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Teatrionline > Blog > Senza categoria > Claus Peter Flor in concerto
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Claus Peter Flor in concerto

Redazione
Ultima modifica: 15 Ottobre 2012 19:18
Redazione
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Tutta la grande Scuola mitteleuropea tra l’emozione di Bach e l’impeto di Bruckner

Bach: Cantata BWV 199 Mein Herze schwimmt im Blut

Bruckner: Sinfonia n. 8 in Do minore

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Soprano Deborah York

Direttore Claus Peter Flor

Claus Peter Flor, tedesco di Lipsia, conductor di fama mondiale, conteso dalle migliori orchestre internazionali e apprezzatissimo ospite de laVerdi, torna a dirigere l’ensemble di largo Mahler in un concerto tutto incentrato sulla grande scuola musicale austro-germanica, a cavallo di due secoli irripetibili – il Settecento e l’Ottocento – qui compiutamente manifestati e conclamati dal genio di JohannSebastianBach e AntonBruckner.

Il tradizionale “trittico” de laVerdi – in calendario giovedì 18 (ore 20.30), venerdì 19 (ore 20.00) e domenica 21 ottobre (ore 16.00), all’Auditorium di Milano in largo Mahler (info e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org) propone per questo sesto programma stagionale un condensato di emozioni ad alta gradazione. Nella prima parte con la splendida Cantata Mein Herze schwimmt in Blut (il mio cuore nuota nel sangue) BWV 199 per soprano solo (senza coro) di Bach: brano toccante quanto raffinato, intimamente legato al senso del dolore del peccato e mirabilmente interpretato dalla specialista Deborah York, soprano di fama mondiale, guest star sempre amata dal pubblico de laVerdi. Nella seconda parte grazie all’ampiezza e vastità degli orizzonti nell’affresco sinfonico dell’Ottava di Bruckner, grande austriaco dell’Ottocento imperiale, sulla traccia dell’esecuzione integrale del ciclo sinfonico bruckneriano, cominciato nel 2011 e che proseguirà – sempre con il Maestro Flor – nella prossima stagione.

Programma

Divise fra sacre e profane, le cantate costituiscono il filone più ampio e continuativo della produzione bachiana, comprendente oltre 190 brani sacri (almeno un altro centinaio si ritiene invece perduto) e circa una ventina profani (almeno altrettanti sono quelle non pervenuteci: un numero imponente, ma tutt’altro che inusuale all’epoca, che dà la misura del volume del consumo musicale pubblico del secolo XVIII. Fra cantate sacre e profane non esistono rilevanti difformità di struttura, a parte le differenze di testo e di occasione, e l’ovvia assenza di corali luterani in quelle profane. Nelle une e nelle altre l’impianto formale è governato da un criterio di simmetria che ha il suo punto di forza nell’articolazione recitativo-aria mutuata dall’opera di stile “napoletano”; in questa sequenza fondamentale si innestano poi altri elementi come le numerose sezioni per coro, che costituiscono nelle cantate sacre (in misura minore in quelle profane) il luogo simbolico della partecipazione collettiva all’evento celebrato. Frequenti sono le trasmigrazioni di interi brani musicali da una cantata all’altra (anche tra sfera profana e sacra) attraverso procedimenti di parodia o di travestimento spirituale che permisero a Bach di reimpiegare per nuove circostanze vecchie cantate non più utilizzabili. L’assimilazione dei modelli italiani, con recitativi e arie con il “da capo”, in luogo della più arcaica “aria strofica”, data dagli anni di Weimar. La nomina a Konzertmeister di corte nel marzo 1714 offrì a Bach l’occasione di trasferire al genere sacro la nuova formula italianizzante. Delle 18 cantate pervenuteci dal periodo di Weimar, 16 facevano parte originariamente di cicli annuali (1714), tra cui la splendida Mein Herze schwimmt in Blut (il mio cuore nuota nel sangue) BWV 199 per soprano, senza coro. Sotto il profilo musicale, le cantate di Weimar rappresentano per Bach lo sviluppo di un personale stile di scrittura vocale-strumentale e di un proprio repertorio di soluzioni formali. Emerge così la tendenza dell’autore a variare continuamente gli schemi. Rigorosa è l’interdipendenza tra parola e musica, e in confronto alle forme arcaiche della cantata luterana risultano moltiplicate le possibilità di combinazioni testuali tra passi evangelici, testi di corale, sermoni ed espressioni di devozione soggettiva, per cui la cantata viene ad assumere sempre più la funzione di commento e amplificazione dell’omelia all’interno del rito. Le arie si fanno più ampie e spesso decisamente virtuosistiche, sia sul piano vocale che strumentale, specie nelle cantate che prevedono un unico solista, come appunto la bellissima Mein Herze schwimmt in Blut.

Bruckner terminò la prima versione della Sinfonia n. 8 nel 1887 e la seconda nel 1889. Hans Richter ne diresse la prima esecuzione a Vienna il 18 dicembre 1892. Con quest’opera B. amplia ulteriormente i mezzi strumentali. Anche il discorso si modifica, più sfumato, più fluido e dissonante, quasi pre-espressionista. Nel primo tempo i tre temi, abituali per lui, si triplicano rispettivamente in tre aspetti diversi e la forma appare più velata. Ne nasce un fascino misterioso, secondo il programma dichiarato dall’autore: “Nel primo tempo l’episodio dei corni e delle trombe basato sul ritmo del tema è un annuncio di morte, che si fa sempre più forte”, fino a che, al termine, “si sente suonare la campana a morto”, in un decrescendo graduale. Lo Scherzo, che secondo B. vorrebbe raffigurare il “Michele tedesco” (ovvero il medio, buono, semplice teutone), si basa su un tema ritmato e circolare che porta a rutilanti esibizioni degli ottoni; il sognante Trio rappresenterebbe colui che “se ne sta disteso su una collina e guarda la pianura fantasticando”. Vastissimo è l’Adagio, aperto da una melodia cromatica quasi esitante dei violini che si leva e sale, illuminata dalle arpe; appaiono poi, usati per la prima volta in una sinfonia di B., i piatti e il triangolo, mentre la chiusa, sommessa e meditativa, richiama i motivi d’inizio. Il Finale, aperto da un ritmo marcato, con fanfare e squilli (secondo l’autore rappresenta l’incontro tra lo Zar e il Kaiser), allinea episodi altrettanto caratteristici della composizione bruckneriana, durante i quali vengono grandiosamente richiamati temi del primo tempo e dell’Adagio.

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo

Largo Gustav Mahler

tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: a martedì a domenica 14.30 – 19.00)

Date concerti

Giovedì 18 ottobre 2012, ore 20.30

Venerdì 19 ottobre 2012, ore 20.00

Domenica 21 ottobre 2012, ore 16.00

Biglietti

Euro 31.00/23.50/18.00/13.00

 

Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Milano – Palazzo Clerici, via Clerici 3

Ufficio Stampa

Massimo Colombo

Tel. +39 02.83389.329 – +39.393.5285464

massimo.colombo@laverdi.org, www.laverdi.org

 

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