Nero a metà experience. I musicisti di Pino Daniele in concerto
Gigi De Rienzo, Ernesto Vitolo e Agostino Marangolo, storici musicisti e amici di Pino Daniele, fanno rivivere la musica di uno dei più grandi cantautori italiani in un concerto tutto da scoprire e godere. Grandi emozioni, bel sound e un’empatia musicale che solo chi suona insieme da tanti anni riesce a raggiungere.
Al Teatro Duse di Bologna è andato in scena, in una sala calda e piena, Nero a metà experience. Un viaggio che porta indietro gli spettatori di oltre quarantacinque anni, quando Pino Daniele girava l’Italia in lungo e largo accompagnato dai suoi musicisti, che raccontano fra aneddoti e brani eseguiti con gli arrangiamenti originali di allora, quel magico periodo con grande partecipazione e a tratti commozione. A prestare la voce e la propria anima, come sottolinea De Rienzo, sono tre cantanti con background e timbri molto diversi, ma tutti “sintonizzati” e rispettosi dell’immenso patrimonio musicale di cui si fanno portatori. Emilia Zamuner, Savio Vurchio e Greg Rega si alternano nell’esecuzione dei brani più iconici dello storico album Nero a metà ma non solo. Grande momento l’esecuzione di un brano strumentale “dei tempi” firmato da Ernesto Vitolo, la Lambadina, perfetto esempio di commistione fra i vari generi musicali e di sperimentazione di fermento di quei magnifici anni ’80. De Rienzo tira le fila della serata, parlando molto fra un brano e l’altro con naturalezza e grande
sincerità. Non solo descrizioni e curiosità sui brani, ma anche divertenti aneddoti di vita vera vissuta accanto a Daniele, che arricchiscono molto “l’experience” appunto dello spettacolo. È proiettato verso il futuro, il messaggio che si vuole lanciare dal palco continuando a cantare e suonare la musica di Pino Daniele. Perché l’immensa produzione artistica del cantautore partenopeo non può venire relegata ad ascolti in studio o in cuffia a causa della sua prematura scomparsa, ma è giusto (e doveroso forse, da chi ha condiviso il palco con lui per anni) farla vivere dal vivo per tutti i cultori, ma anche per chi per ragioni anagrafiche non ha potuto fruirla in quegli anni.
Erika Di Bennardo

