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Teatrionline > Blog > Senza categoria > Renato Rivolta dirige l’Ensemble da camera “Giorgio Bernasconi”
Senza categoria

Renato Rivolta dirige l’Ensemble da camera “Giorgio Bernasconi”

Redazione
Ultima modifica: 11 Aprile 2013 19:14
Redazione
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Foto di M. Mulas
Foto di M. Mulas

Sabato 13 aprile 2013 alle 16 al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala, nell’ambito della rassegna “I concerti dell’Accademia”, Renato Rivolta dirige l‘Ensemble da camera “Giorgio Bernasconi”. In programma Der wind (1909) di Franz Schreker e, in prima esecuzione italiana, Sringara Chaconne (2009) di Jonathan Harvey e Sinfonietta op. 23 (1934) di Alexander von Zemlinsky.

L’Ensemble da camera “Giorgio Bernasconi”, così denominato in memoria del Maestro che nel 2008 ne è stato ideatore e promotore (fino alla scomparsa nel 2010) è costituito da un gruppo di giovani musicisti a cui viene data l’opportunità, nell’arco di un biennio, di approfondire un repertorio poco frequentato quale quello contemporaneo. Dalla fine del 2012 la direzione didattica è affidata a Marco Angius. Sotto la guida delle Prime Parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala e di musicisti esperti nella tecnica strumentale del XX e XXI secolo, l’Ensemble svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero.

 

 

PROGRAMMA

Franz Schrecker Der Wind (1909)
da un poema di Grete Wiesenthal

 

Jonathan Harvey Sringara Chaconne
per ensemble (2009)
prima esecuzione italiana

 

Alexander von Zemlinsky Sinfonietta op. 23
versione per ensemble di Roland Freisitzer
prima esecuzione italiana

 

 

Per informazioni

Ufficio Stampa Teatro alla Scala

Tel. 02 8879.2412

 

 

Franz Schreker (1878-1934)

Der Wind, da un poema di Grete Wiesenthal

Franz Schreker studiò violino e composizione al conservatorio di Vienna. La prima esecuzione dell’ opera Die Gezeichneten, a Francoforte nel 1918, sancì il definitivo successodi Schreker, il cui talento fu accostato dal famoso critico Paul Bekker a quello di RichardWagner. Nel 1920 fu nominato direttore della Hochschule für Musik di Berlino, da cui dovette dimettersi nel 1932, a causa delle pressioni degli ambienti legati al nazional-socialismo, che avevano anche decretato il veto sulle esecuzioni delle sue opere.Morì nel 1933 di un attacco cardiaco, a soli 56 anni.

La musica di Franz Schreker – che ebbe intensi rapporti con Schoenberg, Berg e tutta la cerchia dei compositori viennesi suoi contemporanei – è una sintesi di romanticismo, simbolismo, espressionismo, Neue Sachlichkeit, sperimentazione timbrica, strategie di tonalità estesa e concezione di teatro totale.

Nel 1908 una associazione di artisti Viennesi commissionò a Schreker la musica di unballetto per le sorelle Elsa e Grete Wiesenthal, basato sulla novella di Oscar Wilde Ilcompleanno dell’ Infanta. Nel 1908-9, sullo slancio del buon successo del balletto, eispirato da una poesia della stessa Grete Wiesenthal, egli compose il breve lavoro dacamera Der Wind. Il brano, che era la musica di accompagnamento per una pantomima delle sorelle Wiesenthal, venne eseguito la prima volta al Raimund Theater di Vienna il 2 Marzo 1909. Finita la tournée, venne messo da parte, e dopo la morte dell’autore l’opera rimase dimenticata negli scantinati della Universal Edition: finché nel 1958 il manoscritto fu ritrovato dal musicologo Gösta Neuwirth. Si dovette però attendere ancora fino all’Aprile del 1980 per la prima esecuzione, che ebbe luogo a Berlino. La composizione, ispirata e colma di nostalgica espressività, fa anche luce sul rapporto di Schreker con Schoenberg, con il quale era in stretto contatto in quel periodo. Schreker indica al pianista di premere i tasti silenziosamente per ottenere risonanze – una tecnica che si trova anche nel Lied di Schoenberg Am Strande del 1909.

Il vento (Grete Wiesenthal)

Una brezza cresce e c’è un debole tremore tra le foglie;

i giovani alberi ondeggiano e sono costretti a piegarsi !

I giovani danzano, sono soffiati via, spinti dal vento:

fantasticano di essere levati in volo.

Il vento spinge in alto, prende possesso dei rami e li sventola su e giù.

Anche le persone sono prese in questo tumulto,

corrono nel vento, ridono con esso, vi si gettano contro,

si abbandonano completamente a giocare il suo gioco.

Il vento diventa tempesta, vera e potente

– le persone si aggrappano l’un l’altra per resistervi –

è una battaglia.

Il grande, alto albero cade.

La tempesta è spenta, rimane solo un lieve tremore delle foglie

Jonathan Harvey  (1939-2012)

Sringara Chaconne, per ensemble (2009)

PRIMA ESECUZIONE ITALIANA

Compositore inglese, ha insegnato a Princeton e Stanford oltre che al St. John’s College, Cambridge. A seguito dell‘ invito di Pierre Boulez all’ IRCAM negli anni ‘80 e alle strardinarie composizioni create in quegli anni la sua figura ha raggiunto velocemente uno status internazionale. Harvey ha scritto musica profondamente ispirata per ogni tipo di formazione: orchestra, quartetto, solisti, coro a cappella, opera, musica elettronica.  Sringara è un ‘rasa’ Indiano (aroma, stato d’animo) il cui significato è l’essenza dell’amore tra uomo e donna, o tra madre e figli. La Ciaccona, originariamente una danza moderata in 3/4 di origine spagnola, è riscontrabile per la prima volta nel XVI secolo. Il termine si può applicare a un opera in tempo di 3/4 che consista in variazioni su una linea di basso. Sringara Chaconne si basa essenzialmente su quattro accordi consonanti che si ripetono ciclicamente passando attraverso varie trasformazioni. La composizione è dedicata aLorraine Vaillancourt e al Nouvel Ensemble Moderne di Montréal, Quebec. Questa prima esecuzione italiana di Sringara Chaconne è in ricordo del compositore scomparso alla fine del 2012.

Alexander von Zemlinsky (1871-1942)

Sinfonietta op. 23 (versione per ensemble di Roland Freisitzer)

PRIMA ESECUZIONE ITALIANA

I – Sehr Lebhaft

II – Ballade

III – Rondo

 

Nato a Vienna da una famiglia di origini ebraiche ungheresi/slovacche e austriache, da giovane fu apprezzato da Johannes Brahms, ed ebbe in seguito una intensa amicizia con Arnold Schoenberg, di cui divenne genero, e del quale fu l’unico vero insegnante di composizione. Fu direttore musicale dell’Opera di Vienna, di Praga, di Berlino. Con la salita al potere del Nazismo, nel 1938 dovette rifugiarsi negli Stati Uniti, dove non riuscì a inserirsi nella vita musicale come avevano fatto con maggiore successo molti altri musicisti emigrati europei. Morì, virtualmente dimenticato, a New York. Il suo catalogo è molto esteso e comprende ben otto opere, oltre a sinfonie, cori, musica da camera e vocale.
La
Sinfonietta, composta nel 1934, incarna lo stile dell’ultimo Zemlinsky, caratterizzato da dense polifonie e talvolta acute dissonanze di ascendenza wagnerian/mahleriana, ma sempre nel quadro di una armonia tonale, per quanto allargata, e senza mai giungere alle asprezze della seconda scuola di Vienna, di cui rifiutava il metodo dodecafonico. Nella Sinfonietta si possono scorgere inoltre alcuni punti di contatto col Neoclassicismo.

(Testo e traduzioni di Renato Rivolta)

 

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