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Teatrionline > Blog > Prosa > “Der Park (Il Parco)” di Peter Stein, dal 5 maggio al Teatro Argentina di Roma
Prosa

“Der Park (Il Parco)” di Peter Stein, dal 5 maggio al Teatro Argentina di Roma

Fabiana Raponi
Ultima modifica: 3 Maggio 2015 10:46
Fabiana Raponi
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Foto di Serafino Amato
Foto di Serafino Amato

Debutta martedì 5 maggio al Teatro Argentina di Roma il nuovo lavoro di Peter Stein che porta in scena (fino al 31 maggio) per la prima volta in Italia, Der Park (Il parco) di Botho Strauss.

“La nostra stagione si chiude con una produzione importante, probabilmente la produzione più importante di tutta la stagione teatrale italiana – spiega il direttore del Teatro di Roma Antonio Calbi che dedica lo spettacolo a Franco Quadri e che ha fatto registrare un’attività praticamente ininterrotta dei teatri (incluso il Teatro India) a partire dallo scorso settembre – Si tratta di uno spettacolo che avrebbe dovuto far parte di un progetto più ampio di Stein che includeva anche Riccardo II che per adesso è stato accantonato, ma non dimenticato. E dopo il taglio che abbiamo subìto (di un milione e 200 mila euro) Stein ha rinunciato al suo cachet pur di completarlo e portarlo in scena“.

Fra gli spettacoli più attesi dell’intera stagione, Der Park è la riscrittura del Sogno di Shakespeare in chiave contemporanea che Strauss realizzò appositamente per Stein nel 1983 e che fu rappresentato alla Schaubühne (fondato da Stein e Strass) con Bruno Ganz e Jutta Lampe a Berlino. A distanza di 30 anni, il maestro tedesco ha voluto riportare in scena un testo in qualche modo profetico: il mondo descritto mostra impietosamente allusioni ed enigmi angoscianti che fanno riflettere sulla contemporaneità moderna con sguardo lucido e spietato, sull’impossibilità dell’amore e dell’arte, sull’incomunicabilità degli essere umani nella società moderna. “Io faccio solo parlare testi di altri, come gli attori – dice Stein – Ma collaborare con Botho Strauss è stato un regalo. Discutendo per mesi in uno dei parchi di Berlino Ovest, Botho e io avevamo concordato di fare Troilo e Cressida. Tre mesi dopo si presentò con Il parco: tipico suo” spiega Stein raccontando la genesi del testo. “Der Park a mio avviso è e resta un capolavoro, e da tempo lo volevo presentare in altre lingue, anche se la traduzione non è facile – spiega Peter Stein – Dopo trent’anni anni la mia ammirazione per questo testo è addirittura cresciuta: ho lasciato l’ambientazione nella Berlino del 1983 per dare al pubblico la chance di ammirarne l’attualità. Molte cose che Strauss aveva intuito allora, oggi sono davanti agli occhi di tutti. Il teatro – continua Stein– è in grado di raccontare “vecchie” storie in modo contemporaneo. E infatti, i temi affrontati nell’opera sono il degenerare della sessualità a pura merce, o a puro gioco fisico di forza, la ricaduta in comportamenti che direi primitivi, come il razzismo e l’utilizzo della religione come arma politica; la perdita di memoria, il disorientamento delle nuove generazioni, la paura della crisi e della propria fine, la commercializzazione dell’arte e tante altre cose che sono esattamente il mondo di oggi…”.

Il Sogno rivive in un parco della città di Berlino dove tutto, amore, sesso, politica, viene vissuto in modo sconclusionato e quasi irrazionale. Oberon e Titania tornano a far visita agli essere umani che hanno perduto a causa dell’avanzamento tecnologico la loro vis più istintiva e primordiale: il loro intento è proprio di risvegliare le passioni negli uomini con l’aiuto del fedele e pasticcione mago Cyprian, moderno Puck al servizio di Oberon, intento a rovesciare i sentimenti di due coppie di sposi – Georg e Helen, Helma e Wolf che altri non sono che la versione borghese delle coppie Ermia e Lisandro, Elena e Demetrio. La struttura del Sogno viene rispettata con non poche licenze: punita dal marito, Titania resta vittima di un incantesimo e si innamora di un toro per dare alla luce un Minotauro. E se il tentativo delle divinità di restituire agli uomini l’armonia perduta fallisce, saranno proprio Oberon e Titania a dover fare i conti con le miserie della vita umana. Al di là dello spettacolo, che si presenta incandescente in sé e per sé, quella che si vedrà in scena è una vera e propria idea di teatro: Der park si presenta come una vera e propria sinfonia di quasi cinque ore, una sorta di kolossal (a costi ridotti), un lavoro sugli attori (15 in scena con 36 quadri) che presenta agli spettatori un palco saturo con una scena minimal, una composizione visiva con musiche originali composte da Massimiliano Gagliardi che si è ispirato al Sogno di Bartholdy-Mendelsshon e che presenta un motivo caratterizzante per ogni personaggio in un mix fra melodie, suoni e citazioni (il tema di Titania è ripreso dall’Oberon di Weber).

Lo spettacolo arriva per la prima volta in Italia con un nutrito gruppo di attori che hanno già lavorato con il regista tedesco: fra gli interpreti, la moglie Maddalena Crippa (“Per me si tratta di un’opportunità straordinaria, di fare vero teatro” ha detto l’attrice) che interpreta Titania, Mauro Avogadro nel ruolo di Cyprian-Puck, Gianluigi Fogacci (Wolf), Fabio Sartor (Erstling), Alessandro Averone (Minotauro). “Sono stato spaesato e non poco – dice Paolo Graziosi (al quarto spettacolo con Stein) che interpreta Oberon – Der park è un testo di non facile accoglienza e spero di poter restituire una visione interessante di Oberon”. Gli fa eco Graziano Piazza, che interpreta Georg e che spiega “Der park non è solo uno spettacolo, ma la messa in scena di un’idea di teatro”.

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