Bâtiment des Forces Motrices, Ginevra, 19, 21, 22, 24, 26, 28, 29 marzo
Giulia Bolcato canta nella sua primissima opera di Rameau. Interpreta il triplo ruolo di Une suivante d’Hébé, Une ombre heureuse e Un plaisir céleste in una nuova produzione di Castor et Pollux
Bâtiment des Forces Motrices, Ginevra, 19, 21, 22, 24, 26, 28, 29 marzo
Il soprano vicentino Giulia Bolcato, lodata dalla rivista Musica per la sua “voce dal timbro squisitamente femminile, ricca di colori, con tecnica impeccabile e il dominio d’un luminoso registro acuto”, è a Ginevra per la nuova produzione di Castor et Pollux – diretta dal Maestro Leonardo García Alarcón con la sua Cappella Mediterranea e firmata dal regista Edward Clug – in scena dal 19 al 29 marzo al Bâtiment des Forces Motrices.
Nel triplo ruolo di Une suivante d’Hébé, Une ombre heureuse, and Un plaisir céleste, Giulia affronta per la prima volta un’opera di Rameau e ha rilasciato quest’ampia dichiarazione alla stampa:
«Sono molto felice di tornare al Grand Théâtre de Genève, un luogo che rappresenta una parte importante del mio percorso – commenta l’artista – Qui ho avuto la possibilità di lavorare in tre produzioni come membro dell’ensemble e questo mi ha permesso di conoscere da vicino la vita di questo teatro: il coro, l’orchestra, il balletto e tutte le persone che fanno funzionare una macchina artistica straordinaria, capace di riunire numeri e forze molto grandi mantenendo una forte identità musicale e teatrale.
Per questo, trovo esaltante affrontare proprio qui a Genève, per la prima volta, un’opera di Rameau: Castor et Pollux. Sono immersa in un universo musicale raffinato, ricco di sfumature, che sto esplorando con entusiasmo insieme al Maestro Leonardo García Alarcón e alla sua Cappella Mediterranea. Questa nuova produzione è firmata dal regista e coreografo Edward Clug, il cui lavoro scenico costruisce un universo visivo molto forte, in dialogo con la dimensione mitologica e simbolica dell’opera.
Io interpreto tre personaggi: Une suivante d’Hébé, Une ombre heureuse e Un plaisir céleste. Sono figure molto differenti tra loro, sia vocalmente che drammaturgicamente, ma unite da una stessa dimensione poetica, pur apportando un proprio specifico colore alla scrittura musicale. Durante il lavoro con Leonardo García Alarcón stiamo esplorando proprio queste nuances di colori o, come lui ama dire, di “luci e ombre” dentro la partitura, in un intrigante gioco di timbri e atmosfere. Sono contenta di interpretare i miei tre personaggi perché incarnano alla perfezione alcune caratteristiche del teatro musicale barocco quali la ricerca della bellezza, della luce, della sensualità e dell’armonia. Molti dei testi che canto parlano d’amore, di giovinezza dello spirito, di una felicità che nasce dalla capacità di amare. Persino Giove, ci ricorda la musica di Rameau, è felice solo quando ama».

