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Teatrionline > Blog > Evento > Teatro Argentina, Giacomo: un intervento d’arte drammatica in ambito politico
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Teatro Argentina, Giacomo: un intervento d’arte drammatica in ambito politico

Redazione Roma
Ultima modifica: 5 Giugno 2024 11:20
Redazione Roma
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In occasione del centenario dell’assassinio di Giacomo Matteotti, il 10 giugno al Teatro Argentina è in scena Giacomo. Un intervento d’arte drammatica in ambito politico.
Lo spettacolo, con la regia di Pietro Borgia e interpretato da Elena Cotugno, è basato sugli interventi parlamentari di Matteotti.

Lo spettacolo
Giacomo Matteotti (22 maggio 1885 – Roma, 10 giugno 1924) è stato il segretario del PSU dal 1922 al 1924, Fu studioso di diritto penale e di pubblica finanza; organizzatore di leghe bracciantili, amministratore e sindaco di alcuni comuni del Polesine, deputato per tre legislature. Apostolo di verità e di ragione, esempio di coraggio morale e fisico, morì il 10 giugno 1924, a 39 anni, per mano di una banda di fascisti per ordine di Benito Mussolini.
GIACOMO vuole porre in risalto il discorso politico di Matteotti, mettendo a confronto due dei suoi interventi in Parlamento: quello del 31 gennaio 1921, in cui denuncia le connivenze tra le forze politiche borghesi e le squadracce fasciste, e quello del 30 maggio 1924, l’ultima seduta a cui Matteotti partecipò prima di essere assassinato, in cui contesta i risultati delle elezioni dell’aprile di quell’anno.
Questa tragedia, politica e anti-spettacolare, consiste nella riproposizione delle parole di Matteotti nella loro nuda e terrificante verità.
I principali temi sui quali il lavoro invita a riflettere sono il senso della militanza politica, i diritti di cittadinanza, la possibilità di opporsi alla violenza fascista con il richiamo ai valori di libertà e democrazia, ma anche il ruolo del teatro nella società, in un modo in cui gli ideali diventano opera d’arte.

Il ritratto storico

■ Il 31 gennaio 1921: Giacomo Matteotti denuncia le violenze fasciste; ammette che anche dalla sua parte ci sono state azioni violente: «può essere avvenuto che la teorizzazione della violenza rivoluzionaria, che mira a sopprimere lo Stato borghese, e a sostituire lo Stato socialista, possa avere indotto taluni nell’errore di azioni episodiche di violenza»; e conclude con l’attacco al Partito fascista: «Oggi in Italia esiste un’organizzazione pubblicamente riconosciuta e nota nei suoi aderenti, nei suoi capi, nella sua composizione e nelle sue sedi, di bande armate, le quali dichiarano apertamente che si prefiggono atti di violenza, atti di rappresaglia, minacce, violenze, incendi. È una perfetta organizzazione della giustizia privata; ciò è incontrovertibile». Accusa di complicità «di tutti questi fatti di violenza» anche l’allora presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, che lo interrompe seccamente.

■ Il 30 maggio 1924: è la prima riunione della nuova Camera, chiamata ad approvare il risultato delle elezioni dell’aprile precedente (le ultime a cui parteciparono diversi partiti, svolte con la legge Acerbo, proporzionale con premio di maggioranza). Il neo presidente dell’assemblea, Alfredo Rocco, propone a sorpresa la convalida in blocco dei deputati eletti per la maggioranza. Le opposizioni sono spiazzate.
Matteotti interviene a braccio, raccoglie le sue poche carte e chiede di parlare. Contesta la validità delle elezioni, dice che si sono svolte sotto la minaccia «di una milizia armata» al servizio del capo del governo. «Va a finire che faremo sul serio quello che non abbiamo fatto» intima Roberto Farinacci a Matteotti. «Fareste il vostro mestiere», risponde lui. Conclude dopo un’ora, chiedendo di rinunciare alla violenza. A un collega che si congratula per l’efficacia del discorso replica amaro: «Però adesso preparatevi a fare la mia commemorazione funebre». E qualcuno ha sentito Mussolini dire: «Quando sarò liberato da questo rompic… di Matteotti?».

info e orari
ore 21.00
10,00€ posto unico
durata 70′

Crediti
costumi Giuseppe Avallone
artigiano dello spazio scenico Filippo Sarcinelli
foto Luca Del Pia

Spettacolo prodotto con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Struttura di missione anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali nell’ambito dei progetti per iniziative connesse alla celebrazione della figura di Giacomo Matteotti, con il supporto di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Vincenzo Casillo, con il patrocinio di Fondazione di Studi Storici Filippo Turati Onlus, Fondazione Giacomo Matteotti, Comune di Fratta Polesine, e con il patrocinio di Roma Capitale.

Teatro Argentina
Lunedì 10 giugno 2024
GIACOMO
Un intervento d’arte drammatica in ambito politico

dai verbali delle assemblee parlamentari del 31 gennaio 1921 e del 30 maggio 1924
progetto Elena Cotugno e Gianpiero Borgia
parole di Giacomo Matteotti con interruzioni d’Aula
drammaturgia di Elena Cotugno e Gianpiero Borgia
ideazione, coaching, regia e luci Gianpiero Borgia
con Elena Cotugno

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