A place of safety. Viaggio nel Mediterraneo centrale
Ha debuttato al Teatro Arena del Sole di Bologna a fine febbraio il nuovo, importante e strutturato lavoro della compagnia Kepler-452. Continuando la ricerca sui lati più oscuri del tempo attuale, Enrico Baraldi e Nicola Borghesi, fondatori e componenti della compagnia, portano in scena uno dei fenomeni più drammatici degli ultimi anni, «un grande rimosso collettivo», come loro stessi lo definiscono, della civiltà europea. A place of safety. Viaggio nel Mediterraneo centrale è stato realizzato in collaborazione con Sea-Watch e EMERGENCY e prodotto da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, che dal 2018 sostiene le creazioni del gruppo, con Teatro Metastasio di Prato, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e Théâtre des 13 vents CDN di Montpellier. Dopo un lungo periodo di indagine sul campo intorno al tema della SAR (search and rescue), i due hanno passato un periodo di residenza a Lampedusa e hanno anche viaggiato sulla nave Sea-Watch 5 per quasi cinque settimane nel luglio dell’anno scorso, contribuendo a soccorrere 156 persone, sbarcate poi nel cosiddetto “place of safety” del porto di La Spezia (da qui il nome dello spettacolo). Definirlo spettacolo è riduttivo. Il nuovo lavoro di Kepler-452 è un contenitore di storie e di personaggi reali, incontrati veramente, conosciuti e vissuti. Sul palco infatti troviamo alcuni operatori di Life Support – la nave di Emergency e di Sea-Watch. Flavio Catalano, ufficiale tecnico sommergibilista della Marina Militare, ora in pensione e volontario in ventidue missioni dal 2022; Miguel Duarte, fisico matematico portoghese, un civil sea rescuer nel Mediterraneo centrale dal 2016, che ha rischiato fino a venti anni di carcere per un’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, oggi capo missione per Sea-Watch; Giorgia Linardi, giurista e portavoce di Sea-Watch, con esperienze anche con Medici Senza Frontiere a bordo della Geo Barents in Libia; Floriana Pati, infermiera specializzata in medicina della migrazione che dal 2022 ha partecipato a cinque missioni di ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo centrale; José Ricardo Peña, nato in Texas, figlio di immigrati messicani, che ha lavorato come elettricista sulle navi prima di diventare un volontario con Sea-Watch, portando a compimento quattro missioni. Le loro testimonianze dirette diventano drammaturgia come tappe di una missione: le paure prima della partenza, le motivazioni che li spingono ad imbarcarsi, l’avvicinamento alla zona delle operazioni, il soccorso e infine il viaggio di ritorno. I due registi partono dall’interrogarsi sul come si raccontino queste storie al farlo con naturalezza e crudità. Se da un lato non addolciscono la pillola, dall’altro si percepisce la ferrea volontà di farlo sempre con grande rispetto e umanità, non lasciando indietro volti e identità altrimenti perdute in mare come acqua che passa e va. A place of safety è un lavoro che mancava nel panorama teatrale italiano, e pensarci fa già riflettere, visto che il drammatico fenomeno delle morti in mare nel Mediterraneo centrale va avanti da molti anni. Poteva essere didascalico, o scadere nel banale, invece risulta un valido esempio di teatro civile, che tutti (dalle scuole secondarie in poi) dovrebbero vedere.
Erika Di Bennardo

