Eccezionalmente in forma scenica con la regia di Vincent Huguet, sul palco un cast di acclamati interpreti wagneriani. Il 23, 25 e 27 ottobre in Sala Santa Cecilia a Roma.
Die Walküre
(La Valchiria) di Richard Wagner in forma scenica, diretta da Daniel Harding con la regia di Vincent Huguet, apre il 23 ottobre alle ore 18 (con repliche il 25 e il 27 ottobre) la stagione 2025/2026 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Era già annunciata da due anni, ma il primo capitolo del progetto del Ring (assente a Roma dal 1961) rappresenta un’inaugurazione imponente che segnerà anche l’avvio delle prossime stagioni: la Valchiria rappresenta il cuore pulsante della Tetralogia Ring (nell’ordine è il secondo dramma musicale) a Roma viene rappresentata come prima opera cui succederanno negli anni successivi, Siegfried e Il Crepuscolo degli Dei, mentre il prologo della tre giornate, L’Oro del Reno, che verrà eseguito a Santa Cecilia nel 2028, rappresenta una sorta di prequel che avvierà un nuovo ciclo.

“Vorrei utilizzare la Tetralogia come uno stimolo nuovo di far suonare l’Orchestra che esplora e porta all’estremo le sue possibilità – spiega nel corso della conferenza stampa Daniel Harding, che ha debuttato a Santa Cecilia a soli 22 anni e che “debutta” con Wagner – ma proprio per l’insito concetto di totalità del dramma secondo Wagner, è impossibile non disporre di un allestimento visivo. Quando ho visto la sala per la prima durante le prove, mi sono emozionato”.

Portare a Santa Cecilia la Tetralogia in forma scenica rappresenta un’operazione estremamente complessa, ma necessaria per il teatro e iniziale il ciclo con La Valchiria, come voluto da Harding, significa immergersi immediatamente nel dramma: la prima giornata del Ring racconta dei fratelli gemelli mortali Siegmund e Sieglinde, che si innamorano senza sapere di essere fratelli e di essere figli del dio Wotan. Per proteggere gli amanti la valchiria Brünnhilde, figlia di Wotan, disobbedisce al padre e viene punita, ma salvata dal destino dall’eroe Sigfrido.
“Eseguiamo la Tetralogia in quattro anni, ma cominciare dalla prima giornata, con La Valchiria significa immergersi nei mondo del dramma – prosegue Harding – i musicisti lasciano scoprire la musica proprio mentre la suonano e il cast è è eccezionale. Anche se non si parla una sola parola di tedesco, quando i cantanti spiegano la trama, si riesce a comprendere tutto. Il lavoro dell’Orchestra è stato strepitoso”.

Protagonisti de La Valchiria, alcuni fra i maggiori interpreti wagneriani tra cui Michael Volle che interpreta Wotan, già applaudito nello stesso ruolo a Dresda, Vida Miknevičiūtė nel ruolo di Sieglinde, Jamez McCorkle nel ruolo di Siegmund.
“Sono molto emozionata tornare a Roma – spiega Miina-Liisa Värelä ospite abituale del Festival di Bayreuth, interpreta Brünnhilde – I musicisti con cui suoniamo sono incredibili perché creano la musica nel momento in cui la suonano e sono molto felice di lavorare per la prima volta con Daniel Harding proprio in questa sala”.
Le scenografie di Pierre Yovanovitch collocano la Valchiria in una costruzione nobiliare di colore bianco, un palazzo imperiale quasi atemporale, che attraversa la storia richiamando un moderno Piranesi in cui la monumentalità è culla delle fragilità e della solitudine umana.

I costumi realizzati dal giovane talentuoso Edoardo Russo in collaborazione con la storica Tirelli Travetti Sartoria si ispirano a un universo visivo che parte da Roma e si arricchisce delle interpretazioni della romanità che si sono susseguite nel corso dei secoli: e se gli umani sono vestiti con abiti in stile romano, le Valchirie rappresentano la summa di un percorso creativo che unisce alla loro visione tradizionale un tocco mediterraneo attraverso sontuosi abiti in seta.

“La Valchiria fa parte di un progetto monumentale in un luogo che non è un teatro e dove possiamo effettuare solo piccoli cambiamenti scenici – spiega il regista francese Vincent Huguet – se Bayreuth è il teatro creato da Wagner è naturale che non è possibile allestire il Ring senza cambi di scena, ma è un progetto che proprio come la tragedia greca si svolge in un luogo semplice. Molto spesso in scena ci sono dolo due personaggi e numerosi duetti per cui non abbiamo necessità della grandiosità. Tutto è molto intimo e possiamo ricercare l’essenziale. Per il pubblico sarà un’esperienza molto diversa e coinvolgente perché non c’è sipario”.
Il nuovo corso dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia passa attraverso un progetto che necessita della trasformazione ad hoc della Sala Santa Cecilia pronta a diventare un vero e proprio spazio scenico e si arricchisce di numerosi eventi collaterali all’inaugurazione come la mostra allestita a Santa Cecilia – dal 23 ottobre – dedicata al soggiorno romano di Wagner durato quasi un mese, nel 1876, organizzato dopo la prima del Ring des Nibelungen a Bayreuth e l’esposizione di a a cura di Musacchio, Pasqualini e Fucilla (MUSA), che illustrano le varie fasi dell’allestimento delle scenografie per la produzione della Valchiria.

“Con La Valchiria avviamo un progetto molto importante, è un passo culturalmente avanzato che vanta anche la collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma che si inaugura con il Lohengrin anche attraverso una serie di iniziative – il commento di Massimo Biscardi, Presidente-Sovrintendente di Santa Cecilia – attraverso un progetto che unisce le forze di due grandi realtà al servizio della Capitale. Wagner, con la sua musica che fonde dimensione sinfonica e teatrale, rappresenta simbolicamente l’incontro tra le nostre identità artistiche”.

La Valchiria va in scena giovedì 23 ottobre (alle ore 18), sanato 25 (alle ore 15) e lunedì 27 ottobre alle pre 18. Info e dettagli santacecilia.it
Fabiana Raponi

