europa è un network di teatri e artisti nato nel 1990 su iniziativa di Giorgio Strehler e Jack Lang di cui il Teatro di Roma fa parte dal 1994. L’Unione dei Teatri d’Europa nasce per contribuire alla costruzione di un’Europa della Cultura attraverso il Teatro, sviluppando un’azione culturale comune che superi le barriere della lingua, nel rispetto delle diverse identità e tradizioni culturali, favorendo produzioni, coproduzioni e scambi fra teatri. L’Ute realizza un’attività intensiva e transnazionale con oltre 10.000 rappresentazioni e 3.000.000 di spettatori per stagione, proponendo festival in tutta Europa, mostre, atelier, progetti in collaborazione con scuole d’arte drammatica, incontri e coproduzioni. L’Ute è formata da 20 teatri, membri personali e d’onore, e da una rete diversificata di strutture e di partner associati. Inoltre, è rappresentata in 18 paesi in Europa, compresi la Russia e Israele, posizionandosi come una «maison plurinationale» impegnata nella formazione di un’identità europea. Ed infatti, il suo obiettivo è quello di promuovere attività e programmi culturali superando le frontiere nazionali nel rispetto dei principi delle identità individuali attraverso un costante e reciproco lavoro di ricerca. Nel corso degli anni il Teatro di Roma ha partecipato a diverse attività dell’Unione favorendo la mobilità di artisti (attori, autori, registi e anche giornalisti e tecnici), accogliendo produzioni e mostre di teatri membri, organizzando e partecipando a Festival come il Festival Ute del 2005 e il Festival dei Monologhi Europolis del 2013. Al centro del programma attuale dell’Ute troviamo progetti che sperimentano nuovi metodi di lavoro transnazionali come Terrorism e Conflict Zones.

———

Programma

L’Europa va alla guerra, l’Italia del primo conflitto mondiale

Moderatore Antonio Calbi, direttore del Teatro di Roma

I Parte

Emilio Gentile, Università di Roma La Sapienza

Marco Mondini, Università di Padova e Istituto Storico Italo Germanico di Trento

Thierry Vissol, consigliere della Commissione europea Rappresentanza in Italia

***

II Parte

Panel Teatro e guerra, violenza e dramma. Esperienze Italiane ed Europee

Ilan Ronen, presidente UTE e direttore del Habima – Teatro Nationale di Tel Aviv

Anna Badora, vice-presidente UTE e direttore del Volkstheater di Vienna

contributi degli artisti Marco Baliani, Giuseppe Cederna, Domenico Suriano, Lisa Ferlazzo Natoli,

Roberto Scarpetti, Patrizia Zappa Mulas

————

EMILIO GENTILE

Storico di fama internazionale, è stato insignito di diversi premi fra cui il Premio Hans Sigrist attribuitogli dall’Università di Berna nel 2003 per i suoi studi sulle religioni della politica. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue. I suoi studi hanno riguardato temi fondamentali per la comprensione della storia contemporanea, quali la modernità, la nazione, il totalitarismo, il pensiero mitico, le religioni della politica. Docente di storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, collabora a giornali e riviste. Ha insegnato in Australia, Francia e Stati Uniti. Allievo di Renzo De Felice, dalla seconda metà degli anni Settanta, ha contribuito a modificare in modo radicale la storiografia sul fascismo. Autore del primo studio complessivo sull’ideologia fascista, si è occupato delle strutture istituzionali del fascismo, dell’organizzazione della politica e delle manifestazioni culturali, ma soprattutto ha inaugurato un nuovo filone di studi dedicati al totalitarismo. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo Due colpi di pistola, dieci milioni di morti, la fine di un mondo. Storia illustrata della Grande Guerra (Editori Laterza).

———-

MARCO MONDINI

È nato a Bassano del Grappa nel 1974. É stato borsista della Fondazione Salvatorelli per l’anno 2003, dell’Università di Padova (borsa di post-dottorato, settembre 2003-settembre 2005) e della Fondazione Einaudi (2005-2006). Dal 2006 al 2010 è stato assegnista di ricerca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 2005 è professore a contratto presso l’Università di Padova dove attualmente insegna Military European History presso il Dipartimento di Scienze Politiche. È stato visiting fellow presso il dipartimento di storia dell’École Normale Supérieure di Parigi (2006), l’Università di Lille III “Charles de Gaulle” (2009) e l’Università di Parigi VII-Diderot (2013). Fa parte del Consiglio scientifico del Centre International de Recherche dell’Historial de la Grande Guerre di Péronne e del comitato scientifico del Centro Interuniversitario di Studi e Ricerche Storico Militari, della Società per lo Studio della Storia Contemporanea italiana (SISSCO) e dell’International Society for First World War Studies. È consulente della Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale presso la Presidenza del Consiglio. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo La guerra italiana. Partire, raccontare, tornare 1914-18 (Il Mulino).

———

THIERRY VISSOL

Thierry Vissol è consigliere speciale media e della comunicazione presso la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Economista e storico del pensiero economico, è stato docente universitario in Francia, Belgio e Stati Uniti fino al 2003. Ideatore dello studio radiofonico Studio Europa e dei suoi programmi, conduce la trasmissione Un libro per l’Europa prodotta dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea. È Cavaliere della Légion d’Honneur. Ha pubblicato libri e saggi, tra i più recenti ricordiamo È tutta colpa dell’Europa. Euroscettici ed eurocritici in 56 vignette satiriche (Donzelli 2014).;Toby, dalla pace alla guerra Storia esemplare di un (qualunque) soldato d’Europa (Donzelli, 2014). È il creatore del concorso Una vignetta per l’Europa.

Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo
Corrado Augias in “Histoire du soldat. Storie dalla Grande Guerra”
Umbria Folk Festival: Eugenio Bennato in concerto
SconfinaMenti: le Culture si incontrano al cinema
Green Movie Film Fest

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