recensione
MAGNIFICA PRESENZA di Ferzan Ozpetek
In scena dal 27 Dicembre al 3 Gennaio al Teatro della Pergola
Ferzan Ozpetek torna al Teatro della Pergola con l’adattamento teatrale di Magnifica presenza, uno dei suoi successi cinematografici con Elio Germano, Vittoria Puccini e Giuseppe Fiorello. Lo spettacolo vede protagonisti in questo caso Serra Yilmaz, purtroppo assente nell’ultima
rappresentazione per motivi di salute, Tosca D'Aquino, Erik Tonelli, insieme a un talentuoso cast di personaggi che oscillano tra il reale e l’onirico, in una commedia agrodolce, che richiama in modo trasversale a molti classici del teatro e del cinema, come “Questi fantasmi” di Eduardo De Filippo, “Fantasmi a Roma” di Antonio Pietrangeli con Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman, e tanto altro, in un mix originale che sa esaltare illusione e storia, sogno e racconto, comicità e profondità, amore e cinismo, cinema e teatro, cultura popolare e citazionismo. “È un aspetto che mi diverte molto: lavori, ma costretto a esprimerti con delle limitazioni. E la tua immaginazione, in qualche modo, emerge ancora di più. Mi hanno fatto piacere le critiche positive sullo spettacolo, il timore era che qualcuno potesse dire: “Cosa vuole a teatro questo autore che viene dal cinema?” Invece, tutti ci hanno accolto magnificamente… Per quanto riguarda la scelta del cast teatrale devo dire che io amo tutti gli attori, sono bravi. Tre di loro interpretano un doppio personaggio e anche questo è un fattore curioso, molto divertente anche registicamente. È stata una gioia pensare e realizzare la messinscena di Magnifica presenza e questo stato d’animo, così
felice, arriva, di rimando, dal palco al pubblico che sta di fronte. Vi è un rapporto viscerale tra me e gli attori; l’unica cosa che pretendo è che essi siano naturali”. (Ferzan Ozpetek) Pietro è un giovane pasticcere, che aspira a diventare attore e perciò si trasferisce a Roma con la
sola compagnia della eclettica e buffa cugina. La sua esistenza nella nuova abitazione romana passa inseguendo amori impossibili con l’ingenuità provinciale di un bravo ragazzo, pieno di coloriti sogni e false speranze, e gli esileranti provini in cui cerca di ritagliarsi un posto di attore in qualche pubblicità di detersivi. aspirando sempre al cinema. Questa nuova vita tuttavia turbata e arricchita da strane e antiche presenze, che solo lui può vedere e sentire; è la bizzarra e famosa compagnia teatrale Apollonia, degli anni ‘40 del passato secolo, con cui dopo un iniziale diffidenza instaura pian piano un rapporto d’amicizia, cercando di capire le ragioni che trattengono nel presente questi
vetusti e bricconi fantasmi. “Magnifica presenza è un film che già, come storia, si adatta tanto a diventare un’opera teatrale.
Quando abbiamo deciso di compiere questa operazione ci siamo trovati di fronte ad alcune difficoltà: io, infatti, volevo adattare la narrazione in un ambiente unico sulla scena. Ma avere dei paletti con cui confrontarsi rende sicuramente più creativi: la recitazione si alterna a dei filmati, l’attore che deve uscire proprio fisicamente dallo spazio si muove tra gli spettatori. Esteticamente il mio obiettivo è stato quello di realizzare qualcosa di molto diverso rispetto al film, cercavo una visione complessiva di forte impatto. Ho cambiato i personaggi, che sul palcoscenico non potevano rimanere identici come al cinema, e lo spettacolo ha preso vita.” (Ferzan Ozpetek) Un’esperienza teatrale suggestiva, che evidenzia la volontà artistica di Ozpetek di trasportare le sue storie dallo schermo al palcoscenico, mantenendone una relazione creativa di comunicabilità e sensibilità, facendo parlare storie lontane con leggerezza e intelligenza, provocando con luci e frasi
colorate ilarità e doppi sensi, lasciando uno spazio allo spettatore in cui possa mettere se stesso nelle emozioni dei personaggi, che sono aperti ad essere altro, a tramutare la realtà in sogno, la materia tangibile in materia invisibile, con l’artificio del teatro e con la sua magia universale. “Tra opera, teatro e cinema, il rapporto con gli attori cambia sempre poco. L’importante, in ogni caso, è riuscire comunque a tirare fuori dagli attori il loro modo di fare, le sensazioni. Questo è il mio scopo, in tutto quello che faccio. Bisogna tentare di avvicinarsi sulla scena nella stessa maniera con cui viviamo la nostra esistenza, in modo spontaneo: se gli attori si emozionano davvero, allora si emoziona anche il pubblico. Vi è un rapporto viscerale tra me e gli attori; l’unica cosa che pretendo è che essi siano naturali: ho sempre detestato il teatro che si esprime curando perfettamente la dizione, perché credo che si debba parlare sulla scena come si fa nella vita. Se si procede in questa direzione, ecco che si crea un forte effetto sullo spettatore. E sentire che lo spettatore si sente dentro lo spettacolo è fondamentale.” (Ferzan Ozpetek)
Non c’è solo una Magnifica presenza in questa messinscena, ma molte, non solo un diamante ma molti, a chiarificare il passato ed arricchire il presente con la presenza e assenza di fantasmi, che ci sono più vicini di persone viventi, che sono più tangibili nel cuore di chi ci sta intorno senza capirci, i diamanti sono già in quest’opera, sono tutte le fragilità del protagonista, tutte le illusioni di chi non c’è più sul suo futuro mancato, tutte le speranze di chi non c’è ancora sul suo passato da decifrare. Diamante è tutto ciò che con ironia non possiamo capire di se stessi, al di là del personaggio che la storia ci ha fatto vivere con i suoi travestimenti che mostrano e le sue ingenue nudità che coprono. Tutti dentro di se hanno molti fantasmi a dare voce alle proprie domande senza risposta, alle proprie ambizioni impossibili, al proprio amore tradito e irraggiungibile, e ognuno di questi fantasmi è un diamante, un tesoro prezioso che custodiamo nella recita della vita, che dobbiamo interpretare e che di tanto in tanto, con grazia e tragica ironia, riusciamo a far si che possa mostrare ciò che siamo, nonostante tutto, diamante perduto non si sa dove e spesso che possiamo trovare lì, proprio sotto il proprio naso o sopra la propria testa. “Sì, è un omaggio al teatro, ma soprattutto a tutti quegli esseri umani che non vediamo: i cosiddetti invisibili della nostra realtà. Vorrei avere una vita costellata di fantasmi, magari incontrassi davvero dei fantasmi! A parte i fantasmi che rimangono dentro di noi, ma questo è un altro discorso… Con Magnifica presenza volevo riuscire a dare al pubblico il senso del tempo per immagini, l’esistenza di coloro che sono visibili vicino ai non più visibili.” (Ferzan Ozpetek)
Magnifica presenza uno spettacolo di Ferzan Ozpetek con Serra Yilmaz, Tosca D’Aquino, Erik Tonelli e con Toni Fornari, Luciano Scarpa, Tina Agrippino, Sara Bosi, Fabio Zarrella scene Luigi Ferrigno costumi Monica Gaetani luci Pasquale Mari produzione Nuovo Teatro diretta
da Marco Balsamo in coproduzione con Teatro della Toscana foto Stefania Casellato

