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Teatrionline > Blog > Prosa > Pandora – meteoriti vaganti tra bellezza e fragilità
ProsaRecensioni/Articoli

Pandora – meteoriti vaganti tra bellezza e fragilità

Lavinia Laura Morisco
Ultima modifica: 13 Giugno 2021 18:35
Lavinia Laura Morisco
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Pandora del Teatro dei Gordi è in scena al Teatro Franco Parenti di Milano dal 9 al 13 giugno. Ha debuttato alla Biennale Teatro di Venezia 2020 e riparte con un tour a più tappe nella stagione estiva.

Il Teatro dei Gordi (dal latino gurdus, un terreno fertile) è un collettivo emergente nato nel 2010 a Milano e che opera nell’ambito del teatro di figura, del teatro ragazzi e della danza. Dal 2015 collabora con il regista veronese Riccardo Pippa, da questo incontro sarà realizzato lo spettacolo “Sulla morte senza esagerare” nome tratto dal titolo di un poema della poetessa polacca Wislawa Szymborska. Nel 2018 è la volta dello spettacolo “Visite”, qui personaggi mascherati (e non) alloggiano in una camera da letto dove vedono passare le stagioni di vita in cerca di una forma di resistenza rintracciata nei ricordi e nell’incontro con gli altri.

Pandora del Teatro dei Gordi con la regia di Riccardo Pippa, è una magia che sprigiona i mali e li esorcizza con l’arte, è lo specchio di noi stessi, è la metamorfosi dell’io.

Un bagno-rifugio di anime

La scena (di Anna Maddalena Cingi) è un bagno-rifugio in cui anime – perché di anime si tratta (dal greco anemos, vento) – si incontrano, si guardano, si scrutano, si evitano, si ritrovano. Questa toilette è anche la nostra “heart shaped box”, la scatola mentale e fisica in cui siamo stati intrappolati e isolati in mesi di reclusione, mesi scanditi dalla reiterazione dei gesti: lavarsi le mani, andare in bagno, lavarsi le mani, asciugarsi le mani. La routine qui viene interrotta dall’immaginazione, immagine e azione: gli attori diventano a volte fotogrammi immortalati come da fermo immagine in pose distintive, a volte corpi che si raccontano nelle azioni e negli sguardi.

Il bagno di casa (tua?) può diventare quello di una sala da ballo, quello di una stazione di servizio, o quello di una discoteca. Persone di ogni genere e tipo entrano e escono da questo microcosmo scandito solo dalle azioni e dalla mimica – una toilette bisex senza regole – dove i dialoghi sono quasi inesistenti e le storie possono solo essere indovinate dai tratti fisici fortemente caratterizzati dei personaggi.

Leave as you found me

Nel bagno di Pandora puoi essere chi vuoi, fare quello che vuoi con l’“obbligo” ironico di lasciare ciò che trovi, esattamente come lo trovi: Leave as you found me (lasciami come mi hai trovato) cita l’inglesismo ironico apposto in evidenza sulla parete del bagno, come se il passaggio di persone non dovesse lasciare alcun segno, ovviamente sul palco accade esattamente il contrario.

Un artista di strada sui trampoli, un alcolista, un viaggiatore, un cantante, uno sportivo, un cuoco, un maniaco della pulizia, due ballerini: sono in tanti a passare in questa zona-limbo, presenze effimere, transiti lampo che illuminano la scena, come meteoriti che luccicano lasciando una scia e poi si sfaldano.

Nell’ultima scena un attore indossa una maschera di cartapesta (di Ilaria Ariemme) che mostra i segni del tempo, il cambiamento, il rinnovarsi, il cambiare forma, volto, pelle. L’uso della maschera, già presente negli altri due spettacoli della compagnia Visite e Sulla Morte senza esagerare, è un espediente contemporaneo per vincere la paura del tempo che passa.

Pandora esprime desiderio di vita, è un connubio di bellezza e fragilità, dialogo silenzioso tra un interno senza tempo e un esterno che può solo essere immaginato, connotato dai suoni fuori campo (di Luca de Marinis), un’esplosione di spontaneità, l’espressione corale di un disagio che si trasforma, che assume le forme di un canto, un urlo, un disegno sul corpo, un attacco nauseabondo, un denudarsi in pubblico, un urinare senza fine.

C’è anche chi parla dentro il tubo del lavandino in cerca di un contatto col mondo.

Dangerous D’Angelo con Claudia D’Angelo
Transgression di Loredana Parrella
Don Giovanni
“L’impresario delle Smirne” di Carlo Goldoni
Lello Arena è Salvo Panza in Don Chisciotte

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