A cento anni esatti dall’ambientazione del capolavoro visionario di Fritz Lang, Metropolis diventa il prisma attraverso cui il Torino Fringe Festival 2026 osserva e racconta il presente.Il film, ambientato proprio nel 2026, profetizzava una città dominata dalla tecnologia, dal controllo, dal divario tra chi muove le leve del potere e chi abita il sottosuolo della società. Oggi, in un’epoca segnata dall’intelligenza artificiale, dalla crisi economica, dalla destabilizzazione politica globale e dalla riconfigurazione continua degli spazi umani e lavorativi, quella visione non è più solo distopica: è diventata realtà.
Il tema–omaggio Metropolis raccoglie l’eredità dell’edizione appena conclusa, La vita è un varietà, e la proietta nel cuore vivo e contraddittorio della città e della vita contemporanea. Non solo spettacolo, ma osservatorio, azione e arte condivisa, riflessione collettiva.
Il Torino Fringe Festival 2026 si fa cantiere urbano, luogo di sperimentazione culturale e spazio di intersezione tra arte, comunità, politiche urbane e immaginazione sociale.
Metropolis è un omaggio alla visione di Lang, ma è anche una lente per leggere ciò che accade oggi, 100 anni dopo, a Torino e in altre “metropoli” europee: una città che corre più veloce della sua stessa trasformazione, dove le forme di socialità e fruizione culturale mutano non solo con l’innovazione. Per questo il festival si diffonde nello spazio urbano con nuovi progetti e linguaggi site-specific, eventi partecipati e azioni artistiche capaci di abitare la città in modo nuovo e abbattere le distanze tra pubblico e artistə.
Una programmazione sempre più molteplice, fluida, ibrida: che esplora i confini tra oggetto e soggetto, corpo e macchina, individuo e sistema, automatismo e desiderio. L’arte si fa gesto resistente, motore critico coraggioso, affettivo e politico: per restituire alle persone lo spazio, il tempo e l’immaginazione necessari per abitare davvero la propria Metropolis.
Sotto l’asfalto, nelle piazze, dietro le facciate lucide degli algoritmi e delle routine quotidiane, qualcosa pulsa ancora. La cultura e il teatro tornano a essere un atto che dà voce ai corpi, ai desideri, alle relazioni.