Un grande spettacolo moderno che convince il pubblico romano
La vocazione di Giuliano Peparini, coreografo e regista, è certamente lo spettacolo, anzi il grande spettacolo come accade il I tre Moschettieri – opera pop, rivisitazione in chiave musicale del celebre romanzo di Alexander Dumas.

Straordinario il successo anche al Teatro Brancaccio di Roma (quasi sold out anche l’ultima replica del 16 marzo) che conferma l’alto gradimento del pubblico per uno spettacolo inedito in cui prosa, danza e soprattutto musica, si intrecciano felicemente riportando in scena la storia dei tre moschettieri in salsa rigorosamente pop.
“Se devo affrontare un argomento storico o mettere in scena la vita di personaggi la cui azione si svolge in un’epoca passata, penso sempre a come farla risuonare nella nostra epoca e a come potrebbe raggiungere il pubblico di oggi – spiega Peparini – è il caso di Alexandre Dumas la cui forza supera il passare del tempo. L’amicizia, le differenze tra classi sociali, l’onore, la vendetta, i segreti e la seduzione sono al centro del romanzo “I Tre Moschettieri” e sono temi ancora attuali nel XXI secolo”.

Peparini pensa a uno spettacolo nello spettacolo con gli operai che lavorano sul palco mentre il pubblico entra in sala: quando l’operaio (che resterà narratore) trova un vecchio libro impolverato e comincia la leggere la storia di D’Artagnan, la magia prende forma e la platea si trova catapultata fra gli intrighi della corte di Francia del 1600.
La storia è nota e ruota intorno al guascone D’Artagnan e Athos, Porthos e Aramis, i tre moschettieri del re di Francia per riuscire a proteggere la regina dalla cospirazione ordita dal potente Cardinale Richelieu, aiutato dalla spietata Milady. Duelli, intrighi, avventura, amicizia, amore e morte, sono al centro di una vicenda, ma senza lieto fine concludendosi con la condanna a morte di Milady, colpevole di aver uscito Costanza, la donna amata da D’Artagnan.
Lo spettacolo c’è e vede in una riuscita alternanza fra gli elementi storici e tocchi di modernità inclusi i numerosi scenari, esterni o sontuosi interni, che vengono proiettati sui ledwall posizionati sul palco. Il cast alterna artisti di grande esperienza nel settore che ben tratteggiano le linee delle loro personalità, da Gio’ Di Tonno (Athos) a Vittorio Matteucci (Porthos) a Graziano Galatone (Aramis) a giovani promettenti come Sea John nel ruolo di D’Artagnan, Camilla Rinaldi come tremenda Milady, fino Beatrice Blaskovic, la dolce Costanza.
Da menzionare anche le performance di Cristian Mini, che tratteggia un perfido Richelieu e Leonardo di Minno nel ruolo di Rochefort. Cuore di un grande show sono senza dubbio le canzoni, pop e orecchiabili, di Gio Di Tonno che debutta come compositore. Ineccepibili le scene d’insieme grazie alla presenza del Maestro d’Armi Renzo Musumeci Greco, le coreografie (rigorosamente moderne) Veronica Peparini e Andreas Müller, con i ragazzi della Peparini Academy Special Class. Un musical ricco e moderno che conquista il pubblico.
Fabiana Raponi

