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Prosa

Lear

Redazione
Ultima modifica: 1 Aprile 2016 11:03
Redazione
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Foto di Roberto Palermo
Foto di Roberto Palermo

di Stefano Geraci, Roberto Bacci

liberamente ispirato a William Shakespeare

regia Roberto Bacci

con Silvia Pasello – Lear

Caterina Simonelli – Goneril

Silvia Tufano – Regan

Maria Bacci Pasello – Cordelia

Tazio Torrini – Edmund

Savino Paparella – Edgar

Francesco Puleo – Conte di Gloucester

Michele Cipriani – Fool

assistente alla regia Francesco Puleo

progetto scene e costumi Márcio Medina

musiche originali Ares Tavolazzi

luci Valeria Foti e Stefano Franzoni

immagine Cristina Gardumi

foto Roberto Palermo

realizzazione costumi Fondazione Cerratelli in collaborazione con il Laboratorio di Costumi e Scene del Teatro della Pergola realizzazione scene Scenartek

consulenza musicale Emanuele Le Pera e Elias Nardi consulenza storico-musicale Stefano Pogelli

studio registrazione musiche S.A.M. di Mirco Mencacci

allestimento Leonardo Bonechi sarta Giulia Romolini amministratrice compagnia Caterina Botti

si ringraziano Biarnel Liuteria, Carlo Macchi, Chiara Occhini

produzione Fondazione Teatro della Toscana

Atto unico – 1 ora e 50 minuti

————

Dall’1 al 10 aprile 2016, al Teatro Era di Pontedera, in debutto nazionale va in scena Lear, liberamente ispirato a William Shakespeare, a pochi giorni dall’anniversario della morte del poeta e drammaturgo inglese. Il 23 aprile di 400 anni fa infatti moriva, a 52 anni esatti, il Bardo dell’Avon: aprile è infatti il mese della sua nascita e della sua morte e questa semplice coincidenza suggerisce involontariamente anche il senso di un’opera complessa, gigantesca metafora della condizione umana, che mette in scena un re che muore poco dopo aver scelto finalmente di vivere (Spesso per trovare il meglio noi perdiamo il bene, dice il Duca di Albany nel I atto). Da questa premessa parte Lear, lo spettacolo con la regia di Roberto Bacci, la drammaturgia di Stefano Geraci e dello stesso Bacci, e con Maria Bacci Pasello, Michele Cipriani, Savino Paparella, Silvia Pasello, Francesco Puleo, Caterina Simonelli, Tazio Torrini, Silvia Tufano, le scene e i costumi del brasiliano Márcio Medina (già nel cast di molti altri spettacoli di Bacci), realizzati dalla Fondazione Cerratelli in collaborazione con il Laboratorio di Costumi e Scene del Teatro della Pergola, in forza del protocollo d’intesa con la Fondazione Teatro della Toscana, le musiche di Ares Tavolazzi (violoncellista e contrabbassista, ex Area, e per Francesco Guccini, Paolo Conte, Vinicio Capossela, fra gli altri), la consulenza musicale di Emanuele Le Pera e Elias Nardi, la consulenza storico-musicale di Stefano Pogelli, le luci di Valeria Foti e Stefano Franzoni, l’assistenza alla regia di Francesco Puleo, una produzione della Fondazione Teatro della Toscana.

Lo spettacolo, nell’ottobre 2016, sarà alle Olimpiadi del Teatro di Wroclaw, nell’ambito di Wroclaw Capitale Europea della Cultura 2016. Per l’occasione sono state annunciate le partecipazioni di artisti da tutto il mondo, tra cui Eugenio Barba, Peter Brook, Tadashi Suzuki, Theodoros Terzepoulos, Robert Wilson, Romeo Castellucci, Heiner Goebbels, Krystian Lupa, Valery Fokin, Pippo Delbono, Jan Fabre, Ariane Mnouchkine.

Lo spettacolo parte da una domanda: cosa succede quando ci si toglie la maschera e si esce dal proprio “personaggio” sociale e familiare? Quando per ritrovare la propria essenza si abbandonano i ruoli per i quali siamo riconosciuti? Accade che si scuotono le proprie e altrui certezze e aspettative e il disorientamento può travolgere tutto e tutti. È ciò che accade a Re Lear, che rinuncia alla propria veste di re e decide di dividere il regno tra le tre figlie, Goneril, Regan e Cordelia che, secondo la sua volontà, riceveranno territori in proporzione alla loro capacità di dimostrare il loro amore al padre. Da questo antefatto inizia una catastrofe dalla trama nota, qui restituita con chiarezza dal testo di Stefano Geraci e Roberto Bacci. I fatti che si succedono svelano crudeltà, tradimenti e brama di potere, ambizione, giocati quasi a viso aperto, come se il radicale cambio di prospettiva che implica un “regno orfano del suo re” desse il via libera ai più bassi istinti umani, conducendo vittime e carnefici, usurpatori, folli e diseredati inevitabilmente, tutti, verso un finale di morte. I personaggi dimostrano quanto poco siamo in grado di accettare la trasformazione e la mancanza di punti di riferimento, quanta fatica costi – oggi la chiameremmo “resilienza” – accettare con consapevolezza che siamo soprattutto esseri “nudi e indifesi”.

Lear qui è una donna, lo interpreta Silvia Pasello, due volte Premio Ubu, Premio Eleonora Duse, già interprete per Carmelo Bene, Thierry Salmon, Raul Ruiz, Virgilio Sieni, fra gli altri, e protagonista di molti spettacoli anche dello stesso Bacci. Sarà qui Lear e non “Re” Lear: non è un uomo o una donna, è semplicemente un essere umano, in un’interpretazione che riesce a trasmettere, senza forzature, sia elementi del maschile che del femminile. Con lei gli altri sette attori si dividono altri due piani recitativi: i personaggi della storia – insieme a Lear e alle tre figlie, ovvero Goneril (Caterina Simonelli), Regan (Silvia Tufano), Cordelia (Maria Bacci Pasello), il Conte di Gloucester (Francesco Puleo) e i suoi due figli Edmund (Tazio Torrini) e Edgar (Savino Paparella), il Buffone (Michele Cipriani) – e le Maschere, pensate come servi di scena, testimoni attivi di quanto accade, ombre dei personaggi, ma anche sorta di spettatori autorizzati a stare sul palco, a vivere da vicino quello che accade, come fossero un collegamento emotivo con chi sta in platea.

Sul palcoscenico saranno presenti sette sipari che, col loro continuo movimento, stabiliranno il perimetro del rapporto con il pubblico. Un perimetro dinamico, come a dire che senza trasformazione, senza possibilità di cambiamento, senza contatto diretto e un ascolto continuo non può esserci dialogo.

La musica composta appositamente da Ares Tavolazzi prevederà anche alcuni canti del ‘600 interpretati dalle Maschere e scelti con la consulenza di Stefano Pogelli (responsabile del laboratorio di restauro sonoro dell’audioteca RAI).

“Il Lear che offriamo agli spettatori lotta con la potenza di parole e azioni ancora memorabili, a difesa di corpi e menti esposte ai colpi di un cielo vuoto. La vulnerabilità della carne umana, la nuda essenza dell’uomo evocata da Lear, si consegna, disarmata, con la semplice tenerezza del suo esistere e del suo canto, al domani della storia” dice Stefano Geraci. Roberto Bacci: “Lear è un racconto del viaggio dell’anima malata di un Re che si perde nella storia di un mondo che essa stessa ha creato, un mondo di ingiustizie, guerre, tradimenti. Lear è un personaggio che incarniamo ogni volta che, privi di una reale consapevolezza di noi stessi, ci affidiamo alle fragili, ambiziose e pericolose esistenze degli altri … E così, nudi ed indifesi, affrontiamo la tempesta della nostra e dell’altrui storia”.

Chi si smarrisce non può raccontare di quello smarrimento, chi guarda, gli attori insieme al pubblico, può invece testimoniare e quindi forse portare un cambiamento in quella storia.

————

BIGLIETTI intero 12 € | ridotto 10 € | studenti 8 € RIDUZIONI Under 18 e over 60, abbonati Teatro della Pergola, soci Unicoop Firenze, e altre associazioni convenzionate il cui elenco è disponibile presso la biglietteria del Teatro Era.

Acquisto biglietti Biglietteria Teatro Era, Via Indipendenza, s.n.c. – 56025 Pontedera (PI)

mail teatroera@teatrodellatoscana.it, Telefono 0587.213988. Orario: da martedì a domenica, dalle 16.00 alle 19.30. Lunedì chiuso. 

Biglietteria on line www.boxol.it; Box Office, via delle Vecchie Carceri 1 – 055.210804. Orario: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 19.00, sabato dalle 10.00 alle 14.00. I biglietti sono in vendita anche presso il Circuito Regionale Box Office.

————

Info Fondazione Teatro della Toscana – Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale

Parco Jerzy Grotowski – via Indipendenza, Pontedera – 0587.55720 / 57034

teatroera@teatrodellatoscana.it www.centroperlaricercateatrale.it www.teatrodellatoscana.it

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