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Caracalla Festival 2025, Tra sacro e umano secondo Damiano Michieletto

Fabiana Raponi
Ultima modifica: 12 Giugno 2025 14:27
Fabiana Raponi
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Opera, musica sacra, musical, danza, concerti e incontri nell’edizione del Giubileo, dal 29 giugno al 7 agosto, alle Terme di Caracalla e alla Basilica di Massenzio di Roma

Carta bianca a Damiano Michieletto per il Caracalla Festival 2025: Tra sacro e umano è l’edizione del Giubileo è all’insegna della tradizione e dell’innovazione che si snoda dal 29 giugno al 7 agosto in un ricco programma che accosta all’opera, la musica sacra, alla danza i concerti e gli incontri speciali e che per la prima volta apre all’opera anche la Basilica di Massenzio, oltre alle Terme di Caracalla.

“Costruendo la proposta artistica del Festival ho voluto tenere particolarmente in conto la contingenza che vive la Città di Roma nell’anno del Giubileo, dialogando con questo speciale appuntamento – spiega Michieletto – I temi della spiritualità e della riconciliazione mi stanno molto a cuore, per questo ho creato un percorso che abbiamo intitolato “Tra sacro e umano”, con lavori artistici attinenti questi aspetti così peculiari della nostra esistenza. Una proposta che tiene certamente conto della platea estiva romana, ma che cerca di allargare i confini e ampliarsi, a partire dai luoghi. Apriamo infatti un secondo palcoscenico, quello della Basilica di Massenzio, di dimensioni diverse, più raccolte, da mettere in dialogo con le Terme di Caracalla”.
Un cartellone quanto mai articolato quello concepito da Michieletto, regista visionario e provocatorio ma mai gratuitamente, che si apre simbolicamente il 29 giugno,  giorno dei SS. Pietro e Paolo, festa patronale della Città di Roma alla Basilica di Massenzio con “La gioia interiore”, evento fra spiritualità e musica, di accoglienza per i pellegrini. Sul palco, il teologo e comunicatore Vito Mancuso per una riflessione sul tema della riconciliazione e sull’importanza di riuscire a coltivare una forma di spiritualità e l’esecuzione del ciclo di madrigali per sette voci Lagrime di San Pietro di Orlando di Lasso, testamento del compositore terminato nel 1594 e dedicato a Papa Clemente VIII.

Quattro le nuove produzioni del festival, ma tutte rigorosamente affidate a figure di spicco della “nuovelle vague” della regia operistica internazionale. Primo appuntamento del teatro musicale alla Basilica di Massenzio il 1 luglio (con repliche il 2, 4 e 5 luglio) con il capolavoro La Resurrezione di Händel secondo Ilaria Lanzino, con la direzione musicale affidata a George Petrou, specialista del repertorio barocco.

Affidata a uno sguardo femminile con un linguaggio sperimentale e autonomo, la nuova La traviata di Verdi (dal 19 luglio al 3 agosto) secondo la regista slovacca Sláva Daubnerová. Corinne Winters è Violetta, sul podio Francesco Lanzillotta.

La Basilica di Massenzio ospita il Don Giovanni di Mozart (dal 20 luglio al 25 luglio) affidato allo sguardo innovativo di Vasily Barkhatov, al debutto a Roma, che incontra uno degli archetipi della cultura occidentale. Il baritono Roberto Frontali affonda per la prima volta il ruolo di Don Giovanni come libertino maturo e impenitente. Sul podio, torna il giovane Alessandro Cadario.
Grande attesa per West Side Story, uno dei più celebri musical di Leonard Bernstein, nel nuovo allestimento di Damiano Michieletto, in scena dal 5 al 17 luglio alle Terme di Caracalla e che vede sul podio Michele Mariotti.

“Apriamo anche lo sguardo a novità importanti per l’Italia, dove due registe come Ilaria Lanzino e Sláva Daubnerová – prosegue Michieletto – avranno la possibilità di lavorare per la prima volta. Lo stesso Sacre du printemps firmato da Pina Bausch non è mai stato interpretato prima d’ora da un corpo di ballo del nostro Paese”.

Spazio alla danza infatti con Le Sacre du printemps di Stravinskij nella celebre coreografia ideata da Pina Bausch nel 1975 accanto al Bolero di Ravel nella versione realizzata nel 1961 da Maurice Béjart e a Within the Golden Hour di Christopher Wheeldon in scena alle Terme di Caracalla il 30 e il 31 luglio.
In occasione del 50esimo anniversario di uno dei capisaldi della danza contemporanea, per prima volta una compagnia del nostro Paese si confronta con uno dei maggiori lavori della Bausch. Guest star del Bolero è Friedemann Vogel, che torna a Caracalla dopo il successo della Nuit romaine del 2024. Il lavoro di Wheeldon, entrato nel repertorio del Corpo di Ballo capitolino, è considerato come una delle migliori creazioni del coreografo britannico, poesia per 14 danzatori sulla partitura per archi composta da Ezio Bosso.

Non manca il Roberto Bolle and Friends, a Caracalla in scena il 15 e 16 luglio irrinunciabile tappa romana, ormai dal 2011, un affascinante viaggio nel repertorio classico e contemporaneo del balletto, con Bolle e le grandi stelle internazionali.

Il festival si chiude ciclicamente con un brano sacro, La Pasión según San Marcos del compositore argentino Osvaldo Golijov, in programma al Teatro delle terme romane giovedì 7 agosto. Commissionata per la commemorazione del 250esimo anniversario della morte di Bach, sfugge a qualsiasi etichetta, combinando diversi stili e un’esperienza artistica e spirituale senza confini di sorta. Sul podio Diego Matheuz, già interprete a Caracalla di Mass di Bernstein nel 2022 messo in scena da Michieletto, che guida le masse artistiche dell’Opera di Roma.
Anche quest’anno il festival viene anticipato dalla presenza di un’eterogenea offerta di musica pop a partire da martedì 3 giugno, Venditti, Alessandra Amoroso, Fiorella Mannoia e Giovanni Allevi fra i protagonisti. Biglietti in vendita presso il botteghino del Teatro dell’Opera di Roma e su Ticketone a partire dal 1° febbraio 2025.

Fabiana Raponi

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