Al Teatro Sistina di Roma torna in scena la versione italiana di West Side Story, la celebre commedia musicale di Steven Sondheim in una rivisitazione scandita dall’energia della danza e della musica con la colonna sonora composta da Leonard Bernstein ed eseguita dal vivo da un’Orchestra di 18 elementi diretta dal Maestro Emanuele Friello.
Massimo Romeo Piparo porta sul palcoscenico tutta la forza di una storia appassionante in cui oltre 30 artisti, coreografati da Billy Mitchell, stella emergente del West End londinese, ballano, recitano e cantano a un livello professionale elevato nel vortice superbo di danze, al tempo stesso così sciolte e così tese.
Piparo dirige un’opera diventata un vero classico del genere musicale senza modificare il libretto originale di Arthur Laurents, mantenendo gran parte del linguaggio visivo della coreografia stilizzata di Jerome Robbins articolata in un movimento fluido dentro e fuori dalla danza.
Questa produzione di West Side Story con audacia, e quasi con aria di sfida, riproduce l’atmosfera originale della New York di fine anni ’50 con una teatralità straordinaria, nell’Upper West Side di Manhattan, dove case popolari decadenti del dopoguerra vengono rase al suolo per far posto al nuovo, lussuoso Lincoln Center.
La storia originale è notoriamente basata su Romeo e Giulietta di Shakespeare, ma con una differenza. I Jets e gli Sharks, diversamente dai Montecchi e dai Capuleti, non sono “entrambi uguali in dignità”: i Jets sono bianchi, con un vantaggio sui loro nemici portoricani sottolineato dalla somiglianza tribale dei poliziotti bianchi con i Jets, in una sorta di neutralità co-belligerante.
È lì, sempre, in quella musica di Leonard Bernstein – in tutta la sua impetuosa, sentita ricerca di emozioni, Maria (Natalia Scarpolini) e Tony (Luca Gaudiano), ex membro dei Jets che si è allontanato dal coinvolgimento in una guerra tra bande, sono una coppia abbagliante di giovani amanti che si incontrano e si innamorano a un ballo e la loro relazione trasgressiva per un microsecondo mostra a tutti la possibilità di un futuro moderno e non settario, ma finisce nella violenza, in una tragedia degli errori che conclude il dramma.
I Jets, guidati dal migliore amico di Tony, Riff (Roberto Torri), che vorrebbe arruolare Tony per una nuova rissa pianificata con gli Sharks portoricani che stanno invadendo il loro territorio in numero crescente, giocano con la violenza finché la trasformano in qualcosa di mortale. Gli Sharks, guidati da Bernardo, (Antonio Catalano) il quale a sua volta ha una relazione con l’esuberante Anita (Rosita Denti), non possono permettersi lo stesso lusso di giocare. Quando la rissa tra Riff e Bernardo si trasforma in una tragedia, tutta quella spavalderia finisce per sgretolarsi. E anche gli innamorati restano travolti dalle loro armonie come se potessero ottenere che il mondo si pieghi abbastanza da permettere loro un lieto fine. La storia è ricca di sfumature: a tratti tragica, ma anche incredibilmente luminosa e piena di speranza, catturando l’anima vibrante del musical.
Ciò che rimane di questa toccante fiaba americana di un amore condannato è il puro messaggio di speranza del primo amore e un appello ad analizzare e a combattere ogni pregiudizio razziale In definitiva, la serata è un grande successo: West Side Story è un’opera d’arte, un’opera ben rifinita e riuscita.
Roberta Daniele

